
Originariamente Scritto da
Tonymusante
Certo, Vincenzo, le opinioni meritano tutte lo stesso rispetto, anche le tue ci mancherebbe pure nel disaccordo.
Difatti quelle frasi che tu citi non ti sono state rivolte in esito alle opinioni, sia pur polemiche (perchè lo "score" sarà pure quello che è ma la parola umiliante non la trovi, le cifre non indicano le interpretazioni che noi vorremmo attribuir loro) da te espresse sull'opportunità o meno di convocare atleti in base ai criteri attualmente in auge
Esse sono piuttosto in relazione a tutto il resto del tuo discorso dove usi termini offensivi: perchè "umiliante" non lo è certo meno di quelli con cui ti senti ferito tu, con la differenza che sei stato il primo ad agire, fino a concludere sibillinamente - come solito tuo - con l'espressione "W la autoreferenzialità".
A casa mia, o perlomeno leggendo con interpretazione italiana autentica, questa tua espressione non è più un'opinione ma un'allusione - e pure pesante - che si traduce in:
autoreferenziarsi = referenziarsi da solo o tramite chi ha il potere di farlo per me, ergo raccomandarsi, da cui si potrebbe dedurre che qualcuno non venga convocato in quanto rispondente a tutti i requisiti succitati e comuni alle procedure di ogni Federazione Sportiva italiana ed estera, bensì partecipi grazie ad atteggiamenti di favore e benevolenza nei suoi confronti o, pur in possesso dei requisiti suddetti, a danno di altri meritevoli quanto e più di lui ma non sufficientemente supportati.
Se così non è, dunque nel gioco ti sei lessicalmente espresso male, hai occasione di spiegarti, se invece è quel che pensi e lo esprimi con cognizione di causa, sarebbe opportuno che tu, dignitosamente, esplicitassi fatti circostanziati e nomi precisi cosicché io (che mi sentirei parte in causa quale Consigliere federale) possa spiegare coram populo e tu non sia accusato per un atteggiamento insinuante ed omertoso ma al contrario ottenga nei confronti delle tue opinioni e di te stesso il giusto rispetto che reclami ma che, in quanto tale, è pure doveroso manifestare verso gli altri.
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