Si, nessun problema, in pratica sempre facendo un parallelo con una immersione, ci sono certe situazioni sott'acqua che o domini da subito o ne rimani intrappolato e potenzialmente rischi di rovinarti la giornata con un giro in camera iperbarica, se non peggio. Quello che faccio sott'acqua, a certe profondità é di aggredire appunto l'immersione. Ho un atteggiamento mentale da maschio alfa (realmente) ed il mio compagno deve averlo ugualmente, lo pretendo. In sostanza non ho tentennamenti, il compagno non risponde ad un mio segnale? Bene, lo ripeto con maggiore enfasi, e voglio ricevere una risposta decisa ed immediata, non avviene? bene, non penso ad alternative o fraintendimenti, agisco! Segnale di fine immersione, si risale, si fanno le tappe decompressive se previste/necessarie e fuori se ne parla per capire cosa é successo, in tutta serenità. Questo é aggredire l'immersione, non la vivi passivamente, la domini. A certe profondità si può non essere lucidi e in una frazione di secondo puoi passare da una condizione tranquilla e gestibile in una in cui rischi di rimetterci le penne o peggio di prendere anche decisioni molto difficili nelle situazioni più estreme.
Quando ho davanti un carico che reputo difficile o oltre i miei limiti attuali, lo "aggredisco", non mi faccio dominare passivamente o impressionare da quanti dischi ci sono su.
Provo la serie (singola ripetizione o più ripetizioni). Nella maggior parte dei casi il peso l'ho tirato su, qualche volta ci sono rimasto sotto, ma ci ho provato e mai mi sono dato per sconfitto in partenza. Agisco. Ma agisco con convinzione. Ovviamente non carico 250kg di squat pensando di dominarli, sarei un pirla, ma quando ho carichi importanti, per me, cerco di avere questo approccio mentale.
Non penso di essere riuscito a spiegarmi in maniera soddisfacente perché per me é un meccanismo mentale quasi istintivo, che ho fatto mio negli anni. Se vuoi maggiori dettagli fammi sapere o sentiamoci.
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