Credo che in queste poche, semplici ma concrete frasi si possa racchiudere un'esperienza, un'avventura ed un esordio agonistico in una gara di livello nazionale assoluto.
Di ritorno dal binomio Campionato Classic/Coppa Bertoletti ho finalmente tempo e spazio per scrivere due righe ma giungo senza dubbio fuori tempo massimo, poichè ormai è stato scritto tanto (quì, sui gruppi whatsapp, sui social network, ecc.) per cui chi era interessato sa già tutto o quasi.
Mi preme comunque stilare due righe di commento alla gara di Vincenzo, un ragazzo conosciuto virtualmente su questa board tematica poco più di un anno fa, quando non era neppure sedicenne.
Vincenzino chiedeva solo un programmino per migliorare la resistenza nelle trazioni alla sbarra, dopo che aveva letto i miei scambi di messaggi con muscle94; ben presto però non si è accontentato, ha voluto provare, cambiare metodologia di allenamenti e mentalità atletica, fare il gran salto nell'oscuro mondo della forza specialistica e della ghisa pesante.
Non era semplice: in un paese, senza una squadra, senza nessuno che lo seguisse dal vivo, ad un'età adolescenziale in cui i coetanei si divertono quasi solo in discoteca, obbligato a scontrarsi con luoghi comuni, ad imbattersi con regolamenti rigidi e divieti ottusi, a frequentare Centri fitness senza personalità sportiva e relativi istruttori demotivati e non aggiornati.
Ha allenato lo squat, arrampicandosi sulle panche per le spalle come un trapezista nel circo, ha corretto la panca ed inviato video, ha provato lo stacco come unico esecutore.
Ci ha creduto: è venuto due volte a Roma, accompagnato da genitori disponibili ed ammirevoli, per testare qualcosa che poteva sembrare fine a se stesso ma che in cuor nostro già cominciava a prendere forma.
Gli scrissi all'inizio della scorsa estate un lungo messaggio privato in cui gli parlavo del powerlifting e dell'FIPL, della squadra, delle 3 powerlifts, delle competizioni.
Mi ha assecondato perchè l'idea lo stuzzicava: c'era un record di squat raw che pareva francamente alla portata e tuttavia complicato a materializzarsi per mille coincidenze che dovevano concatenarsi, per la distanza di centinaia di chilometri che ci separava, per un'attrezzatura di workout inadeguata e per delle sedi di gara che parevano collocate lontane come un miraggio.
Non si è fatto scoraggiare dai viaggi in treno ad orari insoliti, dai cambi di orario e dalle prenotazioni vanificate, dall'essere collocato ospite da compagni di squadra appena conosciuti, dal dover debuttare senza il trainer alle spalle.
Il 17 giugno era lì, nella categoria -74kg. open, avversario di atleti che avevano vestito la maglia azzurra, mentre lui a malapena conosceva il regolamento ed i comandi gara.
Tutto questo però lo riguardava relativamente; c'era sempre e solo quel maledetto record di squat che si era sognato da mesi.
In un sms, mentre gli spiegavo il possibile valore di altri ragazzi pari categoria ma già rodati, mi aveva esplicitamente detto che la classifica assoluta non era il suo principale obiettivo ma almeno un record voleva portarselo a casa.
135 / 140 / 147.5 kg. la sequenza, a meno di 17 anni sulla pedana della Federazione Italiana di Powerlifting, l'unica del circuito IPF e riconosciuta dal CIO.
Record Italiano Sub Junior di squat, categ. -74kg. Tra alcuni giorni il suo nome campeggerà nel'albo dei record sul sito federale ufficiale e per un anno almeno nessuno potrà neppure tentare di batterlo.
Nello sport, come nella vita, raggiunto un traguardo occorre porsene un altro, perchè niente è duraturo, nulla sufficiente, mai definitivo. Ora arriva il difficile, in quanto occorre confermarsi, su quote più alte, con avversari forse differenti, in diverse occasioni, per nuovi traguardi.
Vincent98, il trattorino che russava , può farcela, stupirsi e stupire ancora ma dipende da lui.
La squadra ti aspetta e un'altra sfida si avvicina.
La forza sia con te!








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