Pellizza - come ha già detto Tets - è uscito di panca, quindi purtroppo come per Alessia c'è poco da aggiungere, se non che è capitato a molti e dunque avranno entrambi senz'altro occasione per rifarsi.
Signani è arrivato 6° nei -66kg. con un totale di 612.5kg; da sottolineare la prova di panca a 177.5 che penso rappresenti il suo PR.
Puddu è 9° nei -74kg. con 660kg. di totale.
Faccio una considerazione che mi sembra doverosa soprattutto verso chi è meno addentro ai meccanismi del powerifting italiano ed estero.
Per diversi atleti azzurri, aldilà di qualche prestigiosa medaglia e dei piazzamenti più che onorevoli, la convocazione per un Europeo Open - come in qualche caso per il Mondiale - rappresenta un riconoscimento per ciò che è stato fatto, quasi un obiettivo e un punto di arrivo da aggiungere nel proprio palmares; per la maggioranza dei nostri non sono in preventivo, in un contesto del genere di tale livello, chance di podio bensì la consapevolezza di poter affermare a testa alta che hanno meritato di prendervi parte, sia per i risultati ottenuti in campo nazionale - in termini di vittorie, posizioni, presenze, chili e wilks - sia per il curriculum all'estero: ad esempio, Signani e Puddu lo scorso anno, come Pellizza, Pisasale e Peti già in anni precedenti, hanno preso parte alla WEC, alcuni vincendola o salendovi sul podio, altri arrivandovi molto vicino; Pisasale si era pure ottimamente comportato agli Europei dello scorso anno (soprattutto come specialità bench press) mentre Salemme, Rodina e la stessa Peti avevano già preso parte ad edizioni di Europei e Mondiali; Carniel ha rappresentato l'Italia agli Europei Juniores 2013.
La maglia azzurra è per tutti, dagli Open ai Master fino agli Juniores Championships ed alla WEC, un giusto ed ambito premio da riconoscere - secondo le preminenti valutazioni federali e dei Selezionatori anno per anno - a coloro che per continuità di presenze e qualità di risultati hanno onorato le gare nazionali (Assoluti individuali e Coppa Italia, per quanto concerne le gare complete) e hanno risposto positivamente alle chiamate internazionali.
Accade in modo simile per tante altre discipline sportive, indipendentemente dalle peculiarità che caratterizzano ciascuna, ove non vi sia il business e l'interesse globale che coinvolge quelle ben più conosciute, pubblicizzate, seguite e remunerate.
In uno sport dilettantistico, di nicchia, con molti sacrifici ed oneri, la maglia azzurra rappresenta forse l'onore più importante; qualcuno di loro riesce poi ad ottenere ancora di più, scalando le classifiche internazionali e ne siamo chiaramente contenti, allo stesso modo però di come siamo comunque orgogliosi di tutti i piazzamenti e dei primati personali.![]()





Rispondi Citando
Segnalibri