Dico la mia , anche se ne so meno degli "anziani" del forum.
Per lo stacco rumeno, quoto Somoja quando lo descrive come un esercizio "culturistico " ( in certi casi od in tutti?).
Per quanto riguarda lo stacco da terra ( che mi piace di più del rumeno ) , da quello che ho appreso .La variazione più consistente tra il "riappoggiare"/"non riappoggiare" dovrebbe dipendere dal riflesso miotatico, in quanto il "riappoggiare" il peso ( anche per un secondo circa) farebbe si che non ci sia lo stiramento necessario a far "scattare" tale riflesso ( adesso non penso sia il caso di scrivere altre cose che gli "anziani" già sanno ).
Penso sia molto più difficile fare il tutto come uno stacco da terra PL : stacco e basta, senza eccentrica, cioè non "sorreggo " il peso scendendo, ma lo accompagno ( correggetemi se sbaglio), moglie e vicini permettendo ( si può sempre adottare un sistema artiginale per ammortizzare).
Quindi, esecuzione senza "stop" = riflesso miotatico = sistema neurale "pronto" per vincere nuovamente una resistenza.

D' altra parte, però, penso che il superare un certo numero di ripetizioni ( il Paolo che molti di voi conoscono , ma io no , dice 4) fatte in modo "continuo" con un peso "rilevante" , potrebbe essere molto stressante a livello neurale .
Adotterei il modo "continuo" per uno stacco usato "bodybuildicamente" con carichi meno elevati e ,quindi, gestibili volontariamente anche in eccentrica.

Detto questo, sono solo un principiante , accetto critiche e correzioni.