preciso di essere del tutto contrario all'uso delle cinghie e non favorevole neppure a quello delle fascette, perlomeno in ambito di powerlifting.
Ho espresso tempo fa il mio parere sul thread dedicato a powerlilly, rispondendo ad una domanda sulla presa e questo è il link cui vi rimando:
https://www.bbhomepage.com/forum/str...se-tira-2.html
Ritengo quindi che Alessia debba aiutarsi a mani nude,
, man mano che salgono i carichi, come del resto hanno fatto tutti i miei atleti nel deadlift senza che ciò - mi sembra - abbia impedito loro di maneggiare grossi carichi; anzi, forse proprio il non cedere all'utilizzo di tali accorgimenti, li ha abituati a maneggiare progressivamente grossi carichi proprio seguendo le modalità e le norme poi richieste in pedana dal regolamento.
Non inserisco particolari accorgimenti per potenziare la presa ma credo che allenarsi a mani nude (sia pur con magnesio e buon grip sul bilanciere) con carichi crescenti nel medio e lungo periodo sia la soluzione più naturale per migliorarne l'efficacia.
Pure sul discorso inerente al tipo di presa farei dei distinguo: considero la presa ad uncino ottima per i sollevatori, che devono effettuare la girata e in generale hanno un gesto motorio più complesso ancorché con carico di minor entità ma non altrettanto adatto agli sforzi massimali del pl dove sono richieste traiettorie più brevi ed esecuzioni più lineari e semplici ma carichi massimali: lascerei dunque a ciascuno la propria specificità.
L'impugnatura in doppia prona è invece l'ideale fintanto che l'allenamento dello stacco si mantiene in ambiti di potenziamento dei distretti muscolari (lombari, erettori spinali, paravertebrali, glutei ecc) ma molto meno efficace quando lo stacco diviene deadlift, ovvero allenamento agonistico ad una specialità di gara; in quest'ultimo caso la doppia prona, ad alti livelli, è perlopiù usata solo da peculiarità fisiche particolari (ad es. la usa un americano alto 2mt) ma, proprio perciò, non replicabili erga omnes.
Con carichi alti la doppia prona, oltre a non consentire un'alzata efficace, rischia di far sbilanciare il bilanciere in avanti con rischi di infortuni da trauma; la stessa cosa ho notato verificarsi con coloro che erano soliti abusare di fasce e ganci: con alti carichi perdevano il peso, oppure infilavano per tenerlo o si sbilanciavano in avanti come avevano viziosamente imparato a fare con i ganci, contando inconsciamente sul fatto che questi avrebbero tenuto anche quando...non c'erano più.
Penso che la presa mista sia, parlando sempre di workouts agonistici, la più performante e non mi sembra che l'uso continuo fatto da deadlifters che la sfruttano da anni ed hanno un'anagrafe inoltrata abbia portato loro scompensi o infortuni di alcuna natura: direi che ho una casistica del genere di gran lunga più ampia nello squat e nella bench press piuttosto che nello stacco.
Un modo di procedere che sono solito attuare non è tanto quello di usare una doppia prona fino agli allenamenti più intensi in cui usare la mista, poichè ciò è essenzialmente legato al tipo di programma che si segue (per alcuni gli allenamenti intensi potrebbero essere presenti subito o a più fasi su schemi ondulatori) e rischierebbe di non allenare compiutamente l'assetto gara, quanto piuttosto di svolgere il warm up iniziale in doppia prona e persino in convenzionale per i sumisti, per poi passare all'assetto gara ed alternare - occasionalmente - la mano in supinazione con quella in pronazione tra le reps o tra i sets (lascio alla comodità dell'atleta) fino ad utilizzare la presa gara prescelta nelle serie target.
Chiaramente tutto ciò vale per atleti già avanzati; il neofita (quindi inizialmente pure Alessia) può benissimo usare la doppia prona per più serie fino al raggiungimento del limite in tal senso.
Ultima modifica di Tonymusante; 21-05-2014 alle 11:14 AM
...i pesi pesano, non c'è niente che pesi quanto un peso...
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