Ci sono 2-3 concetti che vanno a braccetto:
- lavorare a cedimento contro a buffer
- in multifrequenza il corpo si abitua
- il volume è importante
- variazioni di intensità, tipologia e volume nella settimana
- l’accumulo
Lavorare a cedimento o esaurimento è un concetto sorpassato dal lavoro a buffer che ti consente un recupero più veloce.
Se lavori in multifrequenza (e buffer) ti abitui velocemente e il corpo recupera in tempo.
Un lavoro in multifrequenza può significare che spalmi gli esercizi su più giorni. Faccio un esempio facciamo finta che quando fai petto fai panca piana, croci, inclinata, chest press tutte nello stesso giorno. Se ti alleni 4 volte a settimana potresti fare uno di questi esercizi ad ogni allenamento. Ma anche spingerti a farne due ad allenamento anche grazie al buffer che non ti cucina. Il risultato è che potresti fare panca 4 volte più uno degli altri esercizi ogni allenamento.
Questo ti porterà ad un volume complessivo ben maggiore di fare un lavoro solo un giorno a settimana.
Questa distribuzione ti permette anche di fare varianti degli esercizi, se il lunedì hai fatto panca pesante magari il martedì fai panca inclinata. Il giovedì magari una panca tecnica e il sabato panca leggera intensità ma tanto volume.
Quali sono alcune cose da considerare: con la mono ad esaurimento esci dalla palestra distrutto e questa sensazione ti fa sentire di aver fatto un bel allenamento, e nei giorni successivi identifichi i DOMS con la credenza di aver fatto crescere i muscoli. Purtroppo questa è una credenza popolare non c’è nessun principio fisico che dimostri che i DOMS significhino ipertrofia.
Da non confondere con l’effetto pumping dato dal tipico lavoro a cedimento. Certo mentre vai a far la doccia sei in pumping e nello specchio ti vedi più grosso ma passata qualche ora torni come prima.
Nel lavoro a buffer non è sempre facile capire se hai lavorato a sufficienza perché non hai quella sensazione di aver dato tutto, se lavori in multifrequenza si crea un effetto accumulo, la stanchezza si accumula allenamento dietro allenamento al punto che si fanno programmi in cui si cerca una variazione con fasi di più settimane di volume, intensità, scarico.
Insomma la mono è facile, la multi è più complessa. Ma questa complessità porta ad imparare molte cose interessanti sia di questo sport che di noi stessi.
Sent from my iPhone using Tapatalk



Rispondi Citando
Segnalibri