Provo a chiarire...
La frattura, molto invalidante in quanto estremamente dolorosa, dopo 9 mesi non è ancora totalmente saldata.
Considera che viene aperta la spalla e "martellato" all'interno dell'osso un chiodo in titanio (endoprotesi).
Questa azione meccanica allontana tra loro i monconi ossei della frattura scomposta.
La diastasi tra le due porzioni deve essere fisiologicamente riempita dal rimodellamento osseo -osteoclasti/osteoblasti- e, per diversi motivi, è un processo molto lungo.
Quindi...
Mi ritrovo, tanto per fare un esempio immediato, a fare panca con un carico che il braccio dx nemmeno sente, mentre il braccio sx fatica da matti anche solo a sostenere il carico.
La spalla, "aperta e richiusa" per permettere l'inserimento del mezzo di sintesi, è quella che ne ha risentito di più.
Frozen shoulder (spalla congelata) è la diagnosi...e non è piacevole.
Il carico allenante, pertanto, può essere solo progressivo, con aumenti percentuali minimi e molto dilazionato nel tempo.
Verrebbe da pensare che il lavoro si incentri sostanzialmente sul volume..ma non può essere così.
Allenamenti "voluminosi" tendono a infiammare le articolazioni (Pensa quindi come mi sento dopo un allenamento..).
Insomma..un bel casino.
Ma se c'è anche solo una possibilità (E c'è sempre!) non me la lascio sfuggire.
Fin'ora ho avuto ragione io e la strada si sta spianando.![]()






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