Ieri, tanto per non fare il solito allenamento, sono andato a testate i massimali a Bolzaneto.
Nelle due giornate precedenti avevo fatto letteralmente la fame, e il giorno prima anche la sete, tanto che mi sono messo a farmi delle foto in versione bimbominkia, dato che una BF così non ce l'avevo nemmeno a 17 anni.
La sera a letto presto, ovviamente per non chiudere occhio se non a sprazzi, e sveglia puntata alle cinque del mattino: doccia, borsa, poco più di un'ora e mezza di autostrada e sono al Paladiamante. Ci sono già un paio di persone, attendiamo l'ora del peso e scopro di avere un pochino esagerato: 81,3kg. Intanto comunico la mia entrata: 140 kg. Da quel momento in poi avrò una comunicazione standard da sostenere circa un centinaio di volte: "con quanto entri?" - "140" - "ah... (pausa) allora sei nel primo gruppo..." - sforzo da parte mia di fare la faccia di chi ha capito.
Appena finito mangio avidamente mezzo chilo di pane bianco (non ne mangiavo da una vita) e faccio la conoscenza di Gianluca Pisano, che oltre a essere un grande coach è anche dotato di una faccia e un'attitudine così comunicativa che appena lo incontri hai la sensazione di conoscerlo da una vita.
Prima però avevo provveduto a presentarmi, vincendo con un grande sforzo la mia timidezza quasi patologica, a Fabio Prescimone, altro mito, grazie al suo blog, del mio percorso di avvicinamento all'allenamento per la forza. Altra persona che in tre secondi ti tratta da amico di sempre.
Poi arriva Tonymusante... Cioè, vedo apparire davanti a me una faccia da divo di Hollywood: un Al Pacino in tuta da allenatore e sul petto una scritta inequivocabile ("Tony Musante" appunto). Lì non ci penso proprio a farmi scappare l'occasione (in cu*o alla timidezza) e corro a presentarmi. Da allora in avanti non perderò occasione per cercarlo tra la folla e godermi lo spettacolo della sua mimica facciale, con la quale da sola si potrebbe girare una serie TV.
In un tempo che mi è sembrato super breve, sebbene fosse passata più di un'ora, mi ritrovo nell'area di riscaldamento a tentare di incastrarmi tra i bilancieri che venivano caricati sempre più a velocità incontrollata. Riesco a fare un po' di serie da cinque con 70 kg, poi qualcosa con 100 e qualcosa con 90 in ordine sparso, poi una doppia o una tripla con 120 kg e un paio di singole con 130 kg.
Mentre provo ad accennare a chiedere cosa fare sento la speaker che fa il mio nome e realizzo con terrore che sarò il primo ad entrare, nonostante un foglietto appeso al varco di ingresso mi segnava per secondo. Comunque vado, guardo solo il bilanciere, mi setto bene e tiro su con una certa facilità:
https://vimeo.com/205752218
Uscendo confermo a Pisano che tentiamo 150 e mi cerco una sedia. A un certo punto mi viene in mente che forse, mentre attendo che passino tutti quelli della -83 (più di 50 persone) devo tenermi in qualche modo in riscaldamento, ma a quel punto capisco di colpo il significato delle parole "sei nel primo gruppo" mentre la speaker fa di nuovo il mio nome. Risalgo in pedana, ma questa volta non guardo solo il bilanciere: vedo il pubblico, la giudice davanti a me che tiene la mano alzata in un gesto che mi pare di ammonimento, realizzo che a terra ci sono 150 kg e mi prende un vago senso di panico. Invece di scappare, però, mi metto giù e tiro su anche questi, in uno stile, per usare un eufemismo, non proprio pulito. Però è valida:
https://vimeo.com/205752375
Uscendo la faccia di Pisano è quella di chi vorrebbe sfotterti ma sa che non è il caso, e allora mi fa: "tiratìni... chiamiamo 152,5?", ma io, sorprendendo anche me stesso: "no, almeno 155!". Seguono cinque minuti di panico quasi totale, ma poi mi ricordo le parole di Doc, che mi esortava a tirare su il bilanciere anche con le unghie e con i denti e mi faccio coraggio. Stavolta non mi frega il poco tempo tra un tentativo e l'altro e so già che la giudice non alza la mano per ammonirmi, ma solo perché poi dovrà abbassarla mentre dice "giù", quindi vado in pedana e tiro su i 155 come fossero di riscaldamento tanto che uscendo il coach mi dice "peccato che non ci sia un quarto tentativo". Più tardi sintetizzerà mirabilmente l'intera gara con un lapidario: "ha fatto la terza benissimo e la seconda una me*da":
https://vimeo.com/205752455
Pare che la mia gara sia finita. Mentre bevo litri d'acqua e mangio ancora pane mi godo il secondo e terzo gruppo della -83. Prima di tornare a casa, però, ci sono altre due cose fondamentali da fare: ingozzarsi di focaccia genovese e aspettare Doc, perché non mi perdo certo l'occasione di conoscerlo di persona. Il primo obiettivo lo raggiungo abbastanza agevolmente, facendo fuori in meno di due minuti due pezzi di focaccia di Recco, uno di classica all'olio, uno alla polenta e un pezzo grosso con aggiughe e cipolle. Poi torno al palazzetto e dopo un aggiuntina di cornetto al cioccolato e abbondante caffè, seguo la gara dei -93. Poi arriva Doc, e con grande piacere mi trattengo a fare due chiacchiere con lui. Inutile che vi dica che è una persona super disponibile e veramente innamorata di questo sport, perché ve ne accorgete tranquillamente leggendolo sul forum. Aggiungo solo che da oggi in poi nel leggere i suoi interventi li immaginerò detti nel suo irresistibile accento lombardo e con lo sguardo perso da qualche parte, probabilmente dentro il pozzo senza fondo da cui attinge a tutto quello che sa di praticamente qualunque argomento.
Concludo aggiungendo una considerazione molto personale. Non so il piazzamento, perché ero troppo frastornato per seguire gli altri. Credo di essere finito ultimo. La mia gara però non era contro gli altri, ma contro due nemici che provo ad affrontare da tanti anni e che alla soglia dei quaranta ancora mi accompagnano: la mia insicurezza e la mia timidezza. Per averli sconfitti e umiliati ieri mi sono sentito vincitore al di là di tutto.
Mi scuso per la lunghezza del post, ma l'occasione meritava.
Buona domenica,
Morgante



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