Facciamo delle premesse il BII poi diventato BIIO è un fenomeno tutto italiano, che non ha alcun fondamento, se non l'esperienza diretta di Tozzi, il che non sarebbe neanche tanto male, se non fosse che alla fine si tratta di un metodo commerciale ne più ne meno, in cui ritrovo senza dubbio alcuni elementi utili e altri su cui si potrebbe discutere e non poco.
Un approccio unilaterale che non prevede spazio per altro.
Merito di Tozzi ai tempi di Olympian's News è stato quello di razionalizzare l'allenamento, non che prima questo mancasse, ma di certo nei tempi in cui internet era ancora allo stato iniziale e per nulla sviluppato, almeno in Italia, avere un giornale che cercasse di affrontare alcune tematiche e fornire spunti a discussioni e metodi, il tutto supportato da ricerche scientifiche era comunque un valore aggiunto, sebbene alcune sue affermazioni andassero comunque prese con le molle, dato che spesso poggiavano su quello che Phillips affermava nella sua rubrica D&R ripresa da Muscle Media 2000 e successivamente nel suo best seller Body For Life, lo stesso Phillips autore della controversa guida Anabolic Reference Guide e proprietario della EAS e con interessi nel Met-Rx.....metx-rx che fu portato dallo stesso Tozzi in auge per la sua formulazione a base di metamiosina, per il quale ai tempi della cura di Bella sul cancro scrisse di essere sicuro che alcuni rimedi non tradizionali potessero avere la loro efficacia ( e fin qui nulla di male ) fino ad arrivare, se non ricordo male, in una risposta ad un lettore, ad affermare che l'utilizzo di Met-rx, creatina e glutammina poteva essere paragonato a basse dose di farmaci anabolizzanti....! e qui lascio a ciascuno le proprie conclusioni.
Il problema del BIIO, come di altri metodi di allenamento come quelli promulgati da Mc Robert, è che sebbene possa avere delle validità al suo interno, scarta completamente taluni approcci che dalla loro hanno decenni di successi in atleti dell'élite mondiale a partire dallo sviluppo della forza. Ho sempre sostenuto che un bodybuilder prima di essere tale dovrebbe essere un powerlifter ovvero costruire una solida base di forza per poi lavorare sull'ipertrofia, sebbene naturalmente la prima non escluda l'altra. E parlando di forza abbiamo oltre 50 anni di storia dell'allenamento che testimoniano i successi internazionali e olimpionici di vari atleti, dalla scuola russa, a quella bulgara di Sheiko e Smolov, a quella americana del Westiside di Simmons e così via, e rimanendo in casa nostra possiamo citare in tempi odierni Ado Gruzza e la FIPL, la Federazione Italiana PowerLifting. Ovvero risconti obiettivi su cui lavorare e basare i nostri allenamenti.
Significa che il biio è da buttare ? no, ma contestualizzare in funzione anche della persona e comunque senza problema scartare talune premesse che ci vogliono tutti hardgainer o ultra hardgainer bisognosi di un ciclo 2:1 o 3:1 per scaricare l'allenamento onde evitare il sovrallanemanto, che sembra dietro l'angolo per qualsiasi frequentatore della palestra che non assuma farmaci.
Di certo non consiglierei mai uno Ladder ad un principiante, forse lo orienterei più ad un Bill Starr, e parlando di BIIO non vedo come un neofita, tralasciato il periodo iniziale, in cui crescerebbe anche sollevando le buste della spesa...possa trarre beneficio da una spiccata monofrequenza ricca oltretutto di molto complementari, e dove tutto il fondamento della teoria poggia sulla scarsa capacità di recupero, sull'asse fatica\recupero, sulla durata degli allenamenti in media sui 60 minuti, sul rapporto testosterone\cortisolo e sul fattore intensità che non è comunque alla portata di tutti. Parafrasando Gruzza direi che ci sono più individui sotto allenati che sovra allenati, eppure si potrebbe lavorare sul volume, su un volume tecnico che tuttavia in questo caso non viene minimamente preso in considerazione.
La capacità di attivarsi (muscolarmente) non è propria di tutti per cui puntare sull'intensità e serie a cedimento a mio avviso è un approccio che nel medio-lungo periodo non apporta nessun beneficio e anche l'uso dei micro carichi come sistema di progressione lineare alla fine troverà un fermo, inevitabile.
Di certo come dicevo alcuni schemi hanno una loro validità la suddivisone in microcicli, di ricondizionamento, forza massimale, ipertrofia ha una sua logica e guida il neofita alla comprensione di taluni concetti. Ma affermare come fa lo stesso Tozzi sul sito che "... primi tre mesi di programmazione la frequenza consigliata è di 3 volte a settimana, mentre per le schede successive è settata a due volte a settimana, con la terza o quarta settimana che ci si allena molto poco o addirittura per niente. Questa frequenza può variare in più o meno a seconda del recupero individuale, ma i parametri di base sono validi per almeno l’ 85% delle persone...." per me lascia il tempo che trova. Mai visto un atleta allenarsi 1 sola volta a settimana e ottenere risultati degni di nota...
Riconosco a Tozzi, in tempi bui, di aver palato di programmazione dell'allenamento, di impostazione ciclica, di aver sottolineato l'importanza dell'alimentazione e via dicendo....ma seguire pedissequamente il BIIO per come è strutturato alla lunga non porta nessun progresso, la fisiologia muscolare porta a ben altri protocolli.



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