Va beh... qua arriviamo alle teorie affascinanti del monocristallo (l'acciaio usato per le palette dei reattori.. che lavorano al bianco). no, no... non credo siamo sulla strada giusta. Piro tu dici che la deformazione è sempre quella ma non è così. Appena rientro in palestra ti mando la foto di 3 bilancieri diversi caricati. Parlo della deformata in campo elastico in cui le variabili sono solo 3 sigma epsilon ed E...
Ripeto, non me ne intendo molto a livello scientifico ma vi assicuro che:
-carichi il bilanciere con un peso, e flette in un modo
-cambi materiale, flette in modo diverso
-entrambi hanno risposte differenti quando subiscono accelerazioni
Ad esempio gli acciai di bassa qualità sono molto meno elastici, ma giunti al loro (basso) punto di snervamento non flettono, si piegano plasticamente e non danno ritorno elastico.
P.s. Uber! A volte ritornano eh?![]()
quale onore, il ritorno di Gabriele su questa board!![]()
...i pesi pesano, non c'è niente che pesi quanto un peso...
Grazie Tony
Comunque tornando al discorso principale, parlando di un modello fisico in cui ci sono:
-variazioni di distribuzione del carico
-variazioni di punti di applicazioni del carico
-variazioni di velocità
-rotazioni
-urti
-diverse caratteristiche dei metalli
-variazioni fisiche dovute a modifiche chimiche
-variazioni fisiche dovute a modifiche strutturali
A me sembra strano che tutto si riassuma in un unico coefficiente che riassuma tutto e che dia il risultato in qualsiasi campo lo si applichi...
Poi magari non sono pratico e mi sbaglio, ma se fosse così semplice farci i conti mi chiedo come mai fare bilancieri validi sia così difficile...
Leggo l'esempio della trave a sbalzo: appunto, è un modello estremamente semplificato, perché questo tipo prevede che il carico applicato sia costante e non di tipo impulsivo come un impatto, che la trave sia fulcrata dalla parte opposta e che non ruoti... un pò diverso rispetto al potenziale modello realistico del bilanciere in movimento.
Se parliamo della sua deformazione in condizioni similari a quella della trave allora può anche starci, peccato che questo modello sia fondamentalmente inutile e incompatibile con l'utilizzo che normalmente se ne fa.
certo, ma la fisica non si cambia
la costante elastica di un materiale è, appunto, una costante, che dipende solo dal materiale, non dagli elementi in lega o dai trattamenti subiti. con questa costante si può calcolare la cosiddetta freccia, ovvero la deformazione sotto carico.
in realtà, ora che ci penso, la trattazione di hooke era stata fatta per prove di trazione, poi si è visto che la costante elastica è sempre quella, ma nella trattazione più completa di de saint venant si considerano i diversi casi di flessione pura, flessione più taglio (che è il nostro caso) e torsione. nel calcolo, tra l'altro, si prendeva come ipotesi che si trattasse un materiale omogeneo e isotropo, questo può non essere sempre vero.
adesso non la ricordo, dovrei riguardarmi gli appunti ma mi sa che il "mistero" è tutto li
no beh il monocristallo è un altra cosa, viene usato appunto per lavorare ad alte temperature, a temperatura ambiente si comporta in modo anche peggiore rispetto ad un acciaio con grana molto fine. in questo caso parlavo di strutture amorfe, ovvero metalli "congelati" allo stato liquido, senza struttura cristallina, che presentano proprietà meccaniche eccezionali. chiaro che un bilanciere non verrà mai realizzato così, ma era solo per passare da un estremo all'altro e dire che comunque a parità di deformazione, la risposta elastica può cambiare molto, anche tenendo lo stesso materiale ma con diverse strutture e quindi trattamenti termici.
però, se mi confermi che è proprio la deformazione a cambiare allora non so.
rettifico, ho provato a fare un calcolo della deformazione, per semplicità con la formula della trave a sbalzo (F*l^3/(3*E*I)), dovrei considerare anche la componente, non trascurabile, di rotazione sul fulcro, però non la considero per fare i calcoli velocemente.
in teoria, infatti, un acciaio ha un modulo elastico di 200000 MPa, nella realtà può variare da 170 a 215000 (perlomeno, con gli acciai che ho visto io, provati in laboratorio), se prendo un tondo da 28 mm a sbalzo di 40 cm caricato ad una estremità con 2000 N, ho un abbassamento di 8.3 mm per l'acciaio con il modulo elastico inferiore, 6.6 mm per quello con modulo superiore, può sembrare poco ma è una variazione del 25%, quindi è apprezzabile direi! naturalmente, questa non è la flessione a cui è sottoposto realmente il bilanciere, va aggiunta la componente di rotazione rispetto al fulcro e le forza dinamiche, però era per avere un idea di quanto variasse la deformazione al variare del modulo elastico
a parte che ho appena verificato nel sito della eleiko, e i bilancieri da weightlifting hanno un impugnatura da 28 mm mentre quelli da powerlifting da 29 mm, quindi gia li qualcosa cambia
Ci risentiamo tra qualche giorno con le foto....ti faccio notare anche che il 28 diventa 28,7-28,8 se misurato sulle zigrinature dove il materiale rialza (la cuspide delle piramidi per intenderci), quello che si dichiara a catalogo va preso tra virgolette... Come faccio ad allegare un file. Ho trovato l'iconcina per farlo ma mi si pianta tutto per 20 minuti...
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