il discorso è secondo me più complesso di quanto si pensi

premesso che secondo me la variazione degli esercizi è uno degli aspetti più sopravvalutati e ritengo che principianti e intermedi farebbero bene a concentrarsi sulla progressione in pochi esercizi base ben appresi e strutturati sulla biomeccanica individuale

l'affermazione di poliquin va presa con le pinze perchè:
1. 5 esercizi per gruppo muscolare non mi sembrano pochissimi
2. i traumi da stress ripetitivo sono più frequenti quando si utilizzano macchinari (che determinano traiettorie obbligate non rispettose della biomeccanica)
3. yates utilizzava un approccio ad altissima intensità con enfasi sulle eccentriche (che, istologicamente e sierologicamente hanno dimostrato di determinare maggiori lesioni muscolari)
4. non voglio trattare il tema doping ma anche quello influisce sulla possibilità di incorrere in lesioni muscolari da sovraccarico.

la mia esperienza e l'ossevazione degli utenti delle palestre che ho frequentato mi porta a pensare che la variazione eccessiva degli esercizi porti troppo spesso gli atleti ad essere disorientati nel carico da utilizzare ma soprattutto nelle esecuzioni (che non sono mai consolidate).
questo discorso naturalmente si applica meno agli atleti avanzati che hanno schemi motori consolidati e che possono beneficiare delle varianti dei movimenti base (in ogni caso l'utilizzo l'alternanza di esercizi con schemi motori troppo differenti può portare a regredire nei carichi una volta tornati all'esercizio precedente)
inutile dire che il mio è un punto di vista da atleta\allenatore di performance, non di culturisti.