Ciao!
Mi permetto di continuare la discussione e dirti che però ti seguo fino ad un certo punto, poi però non ti seguo più.
In quello che scrivi, e che condivido, vedo però un punto in cui questo è una giustificazione per tutto. In pratica, noi siamo quello che l'"ambiente" decreta. E ciò non può essere così.
Io sono il primo a dire che il contesto è fondamentale. Tanto per dire, un ragazzino che è un mendicante o un ladro, vede questo come "normale" perchè vive in un ambiente del genere dove fin da piccolo è portato (e si vedono esempi del genere OVUNQUE) insieme ai genitori a mendicare. Una pura repressione che senso avrebbe? Per mettere questa gente a contatto di persone ancora peggiori? La strada è educare, ma è difficile.
Però, così facendo, alla fine neghiamo la capacità di scelta di una persona, no? E deresponsabilizziamo l'individuo.
Che invece un individuo abbia libertà di scelta, sempre e comunque, a parità di contesto, è presto detto. C'è chi sceglie di fare il delinquente, chi sceglie di studiare. A parità di ambiente.
Banalmente, c'è chi sceglie di doparsi e chi di non doparsi. E non doparsi è sicuramente meglio che doparsi (non attacchiamo con il refrain sul doping, è solo un esempio basato su cose che ci toccano).
C'è chi sceglie di andare allo stadio e tirare i sassi, chi non lo fa.
C'è chi beve e guida, c'è chi beve e fa guidare un altro. Chi beve e guida e spappola una famiglia saltando il guard rail è colpevole e non me ne frega nulla se lui ha fatto così perchè era depresso perchè precario sul lavoro in questa società che non permette ai giovani di sistemarsi dato che un precario non può accedere ad un mutuo bla bla bla... tutto vero, ma un'altro non avrebbe guidato. Perciò il tizio è responsabile di quello che ha fatto. Lui, non un altro. Non l'ambiente. Lui.
E così via. Ognuno di noi compie delle scelte. E a parità di condizioni, ognuno di noi sceglie in maniera differente. E le scelte caratterizzano il nostro essere uomini, migliori o peggiori. Ma le scelte implicano una responsabilità personale.
Io, e ti ringrazio per quello che scrivi, compio delle scelte che spero siano responsabili. Le faccio sulla base di quello che conosco, del contorno in cui vivo. Scelte che poi si rivelano magari sbagliate, giudizi che poi si rivelano errati. Perchè i miei giudizi vengono da quello che so.
Chiaro, sono sempre differente perchè l'ambiente mi cambia ed è giusto così. Niente è immutabile. Però, io scelgo in un modo, altri in un altro. Questo mi rende un individuo, unico, inimitabile, nel bene e nel male.
Ma proprio perchè io scelgo differentemente da un altro, le mie azioni hanno conseguenze differenti su di me e sull'ambiente rispetto a quelle di un altro. E queste conseguenze decretano se quanto ho fatto era "giusto" o "sbagliato". Non perchè questi concetti siano assoluti, ma proprio perchè sono determinati dall'effetto delle scelte.
Banalmente (ma poi le cose sono ben più complesse), bere e guidare è una scelta oggettivamente sbagliata non perchè "non si fa", ma per le conseguenze che può avere questo comportamento sugli altri.
In sintesi, io credo nella responsabilità oggettiva delle persone, perchè, come individui dotati di libero arbitrio, possono decidere delle proprie azioni.
Poi, come sempre, sono (e siamo mi permetto di dire) fortunato perchè posso dialogare di concetti così elevati dato che vivo nel punto più ricco dello spazio-tempo, qui e ora. Già essere a Baghdad a quest'ora mi porrebbe di fronte a scelte ben più terra terra, quali andare al mercato a fare la spesa e rischiare di saltare per aria oppure stare a casa. Sinceramente, spero di non dimenticarmi mai di quanto sono fortunato...




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