Infatti, con corretto approccio metodologico, occorrerebbe chiarire in modo definitivo cos'è il male o cos'è il bene.
Ma temo che questo concetto, ontologicamente parlando, non sia esprimibile. E' quasi come se rispondesse al principio di indeterminazione di Heisemberg.
Ricordo ancora che le truppe della Wermacht avevano una scritta sulla fibbia della cintura. Ricordate qual era ? "Gott mit uns". Dio è con noi. Ma quale Dio ? Il Dio loro era più buono o meno buono del Dio degli Ebrei ?
Eppure, anche pochi secoli prima, qualcun'altro aveva indetto una crociata con lo stesso motto.
Ma di quale Dio o dio stiamo parlando ? Di quello che, comparso a Costantino, lo fece vincere "In hoc signo" ? O nel Sol Invictus ?
E' lo stesso ? E' diverso ?
E' quello il cui figlio si dice essere un Nazireno (e si badi, non Nazzareno) forse non morto sulla croce e resuscitato secondo quali scritture ? Quelle sancite dal Consiglio di Nicea o quelle dei Vangeli agnostici ?
Insomma, vi invito a riflettere su quello che ho scritto qualche post fa [n.d.r Il settentrionale è sempre il meridionale di qualcun'altro.]
L'assolutismo dogmatico è l'espressione di quanto più bizzarro ed ignorante può generare mostri di qualunque tipo.



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