Ho voglia di scrivere.
Lucida analisi: un anno e mezzo fa mi sono ricominciato ad allenare ripartendo da zero. Facevo squat non riuscendo a piegare le gambe, curl con le bottiglie d'acqua da 0.5 litri e non mi vergogno a dire che mi faceva fatica. Da lì non ho mai smesso. Mi sono allenato 5xweek per 2 ore, massacrandomi le gambe ogni volta, ricercando il perché delle cose che andavo facendo. Un po' di funzionale pre COVID e poi di nuovo a casa da solo. Ci ho messo un anno a rompere il parallelo nello squat, prima a corpo libero, poi con due manubri per un totale di 25kg. Non mi gratifico mai, giustamente, non sono il tipo. Ma oggi ho avuto l'ennesima conferma che il paragone lo devo fare con me stesso e che l'impegno paga. Ho uno squat non bello, non sono portato per la palestra, ma non me ne fotte niente. Ho passione e finché mi reggeró in piedi non smetto. Tanto più che ho un obiettivo da raggiungere. Quindi basta c.azzate, sono forte, sono debole, sono quel che sono, punto. Il miglioramento che devo fare è solo con il me stesso di ieri.
Fatto sta che farà schifo, sarà brutto, fatto male, ma oggi ho fatto box squat con 55 kg sulla schiena a 36 cm dal suolo. È migliorabile? Sicuramente, sempre. Ho fatto un passo avanti rispetto a ieri? Si. Quanti passi avanti ho fatto rispetto a 18 mesi fa quando le mie gambe erano atrofizzate? Molti. Mi bastano? No, mai. Cominciamo a ragionare così, a scostarsi dalla logica del carico e di cercare di vivere un percorso di miglioramento con piena lucidità e massimo impegno. Quando ho messo su tutto quello che ho, non avrò alcun rimorso comunque vada.
Ora metto il workout.



Rispondi Citando
Segnalibri