a quanti è capitato, soprattutto nei primi mesi di palestra, di eseguire un esercizio e "non sentire lavorare" il muscolo target?
ad esempio molti principianti fanno le trazioni alla lat machine e sentono le braccia ma non riescono a sentire lavorare il gran dorsale
altri fanno panca e si stancano molto con braccia e tricipiti ma non sentono nulla sul grande pettorale
i movimenti, soprattutto quelli complessi, ad esempio quelli che eseguiamo durante un esercizio multiarticolare
(ma anche i monoarticolari sono meno di isolamento di quanto possiamo pensare, come le alzate laterali) possono essere svolti attivando percentualmente diversi muscoli facenti parte della catena cinetica preposta.
il difetto può non essere evidente ad un occhio inesperto (se nelle flessioni a terra non recluti il gran dentato la scapola tende a diventare alata ma tu che esegui l'esercizio non puoi saperlo)
cosa definisce quando e quanto un muscolo partecipi ad un movimento complesso?
sicuramente le inserzioni tendinee e i leveraggi sono determinanti ma si tratta di una caratteristica immodificabile del soggetto
la tecnica esecutiva (ad esempio la larghezza dell'impugnatura, l'adduzione scapolare, l'arco lombare, il posizionamento del bilanciere sulla schiena nello squat etc etc) sono anche determinanti.
Esiste una rappresentazione dei movimenti a livello corticale (e anche in altre parti del cervello) nella quale sono contenute le "istruzioni" per eseguire un determinato gesto motorio, con tanto di indicazioni su quanto una unità motoria debba essere accesa o meno
questo programma motorio è modificabile con l'esercizio. Per questo motivo chi utilizza moltissimo le mani per compiere un certo gesto avrà una rappresentazione dei muscoli e dei movimenti possibili maggiore rispetto a chi non svolge un lavoro manuale.
L'estremo opposto è rappresentato da chi ha perso un arto: nel tempo i neuroni deputati al controllo dello stesso vengono destinati ad altre funzioni.
Lo stesso vale per gli altri gruppi muscolari e per il gran dentato.
I vecchi culturisti la chiamavano "connessione mente-muscolo".
quando impari a "sentire" lavorare un muscolo in un movimento semplice e ripeti tale gesto a sufficienza, la sua rappresentazione corticale aumenta. Con il tempo avrai meno difficoltà a reclutarlo nei movimenti complessi che lo prevedono.
questo è il principio su cui si fonda l'utilizzo degli esercizi di isolamento per la cuffia dei rotatori (o per il dentato, il trapezio inferiore, il vasto mediale etc.) in riabilitazione.
naturalmente, anche solo lavorando sul movimento, secondo delle regole precise è possibile imparare (pur in modo inconsapevole) a reclutare correttamente i muscoli della catena cinetica
ad esempio se esegui delle spinte verticali (lento avanti) dovrai necessariamente utilizzare il gran dentato
il problema è che anche un inefficace timing di attivazione o un'esagerata attivazione di altri muscoli (ad esempio il trapezio superiore) possono alterare il movimento in modo apparentemente impercettibile, aumentando il rischio di infortunio (in questo caso alla cuffia dei rotatori).



Rispondi Citando
Segnalibri