Così come vi possono essere differenti strade per arrivare ad una certa località vi possono essere più strade nel BB per arrivare ai propri obiettivi. Ma alcune strade non sono, per varie ragioni, per tutti praticabili. L’alto volume è una, il BII è un’altra. Non possiamo sapere cosa sarebbe a noi successo fisicamente se all’interno dello stesso periodo di tempo ci fossimo allenati in un modo piuttosto che in un altro. Lo possiamo soltanto supporre. Quando ero più giovane mi sono sempre allenato con il metodo ad alto volume ed ho ottenuto dei risultati. Ora mi alleno con un metodo più simile al BII ed ottengo dei risultati. Cosa sarebbe successo se mi fossi allenato con il BII anche da più giovane? Non lo sapro mai! Questa è la risposta. Posso solo supporre che, data la mia struttura fisica, avrei conseguito risultati migliori, in meno tempo e con minori infortuni.
Ritengo che vi siano persone che rispondono sia all’allenamento ad alto volume che a quello BII, ma che ve ne siano altre che rispondono solo ad allenamenti BII. Per questi ultimi un allenamento ad alto volume e frequenza equivale ad un vero e proprio suicidio fisico.
Il tempo, i tentativi, le prove, gli errori, la maggiore esperienza e conoscenza acquisita fanno sì che si possa arrivare a percorrere quella che è per sé stessi la strada migliore nel BB in rapporto ai propri obiettivi individuali.
Il fattore genetico, come ha giustamente osservato No limits, è fondamentale. Esistono persone che in palestra possono fare praticamente di tutto, alto volume e frequenza, cheating, negative, forzate, serie a scalare, superserie ecc.ecc. ed ottenere degli ottimi risultati. Anzi il fatto stesso che recuperino molto velocemente fa sì che supercompensino in fretta e possano ripetere dopo breve l’allenamento sommando incrementi ad incrementi. Se poi aggiungiamo il fatto che magari utilizzano dei farmaci….. Non tutti sono così. Discorso banale ma vero. Trovo, in linea di massima, che il metodo di allenamento promulgato da McRobert sia estremamente sensato e giustamente prudente per ciò che si definisce comunemente un hardgainer. Anche se può necessitare di aggiustamenti individuali o di cicli con una frequenza diversa rispetto a quanto prospettato da McRobert. Vorrei spezzare un’ultima lancia a favore di quest’ultimo, precisando che la sua rivista Hardgainer è l’unica rivista di BB che non contiene pubblicità. (con esclusione della ultima versione italiana per le edicole) Se i metodi da lui proposti non avessero avuto dei riscontri positivi, in primo luogo i suoi libri non avrebbero avuto successo ed in secondo luogo ritengo che continuerebbe a fare l’insegnante piuttosto che l’editore di una rivista. Il suo forum sul sito di hardgainer conta migliaia di iscritti da tutte le parti del mondo e circa 20 o 30 persone sono perennemente on-line.
In merito ai preparatori o istruttori presenti nelle varie palestre posso solo dire che come per tante altre cose ve ne sono dei buoni e dei cattivi. Per cui, per un atleta che ha avuto con essi una esperienza negativa se ne troverà un altro che ne avuta una positiva. Per cui è un discorso infinito.



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