ogni specialità atletica ha una morfologia, una struttura e delle leve che vi si adattano meglio di altre e, addirittura, persino una prescrizione normativa nel regolamento o una sua modifica può sbilanciare il buon esito di un'alzata a favore di un somatotipo piuttosto che di un altro.
Chi ha braccia corte ma poderose è, in linea teorica, avvantaggiato nella bench press; sempre beninteso a parità o comunque a similitudine di altre condizioni (tecnica, peso corporeo e sua distribuzione, forza, reattività ed altri valori) poichè altrimenti il dato potrebbe restare non particolarmente rilevante o non sufficiente.
Così pure nello stacco, stante la costante di una serie di caratteristiche e peculiarità tra due o più atleti, l'ampiezza delle mani e la loro attitudine alla presa potrebbero fare la differenza; la stessa cosa può però affermarsi a proposito di altre qualità/caratteristiche somatiche non meno rilevanti e determinanti:
- chi ha braccia lunghe (in proporzione all'altezza personale) afferra prima, quindi è costretto a piegarsi meno, dunque fa meno strada;
- chi ha gambe corte in proporzione al busto chiude prima;
- chi ha un atteggiamento lordotico può risultare favorito nello stacco convenzionale rispetto al sumo.

Un esempio classico di queste individualità lo possiamo analizzare prendendo ad esempio il fenomeno del nanismo.
I soggetti affetti da tale patologia genetica eccellono nella bench press per la brevità della loro traiettoria, tuttavia hanno limiti evidentissimi nello stacco poichè le loro dita equivalgono ad una falange dell'uomo medio, per cui il bilanciere che ha lo stesso diametro per tutti sfugge da quelle manine, che lo dovrebbero trattenere dall'alto.
Il problema della chiusura mani non si pone loro nella panca, poichè il bilanciere è impugnato e trattenuto da sotto: le misure del bilanciere sono sempre le stesse ed eguali per tutti, però nel caso dello stacco tale fattispecie li svantaggia, mentre nella bench press li lascia indifferenti nella tenuta della presa e li avvantaggia nell'ampiezza dell'impugnatura - fissata per tutti a 81 cm - consentendo minor corsa in confronto ad un atleta di 180/190cm e braccia in proporzione, che potrebbe al contrario trovarsi agevolato nel deadlift.
Ad ogni somatotipo la propria specialità, fatte sempre salve tante altre condizioni, variabili e situazioni che impediscono comunque di stabilire tutto a priori....e, aggiungo, per fortuna!