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Discussione: Live Campionati Europei di PL IPF 2009

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  1. #1
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    Grazie della risposta Giorgio.
    A titolo chiarificatore: parlando di roba estetica non parlavo certo dei tuoi metodi. Un abbraccio (agonistico)

    Ten.
    Il problema SONO I PREPARATORI. A parma abbiamo 2 squadre in super ten, ho visto e mi sono allenato con alcuni al top, conosco i preparatori. Ti garantisco che la pianificazione per la forza fa spavento tanto è penosa.
    Ricordo un Sudafricano, nazionale Under e nei giri più grossi che al mensile test di panca piana con me faceva 140 (abbastanza penosi), il giorno dopo con il suo preparatore 180. Uno dei due non ne capisce una sega di pesi.

    Non a caso collaboro con un giovanissimo coach di un settore giovanile che è frustratissimo dalle stronzate che i preparatori della squadra A lo costringono a fare.
    Tanto per dirti deve far fare gli esercizi con buffer di nascosto, togliere i junk exercise di nascosto ecc. ecc. Pare che i risultati siano dalla sua parte ma ha davvero l'ostracismo più totale degli ignorantissimi preparatori italiani.
    Ovviamenti ci sono casi eccezzionali, mi dicono che a Vercelli c'è un tizio che sta introducendo metodologie distribuite nell'allenamento del rugby. Ma per lo più (almeno nella mia zona) non ci siamo.

  2. #2
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    ho molti amici che giocano nell'oramai ex overmach... non mi sembrava che si allenassero male...da quello che mi dicevano, panca, girate, strappi e stacchi erano all'ordine del giorno... in nazionale mi dicevano che praticamente fanno solo circuiti, ma quello è un altro discorso... mi informerò meglio

  3. #3
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    Sicuramente le girate le fanno. Anche perche' credo abbiano un insegnante di sollevamento pesi in sala.
    Ma non basta, a quei livelli far fare le girate per essere un buon preparatore, anche se in italia, la pensano tutti cosi'. *non e' certo un limnite del rugby soltanto*. Anzi.
    Solamente il rugby sarebbe uno sport dove una prepazione fisica pesistica adeguata farebbe miracoli sulla prestazione. Miracoli.

    Ti riporto un pezzo di quello che sara' la dispensa di un seminario alla facolta' di medicina di Parma *corso di scienze delle attivita' motorie*> e parte dell'introduzione ai futuri corso allenatore FIPL che saranno in essere presumibilmente nella prossima annata sportiva *dopo l'estate*.
    Perdona la lunghezza.

    Già da anni nell’atletica leggera Squats, ogni tipo di distensioni e varie forme di Stacco da terra sono abbondantemente utilizzate. Abbiamo a noi piani di allenamento di formidabili Lanciatori della DDR che utilizzavano le Power Lifts con la stessa frequenza e intensità di un Powerlifter di qualificazione internazionale. Anche i velocisti è noto usino spesso gli esercizi del Powerlifting come coadiuvante per incrementare la forza esplosiva e la forza massimale (qualità che in seguito esamineremo).
    L’utilizzo di questi mezzi allenanti all’interno delle specialità dell’atletica rende chiaro come per qualunque sport in cui doti come velocità, esplosività, forza di partenza, potenza, forza assoluta siano determinanti, nasce la necessità tale per cui i preparatori imparino tecniche e applicazioni delle alzate fondamentali.

    La realtà è però più problematica di quanto possa apparire da questa nostra breve digressione. Per quanto sia vero che l’importanza delle Power Lifts sia universalmente riconosciuta, è allo stesso tempo vero come la potenzialità tecnico/fisiologica di queste alzate sia spesso soppressa da una montagna di disinformazione tecnica:
    a) i preparatori provenienti da altri sport realmente preparati in materia ed in grado di insegnare e di inserire con criterio le alzate in un piano di lavoro sono veramente pochissimi, come si dice in questi casi: si contano sulle dita di una mano;
    b) le Power Lifts sono generalmente associate ad un bruto e casuale sforzo massimale. La mancanza di una adeguata conoscenza tecnica fa si che nelle sale pesi di tutta la penisola queste vengano utilizzate senza alcun tipo criterio allenante. Per lo più vengono eseguiti sforzi ripetuti, lentissimi, circamassimali, dove l’inconsapevole atleta utilizza si e no il 50% delle unità motorie che potrebbe utilizzare (a causa di orrendi rimbalzi o strane peripezie articolari) se solo il preparatore fosse in grado di dare le giuste indicazioni tecniche d’esecuzione;
    c) vedi punto b): una cosa che ogni Powerlifter ha perfettamente compreso è l’importanza della dinamica (velocità, esplosività) d’esecuzione. Paradossalmente se entrate in una sala pesi di una palestra di atletica vedrete i velocisti allenarsi in maniera assai più lenta e pachidermica rispetto allo stesso tipo di allenamento visto in una palestra di Powerlifters. Questo perché chi programma gli allenamenti di forza in Italia non ha generalmente le conoscenze adeguate;
    d) fare forza spesso viene inteso come far stiracchiare qualche brutta e lentissima ripetizione con un carico casualmente pesante ai propri atleti. Attivazione, dinamica, massimo reclutamento delle unità motorie sono vocaboli quasi del tutto sconosciuti. (dire che basterebbe venire a vedere qualche gara nazionale per notare come anche con carichi per definizione massimali l’accelerazione abbia un ruolo vitale);
    e) il mito delle alzate olimpiche. Come vedremo in seguito, queste sono una fonte fondamentale ed insostituibile per lo sviluppo di forza e potenza. Ma c’è un problema: nella stragrande maggioranza delle sale pesi nessuno riesce a fare Squat oppure Stacco da terra con una tecnica appena sufficiente. Per non parlare della Panca piana dove il numero di infortuni alla cuffia dei rotatori per anteposizione della spalla parla da solo. Bene, in questo panorama, pensate sia possibile insegnare almeno decentemente uno strappo o uno slancio? Imparare correttamente questi esercizi richiede anni di impegno per diversi allenamenti settimanali, sotto l’occhio scaltro di un coach capace.
    Questo in Italia è nulla più che fantascienza. Per ovvi motivi di tempo, denaro e qualità umane. Il risultato: Rugbisti di 110 chili di peso corporeo che allenano l’esplosività con girate di potenza con 80 chilogrammi. Immaginate bene, che un atleta di quella struttura, con meno di 130 o più chili (peso che riescono ad usare pochissimi atleti) non dovrà certo adare ad attingere alla componente esplosiva per completare queste alzate, anche se queste sono, per loro natura, esplosive.
    Nel concludere, torniamo al primo esempio, quello relativo al Bodybuilder natural. Possiamo aggiungere che, anche qui, a seguito di una pregevole intuizione verso l’importanza delle alzate di potenza non è seguita molto spesso, una corretta applicazione di queste. Fatto in sé che, vista la preponderante attenzione che questi metodi pongono sul sistema d’allenamento basato sui multiarticolari, rende l’incapacità di utilizzare correttamente questi potenti mezzi allenanti il primo motivo di fallimento per molti atleti natural. Se non si riesce ad arrivare ad un decoroso reclutamento motorio l’atleta è:
    costretto ad utilizzare carichi troppo bassi, svilendo tutto il discorso sullo stress sistemico e sugli adattamenti ormonali;
    oppure, non avendo mezzi tecnici per giudicare la qualità delle proprie alzate, l’atleta arriva via via ad un deterioramento tale di queste, al punto da creare altissimi tassi di stress articolari e sistemico, in relazione al pochissimo lavoro che va a cadere essenzialmente sul muscolo. Di qui la grande facilità nel cadere nell’overtraining.
    Nulla è più negativamente stressante che cercare di incrementare i carichi in una alzata scorrettamente eseguita.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ado gruzza Visualizza Messaggio
    Solamente il rugby sarebbe uno sport dove una prepazione fisica pesistica adeguata farebbe miracoli sulla prestazione. Miracoli.
    visto che se ne parla ne approfitto...
    in linea di massima come imposteresti il lavoro in palestra per uno sport come il rugby?

  5. #5
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    Cosa??? Corso di allen atore FIPL???
    Questa me la segno e al 99% ci sarò!

    Scusate l'OT ma l'entusiasmo ha avuto la meglio!

  6. #6
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    bellissimo articolo, rep
    in effetti una adeguata preparazione in palestra eviterebbe pure infortuni che sono piu propensi seguendo allenamenti scorretti

  7. #7
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    Ten. Grazie dell'apprezzamento! Quella è parte di una dispensa di parecchie pagine (è parte dell'introduzione a dir la verità) di un livello 1 del prossimo corso FIPL. Ancora un prodotto in divenire, non è un mio articolo ma un progetto più ampio cui ANCHE io prendo parte. Sono convinto che in federazione ci sia un livello di esperienza e competenza nell'uso dei sovraccarichi portante un potenziale didattico davvero mostruoso.

    Joe,
    se mi inoltri la tua mail ti mando una praparazione che feci per un settore giovanile di cui non posso dire il nome, anche perchè feci loro la preparazione tramite una sorta di "prestanome". (non è Parma)
    Non è "il programma" ma è un programma possibile. Occhio che è per un settore giovanile, con tutto quello che ne consegue. Conta anche che il grosso problema era quello tecnico, e il grossissimo era che non li controllavo io direttamente, l'enorme era che venivano da un preparatore tipo "pompa ripetizioni con sto stacco da terra". Quindi tutto è fatto di conseguenza.
    Sono super restio a mandare in giro programmi, ma sei un atleta e mi fai simpatia. Poi magari avendo tempo faremo due chiacchiere più nello specifico.

    Marco,
    mi fa un casino piacere che ti interessi. Fai Benissimo, perchè sarà davvero una iniziativa di spessore per il livello della conoscienza della pesistica in Italia. Dopo il bertoletti ne parleremo in maniera più precisa.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da marcoevfurn Visualizza Messaggio
    Cosa??? Corso di allen atore FIPL???
    Questa me la segno e al 99% ci sarò!
    Scusate l'OT ma l'entusiasmo ha avuto la meglio!
    Ciao Ado (e ciao anche a Marco!)
    Completo l'O.T. perchè sarei interessato anch'io al CORSO FIPL .
    Potresti darmi qualche notizia?
    Grazie della disponibilità...
    eraser

  9. #9
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    Ciao,
    ti do le notizie sommarie che per adesso posso darti:

    1) l'obiettivo primario sarà non quello di presentare dei metodi d'allenamento ma dare all'iscritto le basi razionali e teoriche su cui poter lui stesso comprendere ed elaborare il complesso sistema "allenamento". Credo che sia qualcosa di incisivamente differente da tutta la corsistica vista fino ad ora.
    2) comincierà tra ottobre e novembre (indicativamente);
    sarà preceduto da un paio di seminari presso l'università di Parma, dal quale (questa è l'intenzione in accordo con i "capicorso") verrano organizzate in un paio di tesi di laurea. Cioè alcuni studenti faranno la tesi del terzo anno sugli argomenti del corso FIPL;
    3) sarà su diversi livelli; (senz'altro Livello I e livello avanzato I)
    4) più di metà del corso sarà PRATICO. Powerlifts= tutti ne parlano nessuno le conosce davvero, eccetto i tecnici del powerlifting. Ascoltiamoli;
    4)bis. Per cui oltre alla teoria ci saranno prove pratiche di esecuzione tecnica in relazione al reclutamento delle unità motorie. Come eseguire correttamente le alzate per avere il più efficiente reclutamento possibile;
    5) questo (unitamente alla teoria dell'allenamento) relazionato all'aumento di prestazione negli altri sport. Come eseguire le PowerLifts correttamente in un ottica di preparazione atletica (questo è quasi 4o mistero di fatima);
    6) in più esperienze dirette di atleti o tecnici d'elilte (internazionali).

    Parliamo di un work in progress. La federazione è molto occupata con la sua attività agonistica e ci vuole parecchio tempo per fare queste cose, tanto per dirti si deve ancora organizzare le ospitate.
    Per cu se avete domande curiosità ecc. contattate per ora direttamente me, onde sfoltire il lavoro della segreteria. Quando ci saranno cose più definite la federazione le renderà note.

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