Mi intrometto, se permettete, visto che la discussione si sta facendo più interessante.
Vorrei mettere dei punti:
1) La massa magra è metabilicamente attiva, ovvero brucia calorie a riposo, ciò vuol dire che una persona che fa attività fisica ha un metabolismo più rapido.
Ciò significa più reazioni anaboliche e cataboliche rispetto ad un sedentario.
2) E' il corpo che gestisce le proteine/amminoacidi, a noi non interessa sapere dove vanno a finire, tanto non potremmo mai farci nulla.
3) Il calcolo generale per l'introito proteico è il classico e generico, massa totale-massa grassa x "un numero che va da 1,5 a 3".
Per quanto possa servire è un valore di riferimento, a mio parere poco utile se ci si fissa troppo (e in certi casi troppo elevato).
Due errori vengono commessi nei calcoli calorici e soprattutto in quello per le pro:
a) Si calcola l'acqua come massa magra, diciamo che è un errore passabile, poichè l'acqua fa parte dei muscoli.
Un vero calcolo di massa magra a secco non dovrebbe tenere conto del 60-70% del peso totale perchè è acqua.
b) Le cellule del corpo umano hanno un rendimento pari al 40% (o 0,4) circa, ciò vuol dire che il restante 60% è "sprecato" in reazioni chimiche.
Ciò significa che questo valore deve essere tenuto in conto nel calcolo totale proteico.
Un uomo che pesa 80 kg e ha il 10% di massa grassa, avrà 80-8 kg di massa magra + acqua= 72 Kg
72 x 70% = 50 kg di acqua.
Massa magra pari a 22 kg (a cui in realtà bisognerebbe togliere il peso dello scheletro, in media 8 kg).
Non continuo con i calcoli, sennò mi dite che sono troppo scientifico, mentre invece sono l'opposto...![]()
Quindi nella realtà la vera massa magra non è poi così tanta.
Ciò di cui bisogna tenere conto e il rendimento (che va aggiunto ai calcoli, come "riserva") e cosa ancora più importante, la personalizzazione della dieta, ma qui convengono tutti credo.
La realtà a mio parere è che bisognerebbe concentrarsi su un bilancio positivo dell'azoto, senza essere legati a cifre precise, ma che cmq devono essere presenti come indicazione di massima, un connubio teoria/pratica che può dare risultati migliori.
Prova ed errore...sarebbe il termine giusto?
Armando



Rispondi Citando
Segnalibri