
Originariamente Scritto da
MetalMeltdown
Allora, per l'ennesima volta:
1 - i metodi bii/hit funzionano per poche persone, statisticamente. Io credo che, per poter essere definito valido, un metodo deve potersi adattare a molti, non a pochi. Infatti, la stragrande maggioranza dei fisici di rilievo sono stati costruiti con volumi elevati...e non mi tirare fuori il discorso del doping o della genetica.
2 - volume e frequenza non sono di certo le sole possibili cause di sovrallenamento, ci si può sovrallenare benissimo anche con l'intensità
3 - considerare l'intensità e l'aumento kaizen del carico è veramente un modo paleolitico di concepire l'allenamento. Tutte le variabili possono essere manipolate ai fini del progresso
4 - Il cedimento non è indispensabile sempre e alla lunga può causare: maggior secrezione di catecolamine con conseguente aumento della glicogenolisi ed inibizione della glicogeno sintesi, ansia, eccessivo stress nervoso, infortuni, fibrosi e sembra addirittura necrosi, sovrallenamento
5 - Il TUT complessivo e il pompaggio sono insufficienti, con recuperi spesso troppo lunghi e senza lavoro di qualità
6 - non si sfruttano la deplezione dei fosfati e la curva del glicogeno, che sono le basi del body building
7 - la frequenza e il volume sono insufficienti per le fibre ST di tipo II, sicuramente poco ipertrofiche, ma molto diffuse
8 - poca enfasi su GH, mitocondri e capillari
9 - si giustificano i molti giorni di recupero con la teoria della supercompensazione, ma certi grafici evidenziano guadagni cumulativi con allenamenti quotidiani. Per il resto, sono rappresentazioni di semplici teorie. Spesso non si sa nè quale sia l’unità di misura del tempo, nè quale sia la performance considerata
10 - la supercompensazione non è una sola ma ci sono molti sistemi energetici e metabolici ed altrettante supercompensazioni (ad es. CP - 30'/40', glicogeno - ca. 3 h, metabolismo proteico - ca. 48 h, potenza anaerobica - da 48 a 72 h, ecc)
11 - le routine si diradano soprattutto a causa dei tempi di recupero dell'organismo nel suo complesso e del SNC in particolare. In questo modo si perdono allenamenti produttivi, perchè i muscoli hanno già recuperato.
12 - la programmazione rigida del BIIO è quasi per nulla personalizzabile. e la personalizzazione è la CHIAVE dell'allenamento intelligente.
13 - il modulo 2:1 (o 3:1) è adatto ai settantenni, non di certo agli atleti
14 - facile parlare di microcarichi, più complesso parlare di progressioni doppie o triple, di percentuali, di aumento del volume o della densità, di aumento dell'intensità e calo del volume...
15 - il BIIO non è affatto un metodo "rivoluzionario", anzi, è ben lontano anche dall'essere un semplice metodo: è infatti un insieme di metodiche già proposte da altri.
Tralascio poi le ulteriori motivazioni per cui gli approcci standard di McRobert e Mentzer sono ormai davvero superatissimi, come tralascio il fatto che Tozzi fa spesso passare per scientifiche cose che non lo sono per niente.
Ripeto, ad oggi nessuno (ma proprio "nessuno"....a buon intenditor...

) mi ha ancora MAI dato delle risposte. Resto in trepida attesa.
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