tutti d'accordo nel dire che è una boiata
(chi con + e chi con - cognizione di causa)
tutti d'accordo nel dire che è una boiata
(chi con + e chi con - cognizione di causa)
il problema sorge quando NON SI SA SQUATTARE
se "fare squat" significa eseguire un ROM di 10cm allora posso concordare che il muscolo + coinvolto sia il gluteo.. in pratica si sta facendo uno stacco rumeno con il bilancere sulla schiena.
lo squat VERO è quantomeno parallelo, + si scende sotto il parallelo, maggiore è il coinvolgimento del vasto mediale (cioè della "goccia")
Beh, a parziale discolpa dell'autore c'è da dire che il libro è del 1990 e forse qualche conoscenza in più, in giro, c'è.
Allora, la questione è che non è possibile o poco possibile lavorare un solo capo del muscolo. Però, a questo punto, sorge un ulteriore "problema": serve o non serve la doppia contrazione quando si fa il curl al bilanciere, se la sua giustificazione, come ho letto, è il lavorare i capi del bicipite attaccati alla spalla?
Mi fa molto riflettere lo spunto di Somoja ...
Grazie a tutti.
Alberto
cmq per ovviare a difficoltà di rom e sviluppo del mediale basta sfondarsi di front squat
Intendo che in circolazione c'è anche un esercizio, che non c'entra niente con le gambe, ma che lo si fa in una certa variante, stando a quello che ho letto, per far lavorare meglio la parte di bicipite attaccata alla spalla. In pratica è un curl normale col bilanciere, solo che quando quest'ultimo è arrivato in alto, invece di stopparlo e riscendere, si alza il gomito per qualche cm. Questo movimento finale darebbe nuova contrazione al bicipite, facendo lavorare soprattutto i capi legati alla spalla. Ora, stando a quello che si è scritto fin qua in questa discussione, questa variante del curl non darebbe gli effetti sperati. Mi sarebbe piaciuto citare la fonte, ma fra tutto quello che ho letto in questi mesi, non riesco più a trovarla (internet + libri miei + libri biblioteca).
Ciao.
Alberto
Allora ...
"La forza della flessione è media con la mano in pronazione=potenza; massima con la mano in posizione media=palme a specchio: minima con la mano in supinazione=fine flessione; quindi ruotare ancora, il più possibile, e sollevare, così da contrarre (doppia contrazione volontaria...) il bicipite brachiale e far partecipe il coracobrachiale"
Il pezzo dovrebbe esser questo, sempre dal libro di cui sopra. Però stando così le cose, ho ciccato: il problema era il coracobrachiale e non i 2 capi del bicipite. Mi spiace di esser stato impreciso, ma evidentemente me la ricordavo male. Io son mesi che "alzo il gomito"... spero che almeno il mio coraco ne abbia giovato!
Ciao.
Alberto
Ammesso che tutte queste considerazioni sia vere (supinare e alzare il gomito) (lo sono ma si dovrebbero fare certe precisazioni), quale credi che sia la loro importanza rispetto al carico sollevato (con tecnica decente ma senza tante complicazioni)?
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