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Discussione: un POWERLIFTER in corsia - °°sOmOja°°'s Diary

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  1. #11
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    Dopo la gara WDFPF di ieri a cui ho partecipato solo come membro dell’organizzazione , scrivo due righe per fissare alcune riflessioni.

    Quando abbiamo scoperto che il numero di partecipanti alla competizione poteva superare i numeri che ci eravamo prefissati e raggiungere addirittura gli 80 abbiamo fatto due conti approssimativi:
    80 atleti x 3 esercizi x 3 prove ciascuno x 2 minuti (tempo della prova + caricamento bianciere) / 60 = 24 ore!!

    Anche se alcuni atleti si sono “giustamente” lamentati della durata della competizione, soprattutto quelli che non hanno partecipato in alcun modo all’organizzazione e sono arrivati “a tavola cunzata”, come si suol dire, io sono ancora più felice di essere sopravvissuto all’evento e di averla spuntata con solo 12h di competizione effettiva e un mal di testa epico.

    L’idea della doppia pedana di gara gestita centralmente dalla giuria è stata senza dubbio il motore che ha spinto i tempi, consentendo di riuscire nell’impresa, ma un motore discreto non può funzionare se anche uno solo degli ingranaggi a cui è collegato non ingrana correttamente.


    Non scriverò un post smielato pieno di ringraziamenti perché a me i volemose bene stanno sulle palle e non vi nascondo che, nonostante l’entusiasmo dettato probabilmente dallo stato confusionale in cui mi trovo a causa delle poche ore di sonno, non mi piacciono queste maratone che trovo devastanti sia per i gestori che per gli atleti che inevitabilmente non riescono a rendere quanto potrebbero e soprattutto non si divertono.


    Non credo che il sistema di turnazione unico (anche se strutturato in round) con tutte le alzate della medesima tipologia (prima tutti gli squat – poi tutta la panca – poi tutto lo stacco) eseguiti in una volta per tutte le categorie sia ottimale, soprattutto perché gli atleti sono obbligati a rimanere in gara per tutta la giornata (la mia ragazza ha fatto il primo squat alle 11.00 e l’ultimo stacco alle 22.30), oltretutto la stanchezza generale non può che avere effetti negativi sulla condotta degli stessi.


    Alla fine un incontro come quello di ieri che può essere davvero un momento di festa e piacere collettivo rischia di essere rovinato dalla noia e dall’ansia di finire (io personalmente ho avvertito solo la pressione di dover ottimizzare i tempi al massimo), personalmente non avrei neanche accettato questo numero di iscritti, consapevole di non essere in grado di fornire un’esperienza di gara gradevole così come vorrei che fosse garantita a me da atleta.


    Detto questo, voglio fare un elogio a tutti gli ingranaggi, anche i più piccini, che hanno consentito di non trasformare questo evento in una figura di merd.a colossale come avevamo ipotizzato in un primo momento.

    I proprietari della palestra e organizzatori Vincenzo Chemi e Antonio Frizzi che non hanno avuto neanche il tempo di mangiare e andare in bagno, le rispettive ragazze che hanno partecipato attivamente alla gestione di gara pur non essendo minimamente interessate al powerlifting, i membri della squadra della Meeting Club, alcuni dei quali la sera prima stavano in palestra a sistemare i quintali di attrezzatura necessari per la mattina seguente, i caricatori inesperti che sono diventati ESPERTISSIMI dopo tutte quelle ore di lavoro, ragazzi non so neanche i vostri nomi (fatta eccezione per Saro) ma siete stati grandi, è anche grazie ai vostri salvataggi se la gara non si è trasformata nella scena di un film splatter.
    I giudici di gara che hanno arbitrato ininterrottamente senza possibilità di riposarsi, mettendo a dura prova la propria capacità di concentrazione.

    Il ringraziamento finale va agli atleti. Soprattutto a coloro che affrontano le difficoltà e la fatica con l’entusiasmo che questo sport richiede, agli allenatori che, pur sapendo di dover fare 3h di strada, alle 23.55 vogliono andare in gelateria a festeggiare con i propri atleti, alla mia ragazza Irene Geniò che ho abbandonato per tutta la gara (addirittura mentre lei faceva panca in pedana A, io caricavo il bilanciere in pedana B) e non mi ha mandato a cagare, anzi, stamattina mi ha chiesto di comprare dei dischi regolamentari per gli allenamenti di stacco.

    A chi dice che il powerlifting fa la gioia degli ortopedici e dei fisiatri non posso che dare ragione, ma sorrido perché so cosa vuol dire veramente.
    Ultima modifica di °°sOmOja°°; 30-03-2015 alle 09:43 PM

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Siamo nati nel 1999 sul Freeweb. Abbiamo avuto alti e bassi, ma come recita il motto No Pain, No Gain, ci siamo sempre rialzati. Abbiamo collaborato con quella che al tempo era superEva del gruppo Dada Spa con le nostre Guide al Bodybuilding e al Fitness, abbiamo avuto collaborazioni internazionali, ad esempio con la reginetta dell’Olympia Monica Brant, siamo stati uno dei primi forum italiani dedicati al bodybuilding , abbiamo inaugurato la fiera èFitness con gli amici Luigi Colbax e Vania Villa e molto altro . . . parafrasando un celebre motto . . . di ghisa sotto i ponti ne è passata! ma siamo ancora qui e ci resteremo per molto tempo ancora. Grazie per aver scelto BBHomePage.com
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