Interessantissimo e molto intuitivo, complimenti.
Avrei alcune domande: premettendo che condivido il concetto di inarcare "un minimo" la schiena per far ruotare in maniera corretta il bacino ed avanzare le ginocchia, in modo da scendere gestendo il punto di massa correttamente, cioè con la pressione sulle vertebre (e relativi dischi) distribuita in maniera uniforme, non pensi che invece questo possa facilmente portare ad una iperestensione della colonna, involontaria, squilibrando perciò la distribuzione delle forze ad essa applicata?
Discorso ginocchia: considerando anche l'articolo che hai scritto e pubblicato sul tuo sito, ritieni quindi che un rialzo sotto il tallone (scarpa o posticcio che sia) rappresenti un "aiuto" in casi di scarsa mobilità tibio tarsica e non un fattore che a prescindere aumenta le forze di taglio sulle ginocchia?
Più in generale, al di là della mobilità della caviglia, come la pensi in sintesi (sempre parlando di squat) riguardo le "ginocchia" non oltre le punte dei piedi e forze di taglio eccessive oltre la linea orizzontale?
Condizioni accettabili e quasi "inevitabili" in una corretta esecuzione, oppure da evitare sempre?
Stando al tuo articolo la risposta sembrerebbe la prima, ma gradirei una tua risposta specifica.
Ti ringrazio per le eventuali risposte e complimenti ancora per l'impegno e il tempo che hai perso per scrivere questo articolo interessantissimo.
Saluti



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