Ciao!
Dunque, io sono diabetico insulino dipendente dall'età di due anni, pratico bodt-building, sono ballerino professionista e spesso mi alleno con un amico ke fa triatlon. Nel tempo libero studio.
La gestione dell'insulina riesco a seguirla da solo, ma vengo regolarmente controllato da un diabetologo con il quale discuto ogni modifica, col tempo si impara ad agire anche autonomamente ma è necessario avere un supporto medico.
Per quanto riguarda la mia esperienza ti posso dire due fondamentali cose che ho imparato: cura maniacale dell'alimentazione diventa essenziale, attività fisica anche molto intensa è estremamente utile.
Io seguo la dieta a zona, che preferendo alimenti a basso indice glicemico contribuisce notevolmente a diminuire le dosi di insulina necessaria. Per quanto riguarda l'andamento glicemico, una qualsiasi attività fisica tende a portarti verso l'ipoglicemia se la glicemia iniziale rientra in valori fino a 160 mg/mm3 (credo sia l'unità di misura); pertanto, se viene svolta immediatamente dopo i pasti sarà molto probabilmente necessario diminure le dosi di insulina o mangiare qualcosa in più, ma questo è molto soggettivo.
In linea generale, l'attività fisica abbassa la glicemia in un arco di tempo ristretto (subito dopo) e per esperienza ho constato che l'attività fisica costante (e non blanda, siamo diabetici, non cristalli) contribuisce a stabilizzare i livelli glicemici anche nelle circa 36/48 ore successive.
Per quanto riguarda l'alimentazione, è importante essere costanti controllati e magari evitare alimenti ad alto indice glicemico. Ogni atleta diabetico con il quale ho avuto modo di parlare ha tratto grossi benefici in termini terapeutici dalla dieta a zona. E' utile non eccedere col cibo, ma non esisto che mangio in funzione della malattia. Faccio insulina in funzione di quello che mangio, al limite. Io sono arrivato a mangiare 2,5g di pro per kg (peso 80kg) ed erano il 30% delle calorie ingerite.

Io non sono super-man, ma vi posso assicurare che il diabete non mi ha mai frenato in quello che ho voluto fare. Il diabete deve essere costantemennte controllato e vuole, da parte di chi ne soffre, una necessaria cultura in materia di alimentazione e minimamente di endocrinologia per essere vissuto consapevolmente. Per il resto, non è un limite. In niente. E se devo essere sincero del tutto, troppi allarmismi che spesso sento sia da chi non sa nulla in materia sia da alcuni diabetici, ma fanno innervosire da morire.