CAFFEINA E PRESSIONE SANGUIGNA
La caffeina contribuisce all’innalzamento della pressione sanguigna, anche in quelle persone per le quali la tazzina di caffé è diventata un’abitudine irrinunciabile. Lo ha stabilito una ricerca statunitense.
È ancora poco chiaro il meccanismo secondo il quale la caffeina contribuisce ad aumentare la pressione sanguigna, ma la nuova ricerca condotta da William R. Lovallo, with the VA Medical Center e l’University of Oklahoma Health Sciences Center di Oklahoma City dovrebbe far riflettere le persone a rischio di ipertensione che si apprestano a bere una tazza di caffé in più.
Lo studio, condotto su 97 adulti che consumavano regolarmente caffé, ha evidenziato come la metà di loro hanno mostrato piccoli aumenti nella pressione sanguigna subito dopo l’assunzione di capsule di caffeina, anche quando essi avevano assunto nei cinque giorni precedenti l'equivalente di sei tazze di caffé al giorno.
I risultati di questo studio smentiscono la convinzione che i normali consumatori di caffeina sviluppino una sorta di tolleranza nei confronti degli effetti sulla pressione sanguigna della sostanza stimolante.
Molte ricerche di laboratorio avevano già indicato che la caffeina potesse causare un aumento della pressione di breve durata, ma gli studi della popolazione non sono riusciti definitivamente a collegare l’assunzione della caffeina ad un elevato rischio di ipertensione. Una delle spiegazioni proposte era quella secondo la quale, nella realtà, la caffeina potesse sviluppare una tolleranza agli effetti della pressione sanguigna.
Durante una delle settimane nelle quali i partecipanti allo studio, essi hanno assunto pillole placebo, cioè prive di caffeina, per cinque giorni prima dei tests di controllo. Durante un'altra settimana, essi hanno assunto pillole contenenti 300 milligrammi di caffeina – l’equivalente di circa tre tazze di caffè - ogni giorno prima dei tests. Nella terza settimana, hanno assunto dosi quotidiane di 600 milligrammi di caffeina.
L'idea che lo studio voleva verificare era quella che voleva i consumatori abituali di caffeina diventare tolleranti alla caffeina e mostrare piccole risposte in termini di aumento della pressione sanguigna.
I ricercatori hanno osservato, invece, che mentre la metà dei partecipanti era "completamente tollerante" alla caffeina dopo l’assunzione delle capsule per cinque giorni, l'altra metà ha continuato a mostrare un aumento della pressione sanguigna. Tutti gli individui presi in esame erano consumatori normali di caffeina prima dello studio: assumevano l'equivalente di quattro - cinque tazze di caffé al giorno.
La risposta in termini di pressione sanguigna è stata piccola, equivalente all’effetto di una tazza di caffé, ed inoltre, secondo i ricercatori, moderate dosi di caffeina hanno un effetto benefico per la salute.
Tuttavia le cose cambiano, secondo Lovallo, per le persone che hanno una storia familiare di ipertensione o di pre-ipertensione. È provato che in questi soggetti la caffeina ha un effetto più forte sulla pressione sanguigna che farebbe ritenere utile una maggiore attenzione nel consumo della sostanza.
Martin G. Myers dell’University of Toronto, in Canada, non ritiene che un consumo moderato di caffeina vada iscritto nell’elenco dei fattori di rischio di rilevanza clinica per la pressione sanguigna. L’importante è, secondo Myers, che le persone a rischio ipertensione non vadano oltre la dose moderata.



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