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Zani









" Tra il Metroon e l'entrata dello Stadio si vedono ancora dei piedistalli in pietra che una volta erano sormontati da statue di Zeus in bronzo e che nel gergo del paese erano dette Zani.
Queste statue non erano state erette in onore dei vincitori, come quelle che decoravano l'Altis; esse erano state costruite con il ricavato delle multe inflitte agli atleti per infrazioni al regolamento dei Giochi e dovevano servire di lezione a tutti i Greci, che in tal modo sapevano che nessuno avrebbe dovuto pagare per ottenere una vittoria ad Olimpia.
Qualora i multati si fossero trovati nell'impossibilità di pagare le multe, la città dalla quale erano originari doveva versare l'intero importo, pena l'esclusione dalla partecipazione ai Giochi Olimpici.
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( tratto da " I Giochi Olimpici nell'antichità" - Rapporto Ufficiale di Atene 1896 di Lambros e Politis )









" Dal Metroon, andando allo Stadio, havvi (trovasi - n.d,r.) sulla via a sinistra, verso l'estremità del Monte Cronio, un rialto di pietre presso lo stesso monte e dei gradini in esso. Presso il rialto sono statue in bronzo di Giove.
Queste furono fatte con i denari ritratti dalla multa imposta agli atleti che hanno mancato alle leggi dei Giochi: sono statue chiamate col nome di Zani (Giovi).
I primi, in numero di sei, furono eretti nella Olimpiade XCVIII (98^ - n.d.r.).
Imperciocchè [...in tale occasione - n.d.r.] avvenne che Eupolo tessalo corruppe con denari quelli che erano venuti a combattere al pugilato, (quali) Agetore Arcade, Pritani Ciziceno e, con essi, Formione da Alicarnasso che aveva vinto nell'Olimpiade precedente.
Questa è, secondo ciò che dicono, la prima ingiustizia commessa dagli atleti nei Giochi ed Eupolo e quelli che da lui aveano ricevuto doni furono puniti dagli Eoli.
Due di queste statue sono opere di Cleone Sicionio, le altre quattro che seguono non è noto chi le abbia fatte.
Eccettuate la terza e la quarta, sulle altre vi sono scritte elegie.
La prima delle elegie vuol dimostrare che la vittoria in Olimpia si deve ottenere non con i denari ma con la velocità dei piedi e la forza del corpo.
L'elegia che trovasi sulla seconda dice nei confronti di chi sia stata eretta la statua; per onore della divinità e della religione degli Elei e per servire di timore agli atleti che trasgrediscono le leggi.
Sulla quinta e sulla sesta (statua) l'iscrizione in una è diretta tutta a lode degli Elei ed a mostrare la pena dei pugili; nell'ultima poi è scritto che le statue servono d'insegnamento a tutti i Greci, affinché nessuno dia denari
per riportare la corona olimpica.
Dopo Eupolo dicono che Callippo Ateniese, combattendo al pentatlo, comprò con denari quelli che doveano combattere contro di lui e che ciò avvenne nella Olimpiade CXII (112^ - n.d.r.).
Essendo stata imposta dagli Elei la pena a Callippo ed a quei che combatterono con lui, gli Ateniesi mandarono un tal Iperide per persuadere gli Elei a perdonar loro la multa.
Avendo questi negato loro la grazia, gli Ateniesi usarono questa soverchieria verso di loro per non dare denari e astenersi dalle feste Olimpiche, finché il Dio di Delfo non ebbe intimato loro che non avrebbe più dato responso alcuno (mediante l'Oracolo - n.d.r.) fintanto che non avessero pagato la multa agli Elei.
Laonde, allorché pagarono, furono fatte a Giove statue anch'esse in numero di sei.
".


( tratto da " Descrizione della Grecia di Pausania" - tradotta da A. Nibby )