se l'assetto lipidico è già buono, se la sensibilità insulinica è nella norma, l'assunzione di omega 3 migliora la sopravvivenza?
se non ci sono dei parametri umorali fuori range su cosa dovremmo agire?
addirittura il colesterolo HDL sembrerebbe non correlare in modo lineare con il rischio cardiovascolare (la protezione sarebbe limitato ad un range "ottimale", al di sopra o al di sotto del quale il rischio cardiovascolare aumenterebbe).
se ho 120\80 di pressione non ho bisogno di assumere farmaci o fitoterapici con lo scopo di abbassarla ulteriormente (anzi, una sistolica inferiore a 110mmHg non è un fattore protettivo), lo stesso vale per la glicemia e per la colesterolemia o trigliceridemia.
quanti ultranovantenni o centenari conoscete che hanno assunto omega 3 o che sappiano di cosa si tratta? quanti superanziani si sono alimentati per una vita in modo che noi non consideriamo ottimale? pensate all'alimentazione sarda basata sulle carni, formaggi e derivati del grano (carne rossa + latticini + glutine non erano il male?)
attenzione, io non sono contrario all'integrazione di essenziali, però se devo torturarmi trangugiando un cucchiaio di olio di lino merdos.o ogni mattina per il resto della mia vita mi faccio qualche domanda per capire se ne vale la pena.
lo stesso vale per qualunque altra integrazione



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