tornando al tema del thread, senza volermi dilungare e senza fare un copia-incolla dei capitoli del libro dico solo che che:

non tutti gli omega 3 sono uguali, come sapete il vero omega 3 essenziale è l'acido linoleico (AL), presente in buona parte nelle fonti vegetali.
il nostro organismo poi provvede a metabolizzare l'acido linoleico trasformandolo negli essenziali-derivati (EPA e DHA) che possiamo anche assumere mangiando gli animali che li hanno accumulati nel proprio grasso di deposito.
chiaramente questo meccanismo non ha una capacità infinita, per cui in particolari condizioni, come avviene agli estremi della nostra esistenza (periodo neonatale e terza età), gli omega-derivati possono diventare "condizionatamente essenziali" ed è per questo motivo che gli integratori di omega 3 dovrebbero contenere soprattutto EPA e DHA.

come giustamente avete scritto sopra, i polinsaturi sono particolarmente delicati e soggetti a perossidazione, per questo motivo le cotture prolungate ma anche la cattiva conservazione di carni e integratori ne modificano sensibilmente la disponibilità e salubrità. Ed è anche per questo motivo che un eccesso di polinsaturi, ad esempio un eccesso di omega 3 assunto con l'intenzione di "correggere" il rapporto omega 6 : omega 3 potrebbe non essere la scelta più saggia.

mi permetto di far notare che ad oggi non esiste un fabbisogno di polinsaturi (o di omega 3) internazionalmente riconosciuto e che la letteratura scientifica identificherebbe rapporti omega6 : omega3 differenti in base all'effetto terapeutico che si vuole ottenere.
Ma alla fine della fiera: voi quante persone avete conosciuto con sintomi chiaramente riconducibili ad una carenza di omega 3? quali enormi differenze avete notato dopo aver iniziato ad integrare con olio di lino\altri alimenti o integratori?
E' possibile che il fabbisogno di omega 3 sia effettivamente più basso rispetto a quanto vogliamo credere, altrimenti l'evoluzione ci avrebbe svincolato da questa dipendenza come ha fatto con il glucosio.