Ho seguito anch'io il dossier che ho trovato oltre che molto interessante anche piuttosto inquietante. I commenti direi che sono quasi superflui. Il doping è ormai un fenomeno talmente diffuso che alle volte ormai non ci si fa più caso. Purtroppo è un qualchecosa che ti può rovinare malamente la vita o peggio ancora come sembra sia il caso del povero Zanette portare a conseguenze estreme.
Io stesso amo il ciclismo, sport che mi piace praticare saltuariamente anche se in modo molto tranquillo. Trovo però che il ciclismo come qualsiasi altro sport dovrebbe essere limitato nelle sue performance a quelle che sono le reali possibilità umane sviluppate da un sensato allenamento coadiuvato da una adeguata alimentazione e riposo.
Assistere a manifestazioni sportive falsate dal doping (la maggior parte) mi lascia la strana sensazione di osservare qualcosa di ingiusto beffardo e derisorio degli ideali e degli stimoli che possono essere rappresentati da un atleta "natural".
Alle volte purtroppo e sottolineo il purtroppo tali personaggi fungono da ispirazione per altri ancora, dei mister nessuno, che ricorrono al doping per cercare di inseguire l'irrealizzabile obiettivo di assomigliare al proprio idolo, con conseguenze per loro spesso catastrofiche.
Lo sport qualunque esso sia dovrebbe essere un qualcosa per stare meglio con il proprio corpo , la propria mente e con gli altri.
Ricorrendo al doping si rischia di perseguire obiettivi che sono l'esatto contrario di questi.
Mi dispiace veramente per il povero Zanette.