
Originariamente Scritto da
Wildcat
Nel lento avanti l'adduzione delle scapole è presente in partenza dal petto.
Stesso setup della panca.
E dovrebbero restare lì fino a che l'omero non supera i 90° di abduzione (parallelo al terreno).
A quel punto il movimento viene completato dalla rotazione ed elevazione della scapola, ad opera di trapezio cervicale e dentato anteriore.
Sto semplificando molto però possiamo distinguere 2 fasi (cit. Ironpaolo, ma volendo possiamo trovarne 4):
- partenza dal petto, in cui il primo motore è rappresentato dal fascio clavicolare del grande pettorale e dal fascio anteriore o clavicolare del deltoide, per i primi 90° (posizione del braccio da - 90° a 0°);
- chiusura o lockout in cui il carico grava su tricipiti, dentato anteriore e fascio discendente o cervicale del trapezio, da 0° a 180°.
Poi tanti altri muscoletti stabilizzano l'alzata: il capo lungo del bicipite, il coracobrachiale, il fascio laterale o acromiale del deltoide, i rotatori in toto, l'elevatore, e anche romboidi e fasci medi e inferiori del trapezio (fissano l'angolo mediale della scapola).
Il trucco, x così dire, è accelerare il bilanciere in partenza (progressivamente) in modo da arrivare allo sticking point (braccio orizzontale o se preferiamo bilanciere davanti alla fronte) con buona velocità e superare agevolmente il punto in cui il muscolo più forte della catena (il grande pettorale) smette di spingere.
Come vedi, il lento avanti definirlo esercizio "x i deltoidi" è riduttivo.
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