nembokid, il consiglio che mi sento di darti è quello di trovare per questo esercizio, il giusto compromesso tra peso e numero di ripetizioni.
Se NON ci si allena per raggiungere determinate performance (utilizzando in questo caso le giuste tecniche afferenti alle specifiche discipline), usare grossi carichi, scendendo così sotto le 4 ripetizioni, non è mai consigliabile in linea di principio, perché pone l’articolazione scapolomerale in una condizione di stress da eccesso di carico.
Al contrario usare un elevato numero di ripetizioni, pone l'articolazione in una condizione di stress da eccesso di esposizione allo stimolo per le piccole strutture che stabilizzano e supportano la spalla, come la cuffia dei rotatori ed il serratus, che agisce in sinergia con il trapezio, muscolo fortemente coinvolto nel lento. Il lavoro sinergico del trapezio e del serratus forma una coppia di forze contrapposte utili a far ruotare correttamente la scapola durante il lento.
E' quindi fondamentale che tu mantenga sempre una continua e forte contrazione del trapezio nella fase di chiusura del movimento. Devi ruotare e sollevare le scapole il più possibile, mantenendo sempre espanso il torace, per diminuire la naturale tendenza al conflitto tra acromion e omero, che si verifica con il sopraggiungere della stanchezza o per un eccesso di carico.
Il crescere della stanchezza impedisce quindi di controllare "attivamente" l'articolazione della spalla in chiusura, predisponendoti così all’infortunio diretto in caso di eccessivo carico o all’infortunio da logorio, in presenza di un eccessivo numero di ripetizioni.
In sintesi quindi il mio consiglio è quello di modulare il carico in funzione dei tuoi obiettivi, mantenendoti così entro un range “sicuro” di ripetizioni che oscilla orientativamente tra le 4 e le 8.




Rispondi Citando
Segnalibri