Abbiamo tutti un termometro di insicurezze che ci accompagna l'intera vita, i valori sono diversi per ciascuno e per tutti vanno su e giù in cicliche crisi. Questo ci porterebe a considerarci tutti malati, velatamente psicotici. E' un punto di vista come un'altro, perchè si sa che la salute fisica o mentale assoluta non esiste. Sarebbe auspicabile non estremizzare mai, non etichettare chi ha certi comportamenti come "fragile" o "malato" rispetto ai sani che magari hanno altri tic. Certo una linea di condotta per chi ricerca lo sport e la salute è diversa da chi cerca il massimo per le competizioni. Nell'agonismo la salute cede un po' alla necessità dei risultati, anche se i rischi dovrebbero essere contenuti e commisurati soprattutto al livello di preparazione.