Dell'indice glicemico se ne è parlato fino alla noia....sembra che vi preoccupiate tutti di questo famoso numerino, che fa vaolre a se stante, o stiate preparando un mondiale IFBB dove i detagli più insignificanti diventino prioritari...., o siate soggetti così sensibili all'insulina che un semplice frutto vi gonfia come un dirigibile!!! l'IG in se non ha alcun senso, è un numero ricavato da misurazioni di laboratorio ad intervalli in seguito alla somministrazione a digiuno di glucosio.....il che ben si discosta dalla realtà, lo stesso è ampiamente influenzato dalla cottura degli alimenti e dalla presenza di altri macronutreinti, lipidi in primis......quello che può contare eventualmente è la curva glicemica....

L'aumento della glicemia, come fisiologica conseguenza dell'assunzione di carboidrati, è diverso a seconda degli zuccheri che si ingeriscono e se questi vengono ingeriti da soli o fanno parte di un pasto misto.
La suddivisione, peraltro artificiosa, degli zuccheri in "semplici" e "complessi", in passato fondamentale, soprattutto per i diabetici, ha perso molto del suo significato anche grazie all'introduzione dell'indice glicemico –IG- che esprime il diverso impatto dei cibi sulla glicemia e sull'insulinemia, è una sorta di fattore "predittivo" sul potere glicemizzante, "rapido" o "lento", di questo o quell'alimento.
IG=risposta glicemica di un alimento/risposta glicemica di un alimento di riferimento *100

Le variazioni di questo indice dipendono da numerosi fattori:
metodo di cottura
presenza di amilosio o amilopectina
la contemporanea presenza di fibra o di antinutrienti (starch blockers)
la composizione chimica generale
la forma dell'alimento
interazioni con grassi, proteine, sodio che interferiscono con la velocità dell'assorbimento intestinale.

Infatti (ripreso dal vecchio forum):

http://www.glycemicindex.com/gi_tstng.htm .
In effetti se calcoliamo l'integrale di un'area curva con un range di variazione predefinito, sia variabile che costante, è possibile che a diversi valori delle coordinate nel piano cartesiano corrispondane aree identiche.
In questo caso, visto che stiamo calcolando l'indice glicemico dell'elemento x, Y=f(x), con Y che corrisponde all'I.G. è possibile che alimenti diversi presentino uguale valore.
Anche se all'apparenza questo può sembrare errato, in realtà il tutto ha una certa logica.
Nell'esperimento condotto si legge:

"Per determinare la valutazione dell'IG dell'alimento, le porzioni contenenti 50 grammi di carboidrati, sono state date a 10 soggetti, dopo una notte a digiuno. I campioni di sangue sono stati presi ad intervalli di 15-30 per un periodo di due ore. Questi campioni sono stati usati per costruire una curva di reazione dello zucchero nel sangue per il periodo di due ore. La zona sotto la curva (AUC) riflette l'aumento totale dei livelli dello zucchero nel sangue (glucosio) dopo il consumo dell'alimento di prova. La valutazione dell'IG (%) dell'alimento è stata calcolata dividendo l'AUC per l'alimento della prova, dall' AUC per l'alimento di riferimento (pane o glucosio bianco) e moltiplicando per 100. L'uso di un alimento standard è essenziale per la riduzione delle influenze dovuta alle differenze nelle caratteristiche fisiche degli soggetti. La media delle valutazioni di GI da tutti e dieci gli oggetti è pubblicata come l'IG di quell' alimento."

quindi stiamo parlando di una media matematica e non di un semplice integrale, quindi è possibile che alimenti diversi abbiano lo stesso IG. Inoltre considera che le maltodestrine, altro non sono che polimeri di glucosio.

Se proprio si deve tenere sotto controllo l'IG è qualora si mangi prima dell'allenamento, visto che utilizzare zuccheri semplici è altamente sconsigliato. L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas la cui presenza è essenziale per consentire al glucosio (visto che ogni tipo di zucchero deve essere tale per essere "lavorato") circolante nel sangue di entrare nelle cellule, dove è utilizzato come deposito di energia.

Il glucagone è l'ormone pancreatico con azione contrapposta a quella dell'insulina: promuove la fuoriuscita del glucosio dalle cellule.

Insulina e glucagone regolano il flusso in entrata e in uscita del glucosio dalle cellule al fine di mantenere stabile la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue).

Dopo un pasto, l'aumento di glucosio nel sangue, stimola la produzione di insulina e inibisce quella di glucagone.

Di conseguenza il glucosio entra nelle cellule di fegato, muscoli e tessuto adiposo depositandosi come materiale di riserva.

Durante il digiuno, la diminuzione di glucosio nel sangue, promuove il rilascio di glucagone ed impedisce quello di insulina; in questo modo
il glucosio depositato nelle cellule viene riversato nel sangue.

Quindi se provochi necessariamente un piccolo insulinico con carboiderati ad alto indice glicemico ti ritroverai subito dopo in ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue e si manifesta quando la glicemia, scende al di sotto del limite che permette di produrre sufficiente energia per il corpo umano)
e quindi conseguentemente a quanto credi privo di forza e svuotato.

Infine per il cacao, senza zucchero, può essere utile una spolverata ad esempio sulle crepes la mattina, come fonte di minerali.....per altre cose.....NON contano sole le % dei macronutreinti contenuti in un alimento, ma la QUALITA' degli stessi, altrimenti se dovessi assumerei dei grassi, perchè usere dell'olio invece che della cioccolata?????!!!!!!!

IG
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