Non è tutto così semplice. Il GH è uno degli ormoni del cosidetto asse controinsulare, che assieme a glucagone e cortisolo antagonizzano gli effetti dell'insulina. Ad un picco di insulina, la controregolazione neuroendocrina fa corrispondere una riduzione del picco di GH. Non sono due ormoni che riescono a lavorare assieme.
Non a caso intervengono le somatomedine, in particolare IGF1 che ha uno spettro di azione sovrapponibile a quello dell'insulina, tramite l'attivazione degli stessi recettori di membrana.
Il presupposto picco di GH della notte inoltre risulterebbe abolito dall'iperglicemia indotta da un pasto riccamente glucidico.
Due test par la valutazione dei pazienti acromegalici credo che chiariranno un attimino le idee.
C'è un test di soppressione in cui si somministrano glucosate ad elevata concentrazione per valutare se avviene una normale rispsota (soppressione) all'iperglicemia.
C'è inoltre un test di stimolazione che si basa sull'insulina: induzione di ipoglicemia tramite iniezione di insulina rapida e valutazione se aumenta la produzione di GH.
Non voglio crear polemica, ma la biochimica, l'endocrinologia, la scienza della nutrizione e del metabolismo non sono cose così elementari... bisogna avere una maggior coscienza di quello che si dice.
Klokovizziamo il mondo!
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