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Discussione: MIASS - MAXIMUM INTENSITY ANAEROBICS STRAINS SINERGY (Federico Spinoglio)

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  1. #1
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    Sorpreso Alimentazione miass

    ALIMENTAZIONE E SUPPLEMENTAZIONE: LE BASI PER GARANTIRSI LA CRESCITA
    Ultimo ma non meno importante l’aspetto alimentare. Abbiate cura di ingerire una quota
    proteica di alta qualità che vi garantisca dai 2 ai 3 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. La distribuzione proteica deve essere costante durante tutta la giornata con un picco alla sera, mentre la distribuzione glucidica deve decrescere progressivamente lungo l’arco della giornata per affrontare nel migliore dei modi il riposo notturno, cioè in stato di leggera ipoglicemia, ottimizzando in tal modo il picco dell’ormone della crescita (GH) durante la notte ottenendo così sintesi del tessuto magro e lipolisi del tessuto adiposo. Garantitevi un uovo al giorno, il suo contenuto di colesterolo è fondamentale per i vost ri brutali allenamenti. Se siete tolleranti al latte optate per quello totalmente scremato, se invece avete problemi di intolleranza al lattosio eliminatelo senza paura ed aumentate la quantità giornaliera delle proteine in polvere, inserendo nella vostra dieta del Parmigiano in modo da garantirvi una consistente fonte di calcio, minerale indispensabile per le vostre ossa e per la bontà delle vostre contrazioni muscolari. Ricordate che dal punto di vista proteico, vitaminico e minerale un litro di latte parzialmente scremato equivale all'incirca ad un etto di Parmigiano. Quest'ultimo però contiene una bassissima percentuale di lattosio rispetto al latte. Ad opera infatti della coagulazione presamica e della stagionatura il lattosio viene convertito quasi interamente in acido lattico, eliminando di fatto gli inconvenienti della intolleranza al lattosio. Un etto di parmigiano fornisce circa 800 mg di sodio, per cui bilanciate di conseguenza la dieta per non avere un introito eccessivo di tale minerale. Per quanto riguarda le proteine in polvere è noto che le migliori sono quelle bilanciate fra caseina e proteine del siero del latte ottenute tramite il processo di microfiltrazione, in quanto garantiscono un equilibrio ottimale fra proteine di rapida e lenta assimilazione. Vi consiglio di eliminare totalmente pasta e pane sostituendoli con il riso integrale che fungerà da ottimo ricaricatore glucidico. Verdura, frutta e legumi (questi ultimi solo se tollerati) devono essere sempre abbondanti. Inserite dai 10 ai 50 grammi di frutta oleosa al giorno (nocciole, mandorle e noci), una vera miniera di minerali, vitamine e acidi grassi insaturi di ottima qualità. Condite esclusivamente a crudo con olio extra vergine di oliva (ricco in acido grasso cis 9,12 ottadecadienoico o acido linoleico, essenziale per il nostro organismo), aceto e pochissimo sale (1 grammo di sale da cucina pari a 0,45 grammi di sodio sarà la soglia massima giornaliera consentita). Optando per tagli di carne e pesce magri, bresaola, fesa di tacchino, prosciutto crudo magro e ricotta (quest’ultima solo due-tre volte a settimana) garantirete al vostro corpo un giusto equilibrio fra acidi grassi saturi ed insaturi. Il pasto prima dell’allenamento deve essere prevalentemente glucidico (riso) accompagnato da una fettina di carne e un po’ di verdura e frutta.
    Per quanto riguarda la supplementazione alimentare (o integrazione) questa dovrebbe essere considerata tale, ossia un semplice complemento agli alimenti naturali e nulla più. La
    supplementazione infatti è tanto più importante quanto più l’alimentazione è deficitaria. Questo significa che se l’alimentazione naturale è bilanciata, cospicua e di ottima qualità la
    supplentazione può e dovrebbe essere ridotta ai minimi livelli. Oggigiorno però gli alimenti sono sempre più poveri di micronutrienti (vitamine e minerali) a causa delle produzioni di massa che tendono alla quantità piuttosto che alla qualità ed è quindi plausibile un uso più rilevante della supplementazione. Un integratore alimentare indispensabile non esiste (a parte il riposo adeguato), esistono solo quelli più utili e più efficaci degli altri. I migliori sono quelli a base di vitamina C (1-1,5 grammi al giorno), carbonato di calcio (2-3 grammi al giorno pari circa a 0,8-1,2 grammi di calcio), magnesio (1/3 in grammi del calcio introdotto al giorno), ferro (24 mg e 32 mg al giorno rispettivamente per uomini e donne) e gli integratori multivitaminici-multiminerali completi (assumere solo nei giorni di allenamento una pasticca dopo la seduta in palestra). Due cicli all’anno di glucosamina e condroitinsolfato sono essenziale, come già specificato, per le articolazioni. Cicli di 6-8 settimane (intervallate da 8-10 settimane di scarico) di 3-10 g di creatina monoidrato al giorno con aggiunta di destrosio in polvere (10-15 g) e g 0,5 di vitamina C assunti con abbondante acqua costituisce un grande aiuto psico-fisico. Anche 2-3 cicli annuali da 15 giorni ognuno di vitamina B12 intramuscolo unitamente a 1 g di pappa reale (solo se tollerata) ed assunti di mattina sono veramente efficaci per stimolare la sintesi proteica ed aiutare il sistema nervoso negli sforzi profusi in palestra.

    LA SINERGIA MIASS DEI PROFILI CALORICI
    Vi consiglio di adottare un profilo calorico glucidico-proteico-lipido 60%-30%-10% (classico)
    nei giorni di allenamento e nel primo giorno di riposo, un più innovativo 40%-30%-30% (dieta a ZONA) nel secondo e terzo giorno di riposo dopo la seduta allenante ed un 30%-50%-20% nei rimanenti giorni. Questa organizzazione sinergica ed eterogenea di profili calorici ha l’enorme vantaggio di stimolare il metabolismo basale mantenendolo sempre elevato con il fine ultimo di disporre di una capacità d’assimilazione più selettiva, una sintesi proteica migliore ed una più efficace capacità lipolitica (migliore definizione muscolare).
    Vale la pena inoltre sperimentare sul proprio fisico un piano alimentare che prevede cicli
    alternati di iperalimentazione e ipoalimentazione della durata di 5-7 giorni ognuno (cicli di spinta anabolica). Per motivi legati a complessi meccanismi endocrini sembrerebbe, infatti, che una breve fase di iperalimentazione accompagnata da una altrettanto breve fase di ipoalimentazione possa produrre uno stimolo anabolico superiore. Inoltre la fase di ipoalimentazione preceduta dalla fase di iperalimentazione stimola esclusivamente la perdita di grasso in maniera massimale, intaccando in maniera minima gli incrementi di massa magra guadagnati nella fase ipercalorica. Precisamente il piano alimentare prevede 4 cicli così disposti: fase ipercalorica –fase ipocalorica – fase ipercalorica – fase ipocalorica. Terminati i quali ci si concede un mese di alimentazione di mantenimento per poi ripetere nuovamente i 4 cicli. Durante la fase ipocalorica, in cui i livelli energetici saranno molto bassi dato il repentino decremento calorico, è utile ridurre il volume di lavoro al minimo cercando però di mantenere massima l’intensità (due o tre esercizi multiarticolari per seduta andranno benissimo). Durante la fase ipercalorica è consigliabile aumentare la quantità di stretching effettuato durante le sedute di allenamento (effettuato sempre con continuità, gradualità e dolcezza). Tale pratica ha il vantaggio di migliorare l’assimilazione dei macro e micro nutrient i introdotti con la dieta da parte delle cellule muscolari, stimolando ulteriormente di fatto la crescita del ventre muscolare.


    Profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 40%-30%-30%
    Nel profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 40%-30%-30% ogni pasto dovrebbe essere bilanciato
    in queste proporzioni a parte quello precedente l’allenamento che dovrebbe essere
    prevalentemente glucidico. La modalità con cui sviluppare una personale tabella alimentare
    40%-30%-30% si basa sui seguenti passi:
    1.Calcolare i grammi di protidi che si vogliono assumere giornalmente moltiplicando il proprio
    peso in chilogrammi per un fattore 1,7 nel caso del periodo di ipoalimentazione, 2,35 nel caso del periodo di mantenimento, 3 nel caso del periodo di iperalimentazione.
    2.Moltiplicare i grammi di protidi sopra ottenuti per 4 per ottenere le Kcalorie giornaliere
    derivanti dalle proteine che saranno uguali alle Kcalorie derivanti dai lipidi.
    3.Dividere per 9 le Kcalorie derivanti dai lipidi per ottenere i grammi di lipidi giornalieri.
    4.Moltiplicare per 4/3 le Kcalor ie derivanti dalle proteine per ottenere le Kcalorie derivanti dai glucidi. Dividere quindi queste ultime per 3,75 ottenendo i grammi di glucidi giornalieri.
    5.Suddividere quindi l’introito globale in 5 pasti giornalieri.
    6.A questo punto, tramite delle tabelle alimentari che forniscano le quantità in grammi di
    glucidi, protidi e lipidi presenti nell’unità di peso dell’alimento considerato (generalmente ci si riferisce a 100 grammi di parte commestibile), si possono bilanciare le quantità in grammi dei vari alimenti in modo da rispettare la proporzione calorica 40-30-30 in ogni singolo pasto.

    Profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 60%-30%-10%
    Nel profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 60%-30%-10% l’assunzione dei carboidrati deve
    essere inversamente proporzionale all’avanzare della giornata. Discorso inverso per i grassi.
    L’andamento delle proteine invece deve essere costante durante tutta la giornata con un picco alla sera. La modalità con cui sviluppare una personale tabella alimentare 60%-30%-10% si basa sui seguenti passi:
    1.Calcolare i grammi di protidi che si vogliono assumere giornalmente moltiplicando il proprio
    peso in chilogrammi per un fattore 1,7 nel caso del periodo di ipoalimentazione, 2,35 nel caso del periodo di mantenimento, 3 nel caso del periodo di iperalimentazione.
    2.Moltiplicare i grammi di protidi sopra ottenuti per 4 per ottenere le Kcalorie giornaliere
    derivanti dalle proteine che saranno 3 volte rispetto alle Kcalorie derivanti dai lipidi (Kcalorie dei lipidi = Kcalorie dei carboidrati / 3).
    3.Dividere per 9 le Kcalorie derivanti dai lipidi per ottenere i grammi di lipidi giornalieri.
    4.Moltiplicare per 2 le Kcalorie derivanti dalle proteine per ottenere le Kcalorie derivanti dai
    glucidi. Dividere quindi queste ultime per 3,75 ottenendo i grammi di glucidi giornalieri.
    5.Suddividere quindi l’introito globale in 5 pasti giornalieri.
    6.A questo punto, tramite delle tabelle alimentari che forniscano le quantità in grammi di
    glucidi, protidi e lipidi presenti nell’unità di peso dell’alimento considerato (generalmente ci si riferisce a 100 grammi di parte commestibile), si possono bilanciare le quantità in grammi dei vari alimenti in modo da rispettare la proporzione calorica 60%-30%-10% in ogni singolo pasto.



    Profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 30%-50%-20%
    Nel profilo calorico glucidi-protidi-lipidi 30%-50%-20% ogni pasto dovrebbe essere bilanciato
    in queste proporzioni a parte il pasto prima dell’allenamento nel quale è bene prediligere i
    carboidrati. Questa tipologia di dieta è eccezionale per le gli atleti che tendono a ingrassare
    facilmente in quanto il basso apporto di carboidrati ed la parallela alta assunzione di proteine causa l’innalzarsi del metabolismo basale, velocizzando in tal modo l’effetto lipolitico e di conseguenza la definizione muscolare. La modalità con cui sviluppare una personale tabella alimentare 30%-50%-20% si basa sui seguenti passi:
    1.Calcolare i grammi di protidi che si vogliono assumere giornalmente moltiplicando il proprio
    peso in chilogrammi per un fattore 1,7 nel caso del periodo di ipoalimentazione, 2,35 nel caso del periodo di mantenimento, 3 nel caso del periodo di iperalimentazione.
    2.Moltiplicare i grammi di protidi sopra ottenuti per 4 per ottenere le Kcalorie giornaliere
    derivanti dalle proteine che saranno 2,5 volte rispetto alle Kcalorie derivanti dai lipidi (Kcalorie dei lipidi = Kcalorie dei protidi / 2,5).
    3.Dividere per 9 le Kcalorie derivanti dai lipidi per ottenere i grammi di lipidi giornalieri.
    4.Moltiplicare per 1,5 le Kcalor ie derivanti dai lipidi per ottenere le Kcalorie derivanti dai
    glucidi. Dividere quindi queste ultime per 3,75 ottenendo i grammi di glucidi giornalieri.
    5.Suddividere quindi l’introito globale in 5 pasti giornalieri.
    6.A questo punto, tramite delle tabelle alimentari che forniscano le quantità in grammi di
    glucidi, protidi e lipidi presenti nell’unità di peso dell’alimento considerato (generalmente ci si riferisce a 100 grammi di parte commestibile), si possono bilanciare le quantità in grammi dei vari alimenti in modo da rispettare la proporzione calorica 60%-30%-10% in ogni singolo pasto.


    ESEMPIO:
    Di seguito viene proposto un esempio concreto di piano alimentare con profilo calorico
    glucidi-protidi-lipidi 40%-30%-30% riferito ad un atleta di 63 chili. Sarà facile adattare i valori numerici al proprio peso corporeo applicando una semplice proporzione (Calorie incognite : calorie riportate = peso atleta in Kg : 63 Kg).





    Note generali
    I condimenti devono essere tutti a crudo. La carne ed il pesce devono essere cucinati nella
    maniera più semplice possibile. Le verdure possono essere bollite a piacimento e sempre senza sale. Due o tre volte a settimana si può sostitui re la carne del pranzo con 60-80 grammi di legumi che insieme alla pasta costituiranno una fonte di proteine di alta qualità.
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  2. #2
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    Sorpreso

    L'ULTIMA FRONTIERA: L'ALLENAMENTO ANCESTRALE
    Come è emerso dalle pagine di questo libro uno dei punti cruciali, sui quali si deve basare un allenamento per essere il più efficace possibile, è il giusto rapporto allenamento-recupero.
    Secondo il MIASS il rapporto tra giorni di allenamento e giorni di riposo va da 1/4 per atleti
    principianti fino a 1/10 per quelli prossimi ai limit i genetici. Studi recenti ed ancora in via di
    sperimentazione stanno indagando sulla bontà di un approccio che veda la seduta in palestra e il seguente recupero alla luce dei ritmi a cui erano sottoposti gli ominidi di trecentomila anni fa dai quali discendiamo. Da allora fisiologia e metabolismo non sono sostanzialmente cambiati e ancora adesso il nostro corpo sarebbe adatto allo st ile di vita dei nostri predecessori. Accostare quindi l'attività di un culturista a quella di un atavico cacciatore, cost retto ad un inseguimento strenuo della preda ed a una dieta da fame per due o tre giorni, seguiti da dodici-quattordici giorni di meritato riposo con a disposizione un apporto ipercalorico di nutrienti (la preda cacciata) che potesse consentire un totale ripristino delle capacità fisiche, ha un senso logico di indubbio fascino. In effetti questi nuovo studi stanno evidenziando come la macchina umana sia adatta a sopportare un lavoro di elevata intensità anche per tre giorni consecutivamente, tesi supportata dai complessi andamenti ormonali, che tramite mirate secrezioni endogene di ormoni steroidei e proteici, sono i reali artefici di queste riscoperte capacità energetiche. Questo significa che un culturista potrebbe affrontare tre giorni di allenamento consecutivi senza riscontrare sostanziali cali di rendimento muscolare. Egli poi potrebbe contemplare un periodo di riposo di dodici-quattordici giorni per poi ripetere il tutto senza soluzione di continuità. Questa prassi interessante ed affascinante si adatta splendidamente all'approccio MIASS. Le sedute della scheda principale e della 1ascheda di allenamento avanzato (nelle quali si allena tutto il corpo nell'arco di ogni seduta) infatti assomigliano molto come tipo di lavoro muscolare a quello effettuato dal nostro cacciatore dei primordi, cost retto infatti presumibilmente ad usare tutto il corpo per tentare di uccidere la preda. Per chi volesse sperimentare sul proprio fisico la prassi dell'allenamento ancestrale non deve far altro che attenersi a tutti gli accorgimenti fin qui consigliati nel libro con l'unica differenza di effettuare tre sedute nell'arco di tre giorni consecutivi e di riposare poi per dodici-quattordici giorni consecutivamente per poi ripetere il ciclo. Consiglio di affrontare prima la seduta C, poi la B ed infine la A in modo da affrontare gli stacchi stile sumo con il miglior recupero possibile. Praticamente quindi l'atleta potrebbe affrontare la seduta C il lunedì, la seduta B il martedì ed, infine, la seduta A il mercoledì della prima settimana e riposare fino al lunedì della terza settimana, giorno in cui dovrà affrontare nuovamente la seduta C. Il giorno dopo, martedì, la seduta B ed il mercoledì la seduta A e così via. Infine l'impostazione dietetica dovrebbe prevedere una fase ipocalorica nei tre giorni consecutivi di allenamento, una fase ipercalorica nella seguente settimana di recupero ed infine una dieta di mantenimento nei restanti giorni di riposo. Per quello che concerne l'aspetto più specificatamente applicativo rimangono validi i dettami esposti dalla sinergia MIASS dei profili calorici.

    FINE!!!
    Ultima modifica di TeckAndre; 06-01-2011 alle 09:00 PM

  3. #3
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    Hai chiesto all'autore il permesso di postare cio' che è coperto da Copyright?
    Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti

  4. #4
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    Ciao, pensavo che essendo un riassunto non fosse un problema, se ritieni meglio cancellare la discussione fai pure. Dato che non c'era stato questo problema neanche con i due testi di C.Thibaudeau che avevo postato qualche tempo fa pensavo fosse uguale. Lascio a voi moderatori decidere se è meglio lasciare o cancellare la discussione. Nel caso sia una cosa grave mi scuso, volevo solo aiutare il forum.

  5. #5
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    Ma quindi la discussione va cancellata o può essere lasciata?Giusto per sapere

  6. #6
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    Sto aspettando la risposta di BBH!
    Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti

  7. #7
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    Ok!Grazie

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