Concordo con tutti quelli che hanno dimostrato solidarieta' nei confronti di Marco Pantani. E' morto un atleta, ma prima di tutto e' morto un ragazzo di 34 anni la cui unica colpa e' stata quella di credere profondamente in cio' che faceva. Bastava guardarlo in faccia per capire com'era. Il fisico minuto, l'espressione da amicone, da ragazzo semplice che dimostrava tutto il suo amore per la bicicletta, ma che si e' ritrovato, come tanti altri, travolto dagli eventi. Raggiungere il successo con facilita', arricchirsi velocemente, dimagrire velocemente, studiare velocemente, mangiare velocemente. Tutte cose che ci vengono insegnate oggi. Se uno compra uno di quei libri stupidissimi sull'arricchirsi velocemente, se uno aderisce a quelle aziende che utilizzano la tenica del multilevel per far soldi rapidamente, se uno si iscrive ad un corso per recuperare 3 anni di scuola in uno, se uno spende migliaia di euro per dimagrire in uno di quei centri dove ti promettono di perdere peso e continuare a strafogarti di alimenti, se uno insomma tenta queste strade senza dimostrare impegno e determinazione, ma dimostrando solo di non avere carattere, nessuno dice niente. Ma se un atleta viene colto, o solo sospettato, di fare uso di sostanze dopanti per velocizzare o migliorare i propri progressi allora viene improvvisamente condannato da tutti. Non fa niente se ha ottenuto risultati con la fatica e col sudore, sputando sangue e rompendosi le ossa nel vero senso della parola. Non fa niente se ha dimostrato carattere recuperando da un brutto infortunio in cui si era spaccato una gamba e facendo vedere tutta la sua voglia di tornare a correre. Non fa niente se dalle espressioni che aveva sul viso mentre arrampicava traspariva tutta la fatica unita alla sofferenza che stava sopportando e ai dolori che solo lui conosceva, ma unita ancha alla voglia di arrivare per primo al traguardo. Qualcuno di quei grassoni ricconi che si fanno fare i trattamenti con l'elettrostimolatore spendendo un sacco di soldi, ha mai provato a dimostrare almeno un briciolo del carattere che ha dimostrato lui? Qualcuno di quelli che cercano tutte le scorciatoie per arricchirsi velocemente si e' mai rimboccato le maniche e ha sudato quanto lui? Cosi' pure tutte quelle persone che "credono nello sport", che "amano lo sport", si' ma solo a guardarlo dalla poltrona del salotto, e che esaltano solo quelli che riescono a vincere Giro d'Italia e Tour de France nel giro di 2 mesi. E fra queste persone sono inclusi anche gli sponsor i quali, ovviamente, non pagano il poveraccio che arriva sempre ultimo, pagano quello che arriva sempre primo. E se per caso quello che arriva sempre primo improvvisamente non e' piu' in grado di correre, per un motivo o per l'altro, tutti gli girano le spalle, visto che non muove piu' soldi come li muoveva prima. Gli unici che continuano a parlare di lui sono i giornali che sono specializzati nel buttar fango addosso alla gente pur di vendere e di far notizia. Gli stessi che l'avevano idolatrato prima e che adesso continuano a sfruttare la notizia della sua morte per vendere, non capendo che tante volte il silenzio vale piu' di mille parole perche' un campione come lo e' stato il nostro Marco Pantani merita solo rispetto, nient'altro.
Ciao Pirata!



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