capisco perfettamente il tuo discorso, una cosa che voglio dirti e che mi riallaccio alla mia affermazione precedente è che scienze politiche e ingegneria, economia, medicina, fisica e matematica ecc...non sono minimamente paragonabili. Perchè? Perchè l'impegno che ci si mette, che sia fancazzismo o meno, è assolutamente differente come il diverso sforzo che si impiega. Ma, a parte questo, la responsabilità dello studente medico o ingegnere (che sia meccanico, civile, gestionale, edile, ecc...) non credi che una volta raggiunta la sua figura professionale sia un tantino maggiore di chi studia scienze politiche proprio per il fatto che questi ultimi hanno maggior varietà di impiego, ma minor specificità?
Nello stesso modo, io che sono sordo (lo sono diventato a 6 anni, e sono quasi completo) a lezione non capisco assolutamente nulla di quello che dice il prof mentre spiega, nulla e torno a casa che devo studiarmi certi "mattoni" che mi fanno perdere tempo, perchè lo faccio? Perchè non mi importa quando prendo alla fine del percorso di studi, nè quanto ci metto, ma fare una cosa che mi gratifica e piace, e che a differenza di tantissimi sordi (io gli esami li faccio scritti, facendo anche il doppio scritto, per colpa del mio "problema tecnico") mi porta ad essere l'ultimo degli udenti ma uno dei primi sordi, perchè per tutti ( dai conoscenti ai più famosi medici) hanno riconosciuto l'impegno soprannaturale che metto ogni giorno, anche col rischio di gravi problemi di stress (non è un segreto per nessuno che sono stato più volte in psichiatria per stress e che ho avuto depressione per un paio d'anni).
Perciò sentirmi dire da persone udenti e sane, che ciò che faccio io è lo stesso che fanno loro è quasi come un'offesa...perdippiù se rientro a quei pochi 40-50 studenti di ingengeria udenti di ogni corso che seguo...





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