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Discussione: Bigger, Stronger, Faster: il nuovo film documentario sugli steroidi

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  1. #1
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    la traduzione e' esatta.
    io l'ho gia' visto ed e' veramente ottimo quel film!!

    una cosa che mi ha dato molto ma molto da pensare, le statistiche sulla mortalita' o su malattie (non ricordo bene) causate dagli steroidi sono veramente l'opposto di quello che mi aspettavo...
    must be top ten right? dice il tipo... e invece no...
    per gli interessati:
    http://isohunt.com/torrent_details/4...er?tab=summary
    Una volta ci si faceva il culo per vivere, ora è la vita a esser presa per il culo! [Heerokeem]

  2. #2
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    Calcola che devi calcolare anche il n° di persone che utilizzano le varie sostanze in proporzione.
    Cmq ci sono cose shockanti...è un film bellissimo.

  3. #3
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    secondo loro l'uso di anabolizzanti e' veramente diffuso in usa.
    sono rimasto shoccato...
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  4. #4
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    Intervista di approfondimento al regista del film:

    http://www.t-nation.com/free_online_...am_on_steroids

  5. #5
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    Il dvd è uscito in italia??

  6. #6
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    Predefinito Bigger, Stronger, Faster


    Ho avuto modo di vedere questo film-documentario che tanto scalpore ha suscitato nel nostro piccolo ambiente. Il film è incredibile, pazzesco. Non polemico, non rissoso, non moralizzatore, ma cinico. E… sì, triste. Quello che posso dire è di aver provato una enorme sensazione di squallore, e di tristezza per questo squallore. Fantastico.

    Invito tutti a guardare il film e a non fidarsi di quello che scrivo. Perché per quanto mi possa sforzare di essere obbiettivo, ognuno “vede” le cose filtrandole attraverso il proprio vissuto. Nessuno storico è veramente imparziale, la cronaca non esiste e gli eventi raccontati sono sempre, seppur in minima parte, interpretati da chi li racconta.

    Quello che scriverò sono mie considerazioni su quello che a me ha colpito. A me. Non a voi. Perciò… fatevi la vostra copia di backup e guardatelo.

    Sociocazzate

    Il film è per una platea americana, non europea né tanto meno italiana. Dovete tenere a mente sempre questo, e fare lo sforzo di calarvi nella realtà di questo strano paese che è l’America. Non potete, cioè, scindere il film dall’ambiente che racconta, né fare paragoni, perciò è necessaria una analisi “sociologica” del Fenomeno America.

    Ovviamente, io non sono titolato per farlo, e vi fornisco la mia personale visione, le mie sociocazzate. Poiché sembrerà che sono anti-americano, premetto questo: mi proponessero un lavoro identico a quello che ho, una casa media come quella che ho, una macchinaccia di ***** come quella che ho, il mio tenore di vita medio traslato in qualche sperduto paese dell’Indiana, io mi fionderei immediatamente in America.

    L’America, un paese in cui tutti pagano le tasse e contribuiscono al benessere di tutti e chi non le paga o froda il Fisco finisce in galera per secoli, portato dentro dall’FBI che gli mette le fascette ai polsi mentre gli vengono letti i diritti. L’America, un paese dove fa i soldi chi ha merito, dove si punta sul merito, dove si ostentano i soldi perché chi li ha fatti ha meritato di farli, dove si ottengono mutui per le idee, dove si investe nei giovani e nella ricerca. L’America dove la pena è certa (di sicuro se sei nero, meno se sei bianco), dove i gay hanno un enorme peso politico, dove un presidente che mente alla popolazione viene scaraventato fuori a calci.

    Prendiamo il buono dall’America, invece di fissarsi sempre sui soliti refrain con gli antiamericani che citano la sanità a pagamento e l’assenza di ammortizzatori sociali (verissimo e mai vorrei essere uno senza soldi, malato, in America) e con i filoamericani che vogliono importare la possibilità di licenziare sui due piedi e il liberismo assoluto.

    Noi, gli europei cinici e disincantati, noi, gli italiani furbi che non fanno la fila con l’assenza totale di senso dello Stato nel DNA guardiamo con sufficienza a questo popolo semplice che canta l’inno nazionale alle partite del Liceo e mangia la torta di mele dopo il barbecue.

    Proviamo un attimo a metterci nei panni di un americano che osserva i Km interminabili di rifiuti a Napoli visti in televisione, o un Tanzi che si lamenta del fatto che gli è stata inflitta una pena esagerata quando lo scandalo della Parmalat è stato enormemente più grande di quello della Enron. Cosa penserebbe del nostro sistema giudiziario dove la pena si perde nei meandri delle lungaggini burocratiche e dove un mafioso può uscire per decorrenza degli arresti preventivi, o del nostro sistema politico dove persone condannate in via definitiva continuano a rimanere murate alle loro poltrone.

    Non voglio fare della stupida demagogia, lo dico solo perchè voglio che il lettore sappia che mi sforzo di essere quanto più possibile imparziale, e di capire come stanno le cose.

    La storia

    Il film è la storia di 3 fratelli che da piccoli guardavano Hulk Hogan combattere sul ring, in pieno Reaganismo quando la retorica dell’America portatrice di Libertà contro il Comunismo era al massimo.

    I 3 ragazzi vorrebbero essere grandi e forti, vorrebbero essere come Hulk Hogan ma in realtà sono i soliti americani grassi provenienti da una famiglia di gente sovrappeso. Crescono, vengono a contatto con gli steroidi, li prendono. La loro storia si interseca con quella del “fenomeno steroidi” e ne affronta tantissime sfaccettature.

    Mi permetto di dire che non dovete cadere nella trappola di vedere il film centrato sugli steroidi in maniera “tecnica”, sul bodybuilding o sul powerlifting. Perché è una visione riduttiva del tutto.

    Il film mostra quello che già abbiamo affrontato moltissime volte: che non ci sono poi prove sulla tossicità, su effetti disastrosi per gli utilizzatori, che l’alcool e il fumo uccidono più persone di quanto non ne facciano le bombe. Classica carrellata con “morti da alcool 100000 persone l’anno” (invento il numero ma il senso è questo), “morti da tabacco 70000 persone l’anno, morti da steroidi, 3 persone l’anno”.

    Il film fa anche vedere come sia legale riempirsi di protesi, prendere medicine di tutti i tipi, tranquillanti a pioggia, emblematico è l’uso dei betabloccanti da parte dei musicisti. Viene fatto vedere come l’aviazione militare americana sia l’unica al mondo che fa utilizzare ai suoi piloti le go-pills, stimolanti per migliorare le prestazioni in combattimento (ok, qualche volta si fa un po’ di friendly fire, e qualcuno dei nostri schianta, ma si sa che i danni collaterali siano comuni a tutte le guerre, no?).

    Viene mostrato come, con l’approccio tipico americano, la soluzione al problema-steroidi sia stata la proibizione totale con pene impressionanti per chi detiene e spaccia. E lì in galera ci si rimane eh… e tutto questo, come sempre, non funziona perché l’uso di steroidi è in crescita.

    Il film, perciò, invita alla legalizzazione? O vuol derubricare l’uso delle bombe tramite il solito “ne uccide più l’alcool delle bombe?” o “non ci sono dati che gli steroidi facciano morire?”. Non avendo visto il film, avevo una opinione sbagliata.

    Mi permetto di dirvi: non fatevi fregare. Perché sebbene si parli di steroidi, il film permette molte altre considerazioni. L’intento è di denunciare quella che è una pazzesca stortura del Sistema.

    Perché le bombe sono socialmente condannate, denigrate, bandite quando poi il loro utilizzo è endemico? Perché un musicista, un artista non viene sminuito dall’uso dei suoi steroidi, betabloccanti, stimolanti, e un bodybuilder invece si? Perché un ballerino (di fatto un “atleta artistico”) che usa tonnellate di chimica per reggere allenamenti e spettacoli non viene svilito del suo ruolo mentre un powerlifter o un atleta di qualsiasi sporti viene chiamato cheater?

    E poi, perché vengono usate, le bombe? Solo il 15% degli utilizzatori è un atleta e il resto è il recreational gym rat, il tizio della palestra senza velleità competitive. Perché?
    Il film non risponde pienamente a queste domande, ma direttamente o indirettamente la risposta c’è. O, almeno, io me la sono data.

    Il pezzo che mi ha colpito di più è l’intervista ad Harrison Pope, uno psichiatra che ha studiato il bodybuilding. Mostra come, nei decenni, le action figures di G.I.Joe (i pupazzetti del ***** che a me non sono mai piaciuti, nemmeno da piccolo) sono diventati via via più muscolosi e grossi.

    Internet è meravigliosa e sudando un po’ su Google ho trovato l’articolo, assolutamente geniale. Però sono ancora alla ricerca di una risposta: i pupazzini, nel tempo, diventano più muscolosi. Perché? Chi inizia cosa?

    Mi sono sforzato, nella visione di questo film come nella lettura di tutta quella roba sull’uso e l’abuso di steroidi, di scindere la parte tecnica dalla parte delle motivazioni, il “come prendere gli steroidi” per capire se sia possibile un uso ed un abuso dal “perché prendere gli steroidi”.

    Bene, alla fine mantenere questa divisione mi è sempre più difficile, perché le bombe fanno parte di un meccanismo più grande, profondo, introspettivo. Sto scaricando materiale, leggendo tesi, articoli, e mi sto accorgendo che il bodybuilding è un tassello di un puzzle molto più grande che è la percezione di se stessi, e le bombe sono solo la punta di un problema più ampio: l’occidentalizzazione del Mondo crea eserciti di obesi ma al contempo crea un ideale di mascolinità sempre più “bodybuilder”, ma chi è la causa e chi l’effetto, ancora non l’ho capito.

    Provate a darvi voi la risposta. Forse, anche voi proverete la stessa sensazione di squallore e di tristezza.

  7. #7
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    The Average Joe is the key

    Il film è in inglese, non esiste la traduzione in italiano, ma mi sono scaricato il file dei sottotitoli, il VLC player che si è ingoiato il .srt (a differenza del cesso del Media Player che va configurato “con questa semplice guida” che non funziona) et voilà, anche un brocco linguistico come me può comprendere il tutto. Un po’ di rimaneggiamenti con Excel e alla fine voilà, un file Word con tutti i dialoghi in bella copia.

    Ecco alcuni estratti, quelli che a me sono piaciuti. Questo è l’inizio.

    “1984. I was just 12 years old and there was an explosion of ass-kicking in America. And like our Olympic athletes we set our sights on the stars and we’re going for the gold. I wanted to tear off my shirt and be ripped, tanned and larger than life. But in reality I was a fat, pale kid from Poughkeepsie.

    You see, I come from an overweight family. My parents were always a little on the heavy side.I couldn’t ask for a better mom. She did everything for her three boys. We went to church three times a week and she even taught Sunday school. My dad was always there for us too and he even coached our little league teams. I love my dad, but he was never really my hero. I didn’t want to be like him. I wanted to be like Arnold”.

    “1984. Avevo solo 12 anni e ci fu una esplosione di vincenti in America (ok, fa vedere gli atleti olimpici, Predator e Rambo, perciò ass-kicking non è “vincente”, ma non mi viene niente di meglio in mente) E come i nostri atleti olimpici guardammo le stelle (della bandiera) e puntammo all’oro (bleah che traduzione di *****, ma si capisce, vero?). Volevo strapparmi la maglietta e essere squartato, abbronzato e più grosso di quanto fossi. Ma invece ero un grasso e pallido bambino di Poughkeepsie.

    Capite, io vengo da una famiglia sovrappeso. I miei genitori sono sempre stati un po’ pesanti. Non avrei potuto chiedere per una mamma migliore. Ha fatto qualsiasi cosa per i suoi tre ragazzi. Andavamo in chiesa tre volte a settimana e a messa ogni domenica. Il mio babbo è sempre stato presente e perfono è stato l’allenatore della nostra piccola squadra. Voglio bene al mio babbo, ma non è mai stato veramente il mio eroe. Non volevo essere come lui. Volevo essere come Arnold.”

    I nostri tre ragazzi erano grassottelli da piccoli, ma da grandi non è che siano poi migliorati, anzi… steroidi o meno, sempre di gente sovrappeso stiamo parlando. Vedete il film, altrimenti pensate che stia parlando il brutto anatroccolo che si è trasformato in Brad Pitt. Vedono Hulk Hogan e vogliono essere come lui, si massacrano di allenamenti nella taverna, fino a che

    “My mom’s brother John was a bodybuilder and he gave me and my brothers our first muscle magazines and showed us how to work out. And the next Christmas instead of video games we got the Hulkamania workout set.”

    “Il fratello di mia mamma, John, era un bodybuilder e dette a me e ai miei fratelli le nostre prime riviste di bodybuilding e ci fece vedere come allenarsi. Il Natale successivo invece dei video game noi volemmo il set da allenamento Hulkmania.”

    Quello che parla è il fratello di mezzo, quello più grande ha i soliti problemi adolescenziali con risse varie e lo chiamano Mad Dog, quello più piccolo un problema di apprendimento e viene chiamato Smelly.

    Mad Dog diventa il capitano della squadra di football e il nostro amico (non mi ricordo come si chiama e non ho il film vicino, perciò lo chiamo Joe e non rompete le palle dato che scroccate gratis questo articolo che del resto io scrivo senza essere pagato perciò se dico che si chiama Joe e pensate che non sia preciso, guardatevi il film e postatemi il nome… ok ok ok, 4 righe di nulla) e Smelly invece si buttano sul powerlifting.

    Joe diventa fortissimo e c’è un video dove fa panca con 191Kg. Ok, ha sicuramente una specie di maglia da panca, però di sicuro le maglie dell’epoca non erano così performanti, perciò il nostro amico è… forte. Batte tutti i record dello stato, senza uso di steroidi di cui non ha bene idea di cosa siano.

    Il fratello più grande, invece, entrando nella squadra di football dell’università di Cincinnati inizia a prendere steroidi. Ecco cosa dice:

    “When I got to Cincinnati the practices were so grueling, much more than what I expected. Coaches would say, "you gotta get bigger, stronger, faster." Was it intimidating? - Oh, man, A lot different than I thought it was gonna be. He called me from Cincinnati and asked me for money for steroids. I said, "what do you need that for?" he says, "I can’t compete here."

    Quando arrivai a Cincinnati gli allenamenti erano così terribili (ok, “grueling” non so cosa significhi ma non ho il vocabolario…), molto di più di quanto mi aspettassi. Gli allenatori dicevano, “dovete essere più grossi, forti, veloci”. (Joe) Vi intimidiva questo? (Mad Dog) Oh, certo. Molto differente di come pensavo sarebbe stato. (Joe) Mi chiamò da Cincinnati e mi chiese soldi per gli steroidi. Dissi “a che ti servono” e mi disse “non posso competere qua”

    Poi...

    "Mad Dog quit college to pursue an even bigger dream. I couldn’t believe it. That was my big brother wrestling on T.V. Right hand by Bell. Oh, man! Mad Dog wanted to be a superstar, but he was what they call a "jobber." That’s the guy they pay to get beat up to make the other guys look good. He didn’t care, though. He was gonna get himself a contract and headline "Wrestlemania." But he never got the contract and eventually the W.W.E. stopped calling.

    Why did you think you didn’t make it? Probably mostly my own fault. I went from being a guy who used steroids to a guy who used steroids and pot. And I still needed to escape reality so I started taking ecstasy, cocaine, acid, painkillers.

    Mad Dog always told me that he’d rather be dead than average. And when he thought his dream was over he couldn’t cope with the failure. So I had a bottle of liquid lead, a bottle of NyQuil and four boxes of sleeping pills. I went down to the river down by the railroad tracks, parked my car, took everything. And he tried to walk into the Hudson river. So did you take all the sleeping pills? - Everything. - And the lead additive? There’s no way I should be alive right now. There’s no way.”

    “Mad Dog venne via dal college per impegnarsi in un sogno ancora più grande. Non ci potevo credere. C’era il mio fratellone che faceva wrestling in TV. Oddio! Mad Dog voleva essere una superstar, ma era quello che chiamano “jobber”. Il tizio che pagano per essere picchiato da altri tizi che così sembrano bravi. Non ci pensava, comunque. Entrò in trattative per un contratto con Wrestlermania. Ma non ottenne mai il contratto e la WWE smise di chiamarlo.
    (Joe) perché pensi di non avercela fatta? (Mad Dog) probabilmente, gran parte è stato un mio fallimento.

    Passai da essere un ragazzo che prendeva steroidi ad essere un ragazzo che prendeva steroidi e droga. E avevo anche bisogno di scappare dalla realtà, così iniziai a prendere ecstasy, cocaina, acido, antidolorifici.

    (Joe) Mad Dog mi ha sempre detto che avrebbe preferito essere morto che essere l’uomo medio. E quando capì che il suo sogno era andato non potè reggere il fallimento. (Mad Dog) così presi una bottiglia di “liquid lean” (boh… roba che fa male, un additivo per la benzina?), una bottiglia di NyQuil (un liquore? Io non bevo e conosco solo il limoncello e il centerbe) e quattro scatole di sonniferi. Andai giù al fiume, parcheggiai la macchina, presi tutto. E provai a camminare nell’Houdson. (Joe) prendesti tutti sonniferi? (Mad Dog) tutto (Joe) anche l’additivo? (Mad Dog) non c’è motivo per cui io dovrei essere vivo, adesso. Nessun motivo.”

    Più avanti nel film, Mad Dog dice

    “I got a great wife. I got a great family. But I wanted to be a famous wrestler and, you know, I wanted to live the life. I wanted to be on the road, travel, meeting people, making money, having fun– you know, living the life. He’ll break down and he’ll be crying and he’ll say, like, dad, the biggest fear I ever had in my life was being average Joe. And I’m 36 years old and that’s all I can see for myself."

    "Ho una moglie eccezionale. Ho una famiglia eccezionale. Ma volevo essere un wrestler famoso, capisci, volevo vivere la vita. Volevo essere on the road, incontrare gente, fare soldi, divertirmi. Capisci, vivere la vita. (il babbo di Mad Dog) Viene dentro e piange. E dice qualcosa come “babbo, la paura più grande che ho mai avuto nella mia vita è di essere average Joe, l’uomo medio. Ho 36 anni e questo è tutto quello che vedo per me stesso”

    Tenete a mente la storia singola di Mad Dog che si interseca con quella della Società.

    In un punto del film vengono fatti vedere degli spezzoni di Rocky 4, un film che io vidi in pieno Reaganismo, con l’America portatrice della Pace nel mondo e dei veri valori morali.

    “This is about values. It’s about our culture. It’s about who we define ourselves to be. When we want to define to a foreign country what we’re about and you’re gonna show a film, what would you go show? Hey, how about "Rocky IV"? There’s nothing more American than that.

    The big Russian trains in a high-tech facility with a whole team of scientists and trainers, and of course he takes steroids. Meanwhile, Rocky’s out there lifting logs, chopping wood, training in a barn the all-natural way, cause only Commies would take steroids, right? Sure, Sly, whatever you say.

    Truth is, steroids were the secret weapon that helped American fight the Russians on the Olympic battlefield.

    So if steroids actually helped America beat the commies, how did it get such a bad rap?”

    “Questo riguarda i valori. Riguarda La nostra cultura. Riguarda come noi ci definiamo essere. Quando vogliamo far capire ad un paese straniero come siamo e volete vedere un film, cosa vedrete? Hey, perché non Rocky IV? Non c’è niente di più americano di questi.

    Il grosso russo si allena in strutture high tech con un intero team di scienziati ed allenatori e, naturalmente, prende steroidi. Mentre Rocky è fuori a sollevare tronchi, tagliare legna, si allena in un casolare tutto in maniera natural, perché sono i Commies, i comunisti, prendono steroidi, vero? Sicuro, Sly, ogni cosa che dici. La verità è che gli steroidi furono l’arma segreta che aiutò gli americani a combattere i russi sul campo di battaglia olimpico.

    Perciò se gli steroidi aiutarono l’America a battere i comunisti, perché hanno ricavato questa così cattiva reputazione?”

    Fa riflettere, vero? Perché? C’è tutto un pezzo che fa vedere come gli steroidi siano stati banditi con lo Steroid Act degli anni ’90. E, ripeto, lì non si scherza, non è come qua che ci sono 1000 cavilli e postille. Non sono critico verso il nostro sistema giudiziario, anche se sarebbe facile fare della demagogia purissima, è solo una constatazione.

    Una conseguenza di questo è nell’intervista seguente

    “(dr. Norm Fost) Please produce a single article that shows any of this in any scientific way," can’t do it. Dr. Norm Fost is a professor of medical ethics with a research focus on performance-enhancing drugs.(dr. Norm Fost) So I’m not denying that there aren’t some serious adverse effects from anabolic steroids. It’s just that we haven’t been able to demonstrate any of them. Maybe that’s because we don’t study them. One of the problems with the ban on steroids is that it’s impossible to do the kind of research that would answer these questions."

    “(dr. Norm Fost) per favore trovate un singolo articolo che faccia vedere questo in maniera scientifica (che gli steroidi fanno male). Il dr Norm Fost è un professore di etica medica con una ricerca focalizzata sulle droghe che aumentano le prestazioni. (dr Norm Fost) Non sto dicendo che non ci sono effetti pericolosi dagli steroidi anabolizzanti. Dico solo che non siamo capaci di dimostrarne alcuno. Forse è perché non li studiamo. Uno dei problemi con la proibizione degli steroidi è che è impossibile fare il tipo di ricerca che potrebbe rispondere a queste domande”

    Questo discorso non piace a nessuno dei sostenitori della pericolosità tout-court degli steroidi, ma è il corretto approccio che uno scienziato serio vi farà sempre: non ci sono elementi. Ma il non avere elementi non è una pecca della Scienza, ma un suo pregio. Non è possibile giudicare senza fatti, fatti che devono sottostare dei criteri formali.

    Il problema è che “non avere elementi” viene interpretato con “non ci sono effetti pericolosi” dai sostenitori delle bombe, e come “gli scienziati non ci capiscono un *****” dai detrattori. Posizioni entrambe sbagliate.

    Ecco un pezzo dell’intervista a Louie Simmons, un geniale allenatore di powerlifting di oltre 50 anni, “inventore” del metodo Westside, una persona innovativa sotto molti punti di vista. Il discorso, nella sua crudezza, si innesta in un quadro più ampio.

    “Is it something I should be morally battling or should I be fine with doing it? Your morals are your morals, not mine. Who am I to judge you? And who are you to judge me? You want to be strong or you want to be weak? But you can’t be strong without doing steroids? You can’t be as strong as possible. If you want to reach the top you’re gonna have to do it. Everybody thinks anabolic steroids is the easy way out. The people that train with anabolic steroids train way harder than people that don’t.”

    “E’ qualcosa per cui dovrei essere moralmente in conflitto o dovrei essere a posto nel farlo? La tua morale è la tua morale, non la mia. Chi sono io per giudicare te? E chi sei tu per giudicare me? Vuoi essere forte o vuoi essere debole? Ma puoi essere forte senza usare gli steroidi? Tu vuoi essere più forte che sia possibile. Se vuoi raggiungere il top devi farlo. Tutti pensano che gli steroidi anabolizzanti siano la via facile per riuscire. Le persone che si allenano con gli steroidi anabolizzanti si allenano più duramente delle persone che non li usano”

    Lasciamo perdere per un attimo il discorso “morale”, tecnicamente gli steroidi sono dei “potenziatori”, perciò chi li prende ha la possibilità di allenarsi di più e non ha senso non farlo: chi si bomba si allena in maniera più intensa di chi non si bomba, perché può farlo.

    L’affermazione che ho fatto è vera, se eliminate il moralismo del sano olio di gomito quando la leggete.

    Ma cosa alimenta la Macchina della Morte degli steroidi? (vi ricordate la Macchina della Morte di Daitarn III? Quella, intendo). Un primo indizio.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da IronPaolo Visualizza Messaggio

    Ho avuto modo di vedere questo film-documentario che tanto scalpore ha suscitato nel nostro piccolo ambiente. Il film è incredibile, pazzesco. Non polemico, non rissoso, non moralizzatore, ma cinico. E… sì, triste. Quello che posso dire è di aver provato una enorme sensazione di squallore, e di tristezza per questo squallore. Fantastico.

    Invito tutti a guardare il film e a non fidarsi di quello che scrivo. Perché per quanto mi possa sforzare di essere obbiettivo, ognuno “vede” le cose filtrandole attraverso il proprio vissuto. Nessuno storico è veramente imparziale, la cronaca non esiste e gli eventi raccontati sono sempre, seppur in minima parte, interpretati da chi li racconta.

    Quello che scriverò sono mie considerazioni su quello che a me ha colpito. A me. Non a voi. Perciò… fatevi la vostra copia di backup e guardatelo.

    Sociocazzate

    Il film è per una platea americana, non europea né tanto meno italiana. Dovete tenere a mente sempre questo, e fare lo sforzo di calarvi nella realtà di questo strano paese che è l’America. Non potete, cioè, scindere il film dall’ambiente che racconta, né fare paragoni, perciò è necessaria una analisi “sociologica” del Fenomeno America.

    Ovviamente, io non sono titolato per farlo, e vi fornisco la mia personale visione, le mie sociocazzate. Poiché sembrerà che sono anti-americano, premetto questo: mi proponessero un lavoro identico a quello che ho, una casa media come quella che ho, una macchinaccia di ***** come quella che ho, il mio tenore di vita medio traslato in qualche sperduto paese dell’Indiana, io mi fionderei immediatamente in America.

    L’America, un paese in cui tutti pagano le tasse e contribuiscono al benessere di tutti e chi non le paga o froda il Fisco finisce in galera per secoli, portato dentro dall’FBI che gli mette le fascette ai polsi mentre gli vengono letti i diritti. L’America, un paese dove fa i soldi chi ha merito, dove si punta sul merito, dove si ostentano i soldi perché chi li ha fatti ha meritato di farli, dove si ottengono mutui per le idee, dove si investe nei giovani e nella ricerca. L’America dove la pena è certa (di sicuro se sei nero, meno se sei bianco), dove i gay hanno un enorme peso politico, dove un presidente che mente alla popolazione viene scaraventato fuori a calci.

    Prendiamo il buono dall’America, invece di fissarsi sempre sui soliti refrain con gli antiamericani che citano la sanità a pagamento e l’assenza di ammortizzatori sociali (verissimo e mai vorrei essere uno senza soldi, malato, in America) e con i filoamericani che vogliono importare la possibilità di licenziare sui due piedi e il liberismo assoluto.

    Noi, gli europei cinici e disincantati, noi, gli italiani furbi che non fanno la fila con l’assenza totale di senso dello Stato nel DNA guardiamo con sufficienza a questo popolo semplice che canta l’inno nazionale alle partite del Liceo e mangia la torta di mele dopo il barbecue.

    Proviamo un attimo a metterci nei panni di un americano che osserva i Km interminabili di rifiuti a Napoli visti in televisione, o un Tanzi che si lamenta del fatto che gli è stata inflitta una pena esagerata quando lo scandalo della Parmalat è stato enormemente più grande di quello della Enron. Cosa penserebbe del nostro sistema giudiziario dove la pena si perde nei meandri delle lungaggini burocratiche e dove un mafioso può uscire per decorrenza degli arresti preventivi, o del nostro sistema politico dove persone condannate in via definitiva continuano a rimanere murate alle loro poltrone.

    Non voglio fare della stupida demagogia, lo dico solo perchè voglio che il lettore sappia che mi sforzo di essere quanto più possibile imparziale, e di capire come stanno le cose.

    La storia

    Il film è la storia di 3 fratelli che da piccoli guardavano Hulk Hogan combattere sul ring, in pieno Reaganismo quando la retorica dell’America portatrice di Libertà contro il Comunismo era al massimo.

    I 3 ragazzi vorrebbero essere grandi e forti, vorrebbero essere come Hulk Hogan ma in realtà sono i soliti americani grassi provenienti da una famiglia di gente sovrappeso. Crescono, vengono a contatto con gli steroidi, li prendono. La loro storia si interseca con quella del “fenomeno steroidi” e ne affronta tantissime sfaccettature.

    Mi permetto di dire che non dovete cadere nella trappola di vedere il film centrato sugli steroidi in maniera “tecnica”, sul bodybuilding o sul powerlifting. Perché è una visione riduttiva del tutto.

    Il film mostra quello che già abbiamo affrontato moltissime volte: che non ci sono poi prove sulla tossicità, su effetti disastrosi per gli utilizzatori, che l’alcool e il fumo uccidono più persone di quanto non ne facciano le bombe. Classica carrellata con “morti da alcool 100000 persone l’anno” (invento il numero ma il senso è questo), “morti da tabacco 70000 persone l’anno, morti da steroidi, 3 persone l’anno”.

    Il film fa anche vedere come sia legale riempirsi di protesi, prendere medicine di tutti i tipi, tranquillanti a pioggia, emblematico è l’uso dei betabloccanti da parte dei musicisti. Viene fatto vedere come l’aviazione militare americana sia l’unica al mondo che fa utilizzare ai suoi piloti le go-pills, stimolanti per migliorare le prestazioni in combattimento (ok, qualche volta si fa un po’ di friendly fire, e qualcuno dei nostri schianta, ma si sa che i danni collaterali siano comuni a tutte le guerre, no?).

    Viene mostrato come, con l’approccio tipico americano, la soluzione al problema-steroidi sia stata la proibizione totale con pene impressionanti per chi detiene e spaccia. E lì in galera ci si rimane eh… e tutto questo, come sempre, non funziona perché l’uso di steroidi è in crescita.

    Il film, perciò, invita alla legalizzazione? O vuol derubricare l’uso delle bombe tramite il solito “ne uccide più l’alcool delle bombe?” o “non ci sono dati che gli steroidi facciano morire?”. Non avendo visto il film, avevo una opinione sbagliata.

    Mi permetto di dirvi: non fatevi fregare. Perché sebbene si parli di steroidi, il film permette molte altre considerazioni. L’intento è di denunciare quella che è una pazzesca stortura del Sistema.

    Perché le bombe sono socialmente condannate, denigrate, bandite quando poi il loro utilizzo è endemico? Perché un musicista, un artista non viene sminuito dall’uso dei suoi steroidi, betabloccanti, stimolanti, e un bodybuilder invece si? Perché un ballerino (di fatto un “atleta artistico”) che usa tonnellate di chimica per reggere allenamenti e spettacoli non viene svilito del suo ruolo mentre un powerlifter o un atleta di qualsiasi sporti viene chiamato cheater?

    E poi, perché vengono usate, le bombe? Solo il 15% degli utilizzatori è un atleta e il resto è il recreational gym rat, il tizio della palestra senza velleità competitive. Perché?
    Il film non risponde pienamente a queste domande, ma direttamente o indirettamente la risposta c’è. O, almeno, io me la sono data.

    Il pezzo che mi ha colpito di più è l’intervista ad Harrison Pope, uno psichiatra che ha studiato il bodybuilding. Mostra come, nei decenni, le action figures di G.I.Joe (i pupazzetti del ***** che a me non sono mai piaciuti, nemmeno da piccolo) sono diventati via via più muscolosi e grossi.

    Internet è meravigliosa e sudando un po’ su Google ho trovato l’articolo, assolutamente geniale. Però sono ancora alla ricerca di una risposta: i pupazzini, nel tempo, diventano più muscolosi. Perché? Chi inizia cosa?

    Mi sono sforzato, nella visione di questo film come nella lettura di tutta quella roba sull’uso e l’abuso di steroidi, di scindere la parte tecnica dalla parte delle motivazioni, il “come prendere gli steroidi” per capire se sia possibile un uso ed un abuso dal “perché prendere gli steroidi”.

    Bene, alla fine mantenere questa divisione mi è sempre più difficile, perché le bombe fanno parte di un meccanismo più grande, profondo, introspettivo. Sto scaricando materiale, leggendo tesi, articoli, e mi sto accorgendo che il bodybuilding è un tassello di un puzzle molto più grande che è la percezione di se stessi, e le bombe sono solo la punta di un problema più ampio: l’occidentalizzazione del Mondo crea eserciti di obesi ma al contempo crea un ideale di mascolinità sempre più “bodybuilder”, ma chi è la causa e chi l’effetto, ancora non l’ho capito.

    Provate a darvi voi la risposta. Forse, anche voi proverete la stessa sensazione di squallore e di tristezza.

    Ma esistono i sottotitoli in italiano per questo film? Thank's

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