Prendo in considerazione chi invece ha la capacità di dare un giudizio oggettivamente decente di se, perchè la sua capacità di giudicarsi gli permetterà di darsi un obbiettivo sfidante quanto basta da essere perseguibile.
Chi possiede questa capacità è come se riuscisse a calcolare una distanza fra il “vorrei essere” e il “sono” al limite delle sue possibilità ma comunque realizzabile. Così facendo riesce a conseguire dei risultati, ma questi risultati sono ottenuti ad un prezzo talvolta troppo elevato. La capacità di darsi obbiettivi sfidanti ma non impossibili è perciò un possibile innesco dell'OT.
Inizia percià tutto da qui: l'automiglioramento, un sentimento normalmente positivo, si trasforma ad un certo punto in negativo.
Questa capacità è una caratteristica psicologica fondamentale e, credo, innata: il nostro amico è molto determinato e razionale, sa di essere bravo e di poter cogliere risultati che per lui sono importanti, magari supportate da altri “successi” già conseguiti. Può apparire sfrontato e presuntuoso, ma non lo è.
Può anche subire la pressione psicologica del giudizio di altri, i suoi obbiettivi possono essere condizionati da altri (una forma di debolezza, in fondo), ma ha questa capacità di sfidarsi in cose complicate ma non impossibili.
Meno si ha questa capacità, meno si rischia di andare OT.
La capacità di perseverare
Ma quanti ce ne sono che vorrebbero essere forti e grossi? Migliaia, milioni... mica tutti però sviluppano una patologia di questo tipo! Perchè fra dire di voler essere in un certo modo e lottare per diventarci c'è nel mezzo la capacità di perseverare, di mantenere la barra a dritta fino alla meta anche se il mare è tempestoso.
Molti chiacchierano, molti si lamentano di essere frustrati, molti sono dei palloni gonfiati che pensano di fare molto. Molti, cioè, alla prova dei fatti, non hanno la capacità di “girare” nello schema, di percorrerlo non una o due volte, ma decine, centinaia.
Di sicuro non va in OT il tizio “ehi raga, vorrei gli addominali in fuori per il mare”. Questo sarà forse un frustrato che andrà forte con la macchina per compensare il suo fisico percepito (da lui) come scarso oppure si farà anche un cicletto di bombe che gli consiglia l'amico dell'amico (“non fanno male perchè servono per asciugarti, non per diventare grosso”).
Il nostro candidato perfetto all'OT ha capacità di perseverare, di impegnarsi, nel tempo. Perchè sa quello che vuole e non ha paura a farsi il culo. Ha una visione eroica dell'allenamento, del sacrificio e del dolore. Questo tipo non teme il dolore, lo ricerca, lo sfida e terminare un allenamento durissimo è una vittoria contro le avversità, una prova che rafforza il carattere.
Non salta un'allenamento, trova sempre il tempo per allenarsi. Se deve saltare, recupera in qualche maniera. E' concentrato durante le sedute, non chiacchiera, non gli frega nulla di socializzare. Tendenzialmente, non è mai pienamente soddisfatto dei suoi risultati, e anche se va tutto bene, qualcosa sarebbe potuta andare meglio, sempre. E' uno di quelli coriacei tanto da farsi molto male, perchè riesce a consumarsi fino all'osso se pensa che sia necessario.
Permettetemi... sono proprio quelli con le palle che vanno OT, perchè hanno la capacità di spremersi, ancora, e ancora, e ancora. Non tutti sono così, non tutti possono andare OT. Mi accorgo che questa capacità la ritrovo in tutti quelli che esibiscono tratti di OT.
Le doti fisiche
Più si è forti, più si è allenati, più l'OT sarà devastante. Perchè chi è forte riesce a spremersi di più di uno che non lo è.
Uno più veloce di altri, o che solleva di più, o che è più bravo in un tuffo o in un volteggio ha lo stesso DNA di un sedentario fradicio. Ossa, tessuti connettivi, cartilagini, organi interni, tutti elementi che poco si prestano ad essere allenati. Perciò chi corre più veloce grazie alle sue doti e ad anni di allenamento ha sviluppato capacità neuromuscolari superiori, ma i suoi reni, il suo fegato, i suoi menischi sono praticamente identici a quelli di una persona normale ma subiscono stress abnormi rispetto alla normalità.
Sovra-allenarsi per definizione implica un carico di lavoro eccessivo per le capacità di recupero. Immaginatevi gente del genere che livelli parossistici di stress riesce a generare!
In più, queste persone hanno una capacità di sopportazione del training incredibilmente elevata, e si accorgono di essere OT quando altri sarebbero già sepolti da tempo. Un ragazzo meno dotato si fermerà prima di raggiungere effetti così negativi: una tonsillite, un raffreddore pesante, piccoli infortuni. Tutti segnali che il corpo manda ma che se siete dotati potrete sicuramente bypassare.
L'OT è particolarmente devastante per l'atleta intermedio. Affermo, con molta tristezza, che il riuscire ad ottenere buoni risultati dopo un OT è, a mio personalissimo avviso, il marchio a fuoco che caratterizza il passaggio da intermedio ad avanzato, che voi siate un campione olimpico oppure uno che in palestra ha una prestazione di panca fuori dal comune.
Non occorre essere forti per andare in OT, ma se lo siete l'effetto sarà più frizzante e spumeggiante.
Tiriamo le somme
Ecco perciò il profilo del tizio con elevata probabilità di andare OT:
Ma chi è questo tizio se non lo stereotipo dell'”atleta”? Chi se non un atleta è fatto in questo modo? Se non fosse fatto così, come può sperare di vincere? Proprio per questo l'OT è la Bestia Nera degli atleti, perchè sono proprio tutte queste doti positive che possono generare un effetto negativo!
- Capacità di giudicare correttamente se stesso.
- Aspettative di miglioramento elevate.
- Capacità di darsi degli obbiettivi molto sfidanti, al limite delle proprie possibilità ma fattibili.
- Risultati conseguiti importanti che rafforzano le caratteristiche sopra descritte.
- Capacità di perseverare e di mantenere gli impegni presi, specialmente con se stesso, nel tempo
- Doti fisiche medio-alte, specializzazione data dall'allenamento
Cambiate la parola “atleta” con “manager di successo” o, meno simpaticamente, “carrierista in azione”. A parte l'ultimo punto che è una caratteristica fisica, il manager rampante è fatto così. Infatti può sviluppare un suo OT, che esibisce tratti comuni con quello degli atleti. Mai visto uno che al lavoro fa il botto? Ecco, c'è chi si fa male con l'allenamento, chi con il lavoro.
Il nuovo “atleta”
Il profilo “atleta” è proprio di molte persone che non hanno le doti per essere “atleta”. In ambito sportivo queste persone non potrebbero andare OT perchè la selezione naturale le falcerebbe in partenza, la barriera fisica d'ingresso data dalle doti necessarie per competere li taglierebbe fuori da ogni speranza di potersi allenare e così di andare OT.
In altre parole, uno che zappa invece di correre, fa il frangiflutti invece di nuotare, centra con la palla gli spettatori invece del canestro ha ben poche speranze di continuare nello sport per un tempo sufficiente a sviluppare i tratti dell'OT. Capisce da se che non è portato!
La palestra porta nuova linfa all'OT perchè ha a che fare con il fisico e la prestazione, utilizza gli stessi protocolli e le stesse metodiche di allenamento e rigenerazione proprie del mondo sportivo, ma richiede molte meno doti specifiche. In altre parole, moltissimi possono ottenere qualcosa di buono a partire da una base fisica che non permetterebbe loro di eccellere da altre parti.
Diciamolo: il fisico palestrato, riferimento sociale, non necessita di altissime doti psico-fisiche. Non prendetevela, è così: guardate le Olimpiadi, gente fortissima ha fisici con cui nessuno di noi ci si scambierebbe e, viceversa, in palestra si vedono fisici statuari che alla prova dei fatti non sono correlati con prestazioni sportive di rilievo.
La palestra abbassa le caratteristiche fisiche necessarie per creare l'OT, spostando in basso il livello di “atleta”. Perciò aumentano i potenziali “atleti” che possono andare in OT, anche se a livelli non pericolosi come quelli di un atleta di alto livello.
Ciò non toglie che ci si possa scottare parecchio: la ricerca di un ben preciso risultato ritenuto importante, nei pesi, nella bicicletta, nel nuoto, in uno sport qualunque effettuato a livello amatoriale ma con la dedizione di un professionista può indurre uno stato di OT.
Un esame di coscienza, vi prego!
Vi chiedo adesso due cose:
Se però voi andate in palestra e avete il profilo dell'atleta che ho descritto potete sviluppare un OT.
- La prima è la capacità di osservare il prossimo, con onestà. Quante persone conoscete che sono fatte come ho descritto? Io dico proprio poche. Perciò, pensateci molto prima di fare una diagnosi di OT a uno un po' nervoso perchè non rende in palestra. Solo persone come l'ipotetico amico che ho descritto riescono a farsi veramente male con l'allenamento! Per questo l'OT è sempre poco diffuso! Ed è per questo che mi in(beep) quando sento parlare di OT in maniera semplicistica e superficiale!
- La seconda è la capacità di giudicare voi stessi, con onestà E umiltà. Voi siete come il tizio che ho descritto? Ok, se non lo siete, i vostri fallilmenti in palestra sono da imputarsi ad altre cause se non l'OT. Banalmente, non sapete allenarvi bene, oppure non siete fatti per questa attività. Pensateci. Io ho conosciuto centinaia di persone del mondo dei pesi, molte anche veramente dotate, ma poche hanno queste caratteristiche.
Come si manifesta l'OT
La manifestazione dell'OT che descriverò è generica, e vale per tutti gli sport. Vi prego di cercare di “sentire” le sensazioni che descrivo, di fare dei raffronti con quello che vi è capitato.
Non fate però come quelli che leggono i sintomi di una malattia su internet e pensano di averla. Anche io qualche volta ho vampate di calore, nausee e vomito, sbalzi d'umore e penso di avere un corpo disgustoso, ma non significa che sia incinta.
I tre grafici mostrano un ipotetico andamento nel tempo di Prestazioni, Stanchezza, Umore. Nella parte a sinistra le prestazioni che chiedete al vostro corpo hanno dei picchi dovuti a test, gare, allenamenti impegnativi o quello che volete. La vostra stanchezza complessiva segue senza problemi il vostro livello prestativo e di conseguenza l'umore che può o non può essere influenzato dall'allenamento.
Tutto rimane nella norma, e siete in equilibrio.
In un certo periodo però, per un motivo o una serie di motivi CHE VOI DOVETE IDENTIFICARE, la stanchezza comincia ad aumentare e le prestazioni a calare. Questo non è l'OT, ma è il suo inizio.
La difficoltà è che si confonde con quello che si chiama overreaching, cioè un affaticamento momentaneo causato da una richiesta eccessiva alle vostre risorse nell'allenamento.




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