Ho sempre visto la spalla come una specie di miracolo: l'instabilità è necessaria per poter essere mobile, e la sua stabilizzazione è data, oltre che dai vari legamenti, essenzialmente da tutta una serie di muscoletti che tengono insieme i vari pezzi, 19 sui 54 totali che compongono l'arto superiore.
Articolazione della spalla, in alto vista laterale, in basso vista superiore
A che servono le ossa fatte così?
Questa è la domanda. Perchè la scapola non è ancorata a nulla? Perchè la clavicola è fatta così? Lasciamo stare per un momento la forma della scapola, e illustriamo qualche esempio.
Questa è una abduzione dell'omero: l'omero ruota, e la scapola lo “segue” mentre la clavicola ruota sullo sterno, verso l'alto. Notate come la scapola ruoti ma anche trasli, e di parecchio. Provate a filmarvi voi stessi o a chiedere a qualcuno di alzare un braccio mentre voi lo guardate da dietro, sarete sorpresi di quanto la scapola si sposti.
In questo disegno ho messo a confronto la posizione finale con rotazione della scapola (a sinistra) e senza rotazione della scapola (a destra, una situazione irreale). Da notare:
Di seguito un movimento di anteroposizione, cioè sto ruotando il moncone della spalla destra in avanti (ho rappresentato clavicola e scapola dall'alto, il cerchio nero è la testa dell'omero.
- Se la scapola non ruota l'omero non riesce a “girare” bene, e va a cozzare contro l'acromion: rotazione della scapola ed elevazione della scapola e della clavicola garantiscono una abduzione completa. E' impossibile non ruotare la scapola, ma è sicuramente possibile ruotarla male. A seconda della nostra abilità, perciò, comprimeremo o meno tutto quello che passa sotto la volta acromiale, un punto importante nelle lesioni della cuffia dei rotatori.
- La scapola, ruotando, “segue” l'omero garantendo la miglior superficie di appoggio possibile: la freccia rossa è una ipotetica forza compressiva dell'omero (un peso, una Kettelbell, un secchio pieno di cemento che state passando al vostro amico che vi sta murando il tetto). Senza stare a fare tante speculazioni di Fisica, a sinistra è evidente che l'omero abbia una buona base di appoggio contro la scapola e che ci sia una buona resistenza alla forza esterna, mentre a destra l'omero tende a lussarsi dalla scapola e il contrasto meccanico della forza esterna è ben più scarso, e necessita di una struttura muscolare o legamentosa aggiuntiva per mantenere la testa dell'omero in sede
L'omero va in avanti e contemporaneamente la scapola trasla a destra ed in avanti, mentre la clavicola si sposta in avanti.
Notate come anche in questo caso la scapola si sposti per garantire la miglior superficie di appoggio dell'omero. Questo movimento sarebbe impossibile senza una mobilità così spinta della scapola stessa: in pratica ho un osso, la clavicola, che si muove “poco” e un altro, la scapola, che si muove molto.
L'acromion e la parte acromiale della clavicola costituiscono la volta di questa articolazione.
I muscoli che muovono la scapola
Ma se la scapola non è ancorata a nulla, come fa a non schizzare via? Ci sono dei muscoli che la tengono lì!
Superficialmente, cioè visibili all'esterno, la scapola è tenuta in posizione dal trapezio, quel muscolo che parte dalla nuca e dalla colonna vetebrale, con dei fasci che decorrono dall'alto verso il basso, orizzontalmente, e dal basso verso l'alto (guardatevi un bel libro di anatomia, io nel disegno a destra ho riportato una schematizzazione). Il trapezio ha molti punti di contatto con le ossa della spalla, e per quanto riguarda la clavicola si articola sulla spina scapolare.
Il trapezio, pertanto, ha la capacità di elevare la scapola, di farla ruotare (se consideriamo il disegno che è una scapola destra, la fa ruotare in maniera antioraria) e di traslarla verso la spina dorsale.
Un altro muscolo importante è l'elevatore della scapola, che decorre posteriormente lungo il collo e si articola sempre sulla scapola stessa, con funzioni di elevazione.
Negli strati profondi, cioè ricoperti dal trapezio e da altri muscoli, troviamo il romboide e il serratus o grande dentato.
Il primo si articola sulla parte laterale-interna della scapola e poi sulla spina dorsale, l'altro sulla parte laterale esterna per poi collegarsi alle costone, lateralmente al torace. Se alzate un braccio e con l'altro vi toccate ai lati del pettorale, sotto l'ascella, quel muscolo che ricopre le costole... prosegue fin dietro la scapola.
Questi due muscoli sono detti fissatori della scapola, e una loro inefficienza per qualsiasi motivi porta alle scapole alate (ora non venite a dirmi che se fate esercizi per questa roba le scapole alate se ne vanno... può essere come non essere). Questi due muscoli sono responsabili della rotazione e della traslazione della scapola.




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