Quadricipiti
C’è chi pensa che lo squat sia un esercizio “per le cosce”, identificando con questa frase i muscoli quadricipiti. L’affermazione è vera solamente in parte.
Nel disegno sopra riportato viene descritto il funzionamento dei quadricipiti nel movimento di squat.: i quadricipiti si contraggono e fanno ruotare il femore intorno all’articolazione del ginocchio (in realtà il quadricipite fa ruotare la tibia intorno al femore, ma qui la tibia è immobile poiché i piedi non si muovono).
I quadricipiti sono responsabili della variazione dell’angolo femore tibia, in rosso a sinistra. Quando l’angolo si apre il corpo ruota in senso orario intorno al ginocchio. A destra l’effetto dell’uso esclusivo dei quadricipiti: una rotazione ma non una traslazione verticale. Si capisce che per mettersi in piedi siano necessari ma non sufficienti. Tirate di quadricipiti, vi troverete decapitati a terra.
Chiaramente vengono coinvolti tutti gli altri muscoli stabilizzatori del femore, in modo che questo non si sposti sul piano orizzontale: adduttori, abduttori, sartorio e tutti gli altri.
Glutei e femorali
Il gruppo principale che è coinvolto nello squat è dato dal blocco glutei-femorali, probabilmente il blocco di muscoli più potenti di tutto il corpo umano.
L’azione combinata del grande gluteo, piccolo gluteo, bicipite femorale, semitendinoso, semimembranoso, cioè di tutti i muscoli che stanno sotto le cosce e che chiamiamo femorali o ischiocrurali (che si attaccano sull’ischio), crea una forza che fa ruotare le anche e tutta la parte superiore del corpo rispetto al femore, come si vede in figura a sinistra. In pratica, glutei e femorali sono responsabili della variazione dell’angolo schiena-femore.
Chiaramente anche questi muscoli sono necessari ma non sufficienti per un corretto movimento di squat: a destra si vede l’effetto dell’esclusivo uso dei glutei e femorali: una rotazione ma non una traslazione verticale, anche in questo caso.
La “schiena”
Compito dei muscoli della schiena (erettori spinali, quadrato dei lombi e altri) è esclusivamente quello di stabilizzarla nella sua curvatura fisiologica. Non sono cioè coinvolti direttamente nel movimento. L’effetto di una loro contrazione è illustrato a destra, dove si passa da una curvatura errata a una curvatura corretta. E’ un esempio eh.. nessuno con più di 3 neuroni si sognerebbe di fare una prova del genere.
Ovviamente, il problema è quando si perde la curvatura, non quando si acquista eh eh eh.
Perciò, la schiena nello squat è utilizzata SOLO per preservare la spina dorsale e non per il movimento. Schiene arcuate, perdita di curvatura durante l’esercizio, sono dannose quanto inutili.
Tutto insieme
Per uno squat corretto ed efficace la catena cinetica posteriore deve essere usata in blocco: non è possibile rialzarsi dal suolo senza usare i glutei, o eliminando l’uso di altri muscoli, nemmeno se voleste farlo apposta. Voi userete sempre tutti questi muscoli, ma potete dare enfasi, cioè volontariamente accentuare, l’azione di un gruppo muscolare rispetto ad un’altro.
Quello che accade infatti è che la catena viene usata in maniera non ottimale. Raramente ci sono degli squilibri muscolari tali da essere la causa primaria di un cattivo squat, mentre molto più di frequente è l’aver appreso un movimento errato o il non conoscere certi “trucchi” che porta a squat scorretti e pericolosi.
L’interpretare l’esercizio come “di cosce” è uno degli errori più frequenti. Perchè nel momento in cui vado in crisi, cercherò di forzare “con le cosce” e non con i muscoli “giusti”.
Lo squat è invece un esercizio sì “di cosce”, ma “quelle di sotto”. Il motore principale sono i glutei e i femorali. Vi ossessionerò con queste due paroline. Alla nausea. Voi tornate in piedi non con i quadricipiti, ma con i femorali.
Come “schiena compatta” e “glutei e femorali” sono un must per la salute del vostro corpo nello squat, allo stesso tempo sono anche l’unico parametro da considerare per incrementare le vostre prestazioni.
Alla fine, quello che serve è un reset della vostra impostazione motoria. Dovete disimparare per poi reimparare un’altra cosa. Per fare un paragone, se passate da una macchina a cambio manuale a una con il cambio automatico (o viceversa) avete bisogno di disimparare il vecchio stile di guida. Se non lo fate, cercherete il cambio o la frizione, e magari non frenerete quando serve… poi, dopo un po’, andrete spediti.
Schiena dritta, ginocchia dietro le punte.
Spiace essere pallosi, ma un po’ di teoria è necessaria. Potete però fare come il mio babbo quando gli spiego qualcosa del PC: “dammi il risultato, i dettagli non mi interessano”. Ok, premi Shift F4, poi Canc, poi Alt F2, metti il nome del file e salva. Solitamente, a questo punto mi chiede perchè deve fare così. Solitamente, segue il Gran Litigio.
Eseguire senza capire è una prerogativa dei grandi atleti (che hanno grandi allenatori che capiscono per loro) o delle scimmie ottuse prima dell’arrivo del Monolite. Siete grandi atleti? Se la risposta è “no” cercate di capire oppure attendete il Monolite. Passa ogni quarto d’ora, dopo il 34.
Per rimediare ai vostri problemi di stitichezza vi consiglio le letture lassative di biomeccanica dello squat sul mio blog, qui un breve Bignami.
Quando voi eseguite uno squat la posizione del vostro Centro di Massa (il punto immaginario dove si considera concentrata tutta la massa, vostra e del bilanciere) deve rimanere sempre all’interno dell’area sottesa dai vostri piedi.
Il disegno sotto riportato, a sinistra, descrive questo. Senza entrare nei calcoli, se voi fate squat con un peso circa pari al vostro peso corporeo il Centro di Massa si troverà all’altezza dell’inizio del vostro torace, dal basso.
Se voi vi sbilanciate in avanti o indietro, la proiezione a terra di questo punto “esce dai vostri piedi” e voi cadete. Non provate, a meno che non vogliate suicidarvi. Spero che il concetto sia chiaro: comunque la mettiate, non siete liberi in tutte le posizioni che potete assumere, dato che il bilanciere (detto in soldoni) deve stare sempre sopra i piedi. Fino a che ci rimane, è tutto ok. Per questo quando si esegue è possibile spostarsi un po’ in avanti o indietro.
A destra si vedono i segmenti ossei “incriminati”: schiena, femori e tibie visti di lato. Possiamo considerare i punti rossi fermi, mentre quelli blu possono muoversi compiendo solo movimenti circolari, come nel disegno in basso, a meno che le ossa non si accorcino.
Quello che accade è perciò che più tenete la schiena “dritta”, più le ginocchia andranno in avanti… e viceversa. Adesso considerate queste due affermazioni:Le due affermazioni sono entrambe corrette, ma non possono essere soddisfatte contemporaneamente, per quello che abbiamo visto nell’ultimo disegno.
- La schiena deve essere dritta perchè così diminuisce la forza che la colonna deve sopportare
- Le ginocchia non devono andare in avanti perchè così diminuiscono le forze di taglio che sono dannose
Quando perciò squatterete, la vostra schiena sarà “piegata”e le vostre ginocchia saranno “in avanti”, in una posizione di equilibrio fra le due affermazioni di cui sopra. Ci sarà chi ha la schiena più o meno flessa e lo stesso per le ginocchia, ma ciò, entro un range “visivo” di accettabilità, non è segno di esecuzione scorretta. Dovete, cioè, focalizzarvi su altri aspetti piuttosto che fissarvi su elementi che vi portano fuori strada.
Perciò, abbozzatela con la storiella della schiena e delle ginocchia. Per esperienza, quelli fissati con queste cose hanno uno squat con i carichi di Ken, non Shiro, ma il fidanzato eunuco della Barbie.
Vi sfido anche a trovare una foto mia in questa trattazione che però non rappresenti (a meno che non sia voluto) uno squat decentemente buono e sicuro, pur non rispettando le due regole.
La schiena
Valgono tutte le considerazioni fatte per lo stacco: la schiena deve essere “tesa”, cioè mantenere il più possibile la curvatura fisiologica, che è quella che assicura la massima sopportazione agli sforzi compressivi.
Perdere la curvatura implica sottoporre i dischi vertebrali a pressioni disomogenee con picchi nelle aree di maggior compressione. Questi, sì, fanno male. (lasciamo stare le forze di taglio che sono presenti anche qui).
Perciò, schiena dura, compatta, contraendo le spalle, adducendo le scapole, mandando il petto in fuori. La contrazione della parte superiore della schiena assicura che anche quella inferiore sia contratta. I muscoli della schiena non hanno nessun ruolo motorio nello squat se non quello di rendere rigida e compatta la colonna
Ricordate: è sbagliato “tirare” di schiena nello stacco, ma è assolutamente mortale farlo nello squat.
Le ginocchia






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