Il bilanciere, infatti, tende ad andare verso il basso E a ruotare nel palmo della mano. Con la presa mista, se il bilanciere tende a ruotare in un senso, nell’altra mano è come se ruotasse nell’altro, perciò da una parte rotola in basso, dall’altra in alto, compensando l’effetto. Provate.

La presa mista è più forte e infatti tutti gli stacchisti usano questa presa. Se avete paura di squilibri, alternate la direzione dei pollici ad ogni serie.

Il posizionamento davanti al bilanciere

C’è una leggenda metropolitana che dice: nello stacco dovete appiccicare le tibie al bilanciere quando siete in piedi. In questo modo quando afferrate il bilanciere potete sbilanciarvi indietro e spingere con i talloni.

Ecco: questa è, appunto, una individualità. Non è vera per tutti, men che mai per me.


In queste immagini sono con le tibie appiccicate al bilanciere quando sono in piedi, e afferro il bilanciere sbilanciandomi indietro. Come vedete, non riesco a stare con la schiena estesa, perchè la posizione non è confortevole.

Il bello è che per anni, prima delle telecamere, io ho eseguito in questo modo, perdendomi Kg e Kg di massimale. Perciò, attenti. Magari per voi va bene, magari no.

Visivamente la differenza è minimale, ecco il mio nuovo, incredibile posizionamento che ha fatto tutta questa differenza.


La differenza è evidente, dato che posso posizionarmi come voglio. Addirittura, per quelli come me che hanno una rigidità di caviglia incredibile, sarebbe meglio (sto studiando…) un piccolo tacco piuttosto che le scarpe piatte.

Come regola, voi dovete avere le tibie a contatto con il bilanciere quando siete nella posizione di partenza, piegati.

Il messaggio che vorrei coglieste è che per fare le cose per bene dovete concentrarvi sui particolari che servono invece che sulle finezze inutili o sull’eseguire senza capire. Per me questa semplice variazione ha voluto dire molto.

Respirazione

Lo stacco si esegue, come tutti gli esercizi impegnativi, in apnea. Perciò dovete essere sani e senza problemi cardiocircolatori. Non potete essere in splendida forma a 50 anni, più forti dei ragazzetti di 20, se siete morti. Perciò… occhio.

Lo scopo dell’apnea è che bloccare l’aria all’interno del corpo crea un cuscinetto interno su cui la spina può appoggiarsi quando il carico vi sbilancia in avanti e in basso. La pressione addominale ha la funzione di sgravare parte del peso dalla spina.

Per far questo dovete respirare di diaframma e bloccare l’aria. Dovete, cioè, essere “gonfi d’aria” e tenerla per tutta l’alzata. Quando respirare? Io lo faccio quando ho le mani sul bilanciere ma non ho piegato le gambe, respiro, piego, spingo. Imparate quando farlo nella maniera più comoda.

Un attimo prima di partire


Questo è il mio posizionamento un attimo prima di partire. Notate che non ho la schiena “dritta”, ma inclinata a circa 45°. E’ impossibile avere la schiena dritta, mettetevelo in testa, ma non è importante.

Questo è un posizionamento che potete prendere come riferimento. Gli angoli che osserveremo sono quello fra femore e tibia e quello fra femore e schiena.

Un attimo prima di questa posizione io eseguo queste operazioni:
  • Stringo fortissimo il bilanciere
  • Respiro diaframmaticamente
  • Mi piego contraendo le spalle e adducendo le scapole, indurendo la schiena nel suo complesso
Tutto questo è necessario per una buona alzata, ed è qui che si imposta il successo o il fallimento. Spiego.

Stringere fortissimo il bilanciere genera un impulso neurale che si diffonde in tutto il corpo, come Tsatsouline ha descritto nei suoi libri. Una forte presa genere più forza generale. Un po’ mistico e forse non ci credete. Fate il contrario: quando perdete forza nelle mani, non sollevate più, dato che la sensazione di instabilità vi fa andare dietro al bilanciere. Rovesciate la situazione, più la presa è forte e più siete forti voi. Perciò, fondete il bilanciere.

Della respirazione abbiamo già parlato

Per il terzo punto, il punto fondamentale che dovete assimilare è che la schiena sopporta bene carichi considerevoli se voi la tenete nella sua posizione fisiologica, con i muscoli contratti.

La curvatura fisiologica è quella che permette alle forze compressive di scaricarsi meglio sul bacino, sull’osso sacro, sulle teste dei femori e poi a terra.