in bocca a lupo zio spacca tutto![]()
in bocca a lupo zio spacca tutto![]()
zio! Esce IronMan ma non so se è già uscito boh.
Altrimenti ti consiglio Romanzo Criminale che fanno stasera sul 5 se ti piace il genere, parla della banda della magliana, a me è piaciuto molto, ma ti consiglio di noleggiarlo se vuoi vederlo dato che lo han diviso in 2 parti sul 5.
No, purtroppo Iron Man (anche se a zia tattoos, quando ho detto "Questo lo voglio andare a vedere", mi ha fatto capire di non essere interessata [*]) esce il primo maggio.
Ma scusa, se permetti, non avendo figlia tattoos fra i piedi (una volta ogni tanto), ne aprofitto, no ?
[*] Non ricordo se l'espressione utilizzata è stata "Bleah", con mimica del conato o altro. Ma ricordo che era eloquente.
Uhm io comunque farei altro che guardare un film poi fai te![]()
Mi scuso se mi permetto di puntualizzare una cosina a Tonymusante(): la progressione di carico è giusta ma lo schema originario di Poliquin sarebbe
7 reps
6
5
7
6
5
Poi invece nele sistema piramidale a base ampia propone una variazione sulle basse reps (personalmente non mi piace).
Scusate se sono "a pain in the ass" ma è + forte di me...![]()
Direi piuttosto "a finger in the ass with a broken nail" come si direbbe a Roma...
Scherzo.
Un pò ci ho pensato prima di contraddire Tony, ma la mia indole ha prevalso![]()
Ciao Memphis,
mi fa piacere che ci sia un contraddittorio su argomenti tecnici perchè è proprio quel sale che serve ai fora che si rispettino.
Purtroppo però....conosco molto bene Poliquin,dai scherzo eh! Adesso se hai un po'di tempo per seguirmi ne parliamo.
La progressione e lo schema di cui ho trattato si riferiscono proprio allo stesso sistema di Poliquin diffuso come "Soluzione del 4-5%" e non all'altro suo sistema "piramidale".
Per conferma ti cito la bibliografia. Nel libro "Tendenze generali sull'allenamento della forza", Poliquin dedica l'intero capitolo 3) a quelli che lui considera "I 10 migliori programmi serie/ripetizioni per costruire la forza massima": questo di cui trattasi è proprio il 1° programma descritto da Poliquin che, nel paragrafo dedicato alla zona d'intensità dell'esercizio, dice testualmente:
"Fate iniziare il ciclo d'allenamento del vostro atleta con un intervallo di 3 ripetizioni (attenzione, è diverso dal 3RM dell'atleta); il numero delle ripetizioni deve essere compreso tra 3 e 8, per esempio 3-5, 4-6, 5-7 o 6-8, la scelta è abbastanza arbitraria . L'importante è che registriate l'intervallo di ripetizioni che avete scelto e che lo facciate mantenere al vostro atleta per tutta la durata del programma." eccetera..............
Come vedi, Poliquin, da tecnico preparato e a tutto campo, prevede un sistema di allenamento ma, al suo interno, non impone l'intervallo delle ripetizioni per un motivo molto semplice: non sa per quale disciplina, specialità o obiettivo il suo indeterminato lettore/allenatore è interessato a preparare i suoi atleti.
Lo stesso Poliquin ha preparato dei powerlifters come anche la nazionale canadese di "bob a 2" ...ed ovviamente il discorso cambia.
Probabilmente tu hai letto uno scritto (articolo, trattato, testo) di Poliquin dove egli voleva originariamente riferirsi all'esecuzione di quel programma da parte di un bodybuilder in un ciclo di forza o da parte di un atleta interessato ad allenare la forza ma in senso generale e non specifico per le specialità di potenza.
Allora l'intervallo da te postato, e previsto sulle 7-6-5 ripetizioni, ha indubbiamente senso perchè capace di innescare lo stimolo ipertrofico (7 ripet.) cercando contemporaneamente di costruire una giusta base di forza (5 ripetizioni) che, probabilmente, riceverà un successivo transfert con altri programmi o con allenamenti tecnici e/o speciali per altra disciplina.
Nel caso nostro specifico, però, non mi sto rivolgendo ad un lottatore (forza resistente), ad uno strongman (forza generale), ad un pugile (forza mista potenza), ad un bodybuilder (forza/ipertrofia), bensì ad un soggetto (cuginotattoos) interessato alla forza massimale applicata ad una specialità del Pl.
Di conseguenza, il range più idoneo - soprattutto a breve/media distanza - tra quelli contemplati dal preparatore canadese non può che essere che quello incentrato sul numero più basso di ripetizioni (3-5, che Poliquin nel libro cita per primo) e che consente i carichi maggiori. Se mi fossi trovato in presenza di un atleta molto leggero e con indice troppo basso di massa magra oppure interessato al salto di categoria avrei potuto optare su un altro tra i ranges intermedi (4-6 o anche 5-7) purchè non in prossimità dell'evento agonistico, onde evitare il rischio di rallentare la reattività l'atleta.
Poliquin, dall'alto della sua esperienza e poliedricità, ha fissato dei paletti al suo sistema coincidenti con lo schema 6-8 (limite massimo) e lo schema 3-5 (limite minimo), nella presumibile considerazione che l'applicazione della "soluzione del 4-5%" come sistema di allenamento per la forza sarebbe stata troppo generica - riferita all'obiettivo - se applicata oltre le 8 ripetizioni (es. 7-9) e, quindi, troppo somigliante a un programma di esclusiva ipertrofia; viceversa, sarebbe parsa poco incisiva e su carichi molto stressanti qualora impostata sotto le 3 ripetizioni (es. 2-4), in quanto chiaramente prossima ad uno schema di lavoro speciale o tecnico di rifinitura sul movimento di gara o sui parziali (nel caso nostro: board press, floor press, rack press, lavoro con l'attrezzatura) piuttosto che ad un programma generatore di forza sia pure specifica.
E' un po' lo stesso discorso che può farsi per altri sistemi (programmi applicativi) di preparazione. Un altro classico esempio è il "carico a onda" che lo stesso Poliquin prevede tra i suoi programmi preferiti per l'allenamento della forza.
Lui cita, ad esempio, il sistema appreso dal suo connazionale Pierre Roy, allenatore della nazionale canadese di sollevamento pesi, che soleva attuare il menzionato programma ad onda secondo lo schema 3-2-1 da ripetersi per 2 o 3 fino a 4 onde.
Lo stesso Poliquin si affretta però a precisare che, qualora il sistema dovesse essere applicato per l'allenamento con i pesi da parte di atleti impegnati negli sport di combattimento, lo schema migliore è forse quello contemplato anche dal tedesco Schmidtbleicher e riferito alla progressione 7-5-3 x 2 o 3 onde; di questo schema, peraltro, io conosco anche un'altra versione basata su 6/5-4/3-2.
Dunque, quale la versione originale? Tutte, che diamine, o forse nessuna anche perchè tutte più antiche dello stesso Poliquin, che pure è stato molto bravo a pubblicizzarle e diffonderle verso il vasto pubblico dell'utenza comune.
Come già detto nel discorso sulla "Scuola bulgara della multifrequenza", l'originalità sta nei "metodi" cioè nelle filosofie di lavoro alla base dei macrocicli, che rappresentano delle scelte di campo, degli indirizzi precisi su cui organizzare la pianificazione ed a cui rimanere fedeli nel corso della stessa, durante la stagione agonistica. I "sistemi" applicativi sono, invece, delle scelte operative che il tecnico deve modulare sulle caratteristiche, i curricula, gli obiettivi e le date del calendario gare, come appunto prevedono gli stessi maestri diffusori, quali - tra gli altri ma non solo - Charles Poliquin.
Con stima sincera,
Giovanni
Ultima modifica di Tonymusante; 22-04-2008 alle 04:19 PM
Sì, in effetti Giovanni mi ha presentato Charles in palestra alle Cupole. "Carle' !
Vieni che ti presento un amico !"
Giovanni (scusa se mi approprio del TU), io sono perfettamente d'accordo con te, difatti è insensato costringere un metodo in uno schema unitario. Contraddittorio oserei dire.
Ho fatto questo appunto perchè io ho appreso questa tecnica nel libro "Vincere la gara per le braccia" (pag.21-22) ma mi accorsi subito dell costrizione metodologica (settare le reps fisse) e me ne stupii, tuttavia pensavo (anche se non concordavo) che non lo ritenesse applicabile ad intensità più elevate. Sapere che in altri suoi scritti ha ampliato questa sua teoria non può che accrescere la mia stima in lui.
Hai fatto bene a correggermi: questo mi sprona a leggere pure il libro da te indicato.
Con sincera ammirazione e simpatia.
Marco.
Segnalibri