A GRANDI linee direi che tutte hanno lo scopo di limitare il livello glicemico e, quindi, l'azione insulinica.
Cheto e metabolica sono la stessa cosa, ossia sono tutte low carb.
Ora, non è che voglio rispondere in modo ricorsivo, eh. Ma il concetto sta proprio lì, cioè nella restrizione sui carboidrati introdotti, graduando la grammatura da 150-100 gr. (low carb moderate) a 0 (low carb estreme) come in effetti quella metabolica (di Di Pasquale) e quella chetogenica (che ha una nascita da Body Opus di D. Duchaine e un'evoluzione in Atkins [*]).
Nel caso di diete con assunzioni drammaticamente limitate di carboidrati, tutti i nostri elementi che vivono necessariamente di glucosio (cervello, ghiandole, etc.), si nutriranno di "corpi chetonici" (acetone, acetoacetato e 3-idrossibutirrato) liberati tramite lipolisi, dopo un minimo periodo di setting metabolico.
Anche la zona di B. Sears (di cui non sono né fan né grosso esperto [**]) ha come scopo limitare l'effetto di aumento dei grassi (lipogenesi e de novo lipogenesi) di scorta da parte della conversione degli eccessi di glucosio ematico da parte dell'ormone insulina. E per fare ciò, vi è l'individuazione dei "blocchi" di composizione dei pasti (40-30-30) che avrebbero in tal modo un limitato innalzamento glicemico postprandiale.
E' chiaro che tutte questi regimi alimentari, per funzionare per scopi dimagranti, DEVONO essere ipocaloriche.
[*] In realtà la dieta chetogenica è stata messa a punto nei primi decenni dello scorso secolo per la cura dell'epilessia giovanile.
[**] In effetti non sono esperto in nulla...



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