E’ più forte di me, non ce la faccio a non fare così: mi devo dare degli obbiettivi. Un’affermazione che lessi sugli obbiettivi, su cui concordo in pieno, è che un obbiettivo perchè sia sfidante deve essere impegnativo ma fattibile. Se è irrealizzabile non può essere un obbiettovo. Ecco quello che pensai, a metà Ottobre e 20Kg di panca, e che è tutt’ora valido:

Sopravvivere ai miei primi 40 anni, arrivandoci al meglio della forma fisica di sempre. Fattibile, dài
Ai 100Kg di panca scrivere questo post per i miei lettori. Non dire niente sarebbe come barare: magari c’è chi segue qualcosa di quello che dico, ed è giusto che sappia con chi ha a che fare. Però, essendo questi un po’ cazzi miei, renderli pubblici mi costa fatica.
Nel 2009 partecipare al Campionato Italiano di Stacco da Terra. La gara completa è un casino, ed è bene accettare che uno come me non può imparare ad usare fasce e corpetti da solo o in situazioni disastrate. In più, la panca non è più quella di prima. Ma lo stacco no. E un obbiettivo a lunga scadenza non fa mai male.
A suo tempo avevo promesso a mia figlia che non avrei più fatto i pesi pericolosi, e infatti tornati a casa ho eliminato la panca, gli appoggi per il bilanciere e tutta l’attrezzatura che rende la mia stanza una discarica di ferro. Se ci ripenso, che ho fatto panca con gli elastici e squat sul parquet mi vengono i brividi…

La cosa incredibile di tutta questa situazione è che è… emozionante. Questo non è un film in 3 parti, con l’eroe felice, che poi ha un tracollo, e poi risorge per combattere i cattivi e vince. Questa è la vita reale, e io non so se guarirò. Però… è una sfida. Tornerò come prima? Quanto perderò? La sfida è emozionante perchè non so chi vincerà, non c’è alcuna certezza.

Faccio panca in mesocicli da 5×2, 5×3, 5×4, scarico e aggiungo 10Kg. A 60Kg sento tirare sotto l’ascella, fa male. Stringo la presa, passo alla panca stretta. E continuo. Il corpo umano si dimostra essere una macchina adattativa che lotta per sopravvivere in tutti i modi.

Il tessuto muscolare cerca di ricrescere dove può ad una velocità impressionante. Se il resto del corpo crescesse in questo modo oggi sarei 100Kg. Tutto intorno alla linea di strappo il muscolo si addensa e le forme ritornano. La spalla fa parecchio male e devo contrastare il nuovo assetto con un sacco di esercizi per i rotatori.

70Kg, 80Kg, 90Kg. Arrivo a 3×3x90Kg, ma adesso tira nuovamente. I 100Kg si allontanano di nuovo. Allargo la presa, torno a 60Kg. Non mi fa male, assolutamente. E insisto con uno schema 5×4 dove ogni settimana salgo stavolta di 5Kg. Sembra impossibile, ma se si fanno le cose con gradualità, il corpo reagisce in maniera stupefacente. Realizzo 3×3x90Kg a presa larga.

Nel frattempo tutti gli altri parametri di forza tornano ai loro livelli o sono superiori. Ad esempio, da 1/10 di trazioni passo nel tempo a un allenamento con sovraccarico di 4×1x50Kg + 4×2x40Kg + 4×3x30Kg + 4×4x20Kg recupero 1′. A proposito, sapete che nelle trazioni si usa il pettorale? Io lo sapevo, ma non sapevo come o quanto.

Mi sono fatto l’idea che la ridondanza muscolare che abbiamo serva anche a coprire queste lesioni. Più muscoli sinergici che sopperiscono gli uni alle carenze degli altri, in maniera che se si perde parte della funzionalità, i rimanenti coprono la mancanza.

Arrivo a fare cose che mai avrei pensato. 10×1x180Kg di squat sotto il parallelo e un 1×200Kg centrando un risultato che cercavo da sempre. Nello stacco un 10×2x210Kg senza cintura e piastre da 35cm quando nel 2004 facevo 10×1x210 con cintura e nel 2000 210 era il record annuale.

Provo lo stacco da terra a una gamba e tantissimi esercizi per i flessori delle anche. Sto curando el asimmetrie e gli squilibri e… funziona. Anche la cyclette è come se avesse una funzione riequilibrante. La mia schiena sta meglio adesso con questi carichi che qualche anno fa.

Scopro anche che mi piace fare questa ***** di cyclette. La domenica mattina, ad esempio, mi sveglio prestissimo (alle 6.45) e pedalo guardandomi un film, senza nessuno che rompe le palle. Ho fatto 2 ore e 15′ di fila, tutta la durata dei Trasformers e durante il combattimento fra Optimus Prime e Megatron ho accelerato il passo. Poi Die Hard 4 o tutta la saga di Alien, oppure cagate quali Ong Bak o The Protector. Di certo la mattina non pedalo guardando la Corazzata Cotionki.

Infine, stringo le mani e schiodo prima un 5×1x100Kg e poi un 5×2x100Kg. Ed ecco questo post qua. Avevo detto che lo avrei fatto e… l’ho fatto. Per me, principalmente. Significa che il tempo scorre e che le cose non sono statiche. Che c’è una evoluzione.

Inizio anche a visualizzare di nuovo il movimento della panca. Stretta, non piana normale. Quando ci provo, il cervello si disattiva. Alla fine, sono tornato a posto eccetto che per quel singolo, fottuto, movimento. Io avevo 130Kg di massimale di panca stretta con fermo e un 6×3x105Kg. Sono a 5×2x100Kg. Non ci sono vicino ma nemmeno così lontano. Il prossimo obbiettivo sarà proprio il famoso 6×3. E allora, sarò in pratica tornato come prima.

Non so chi è ancora qui a leggere questa roba. Però, ripeto, il motivo, oltre quanto espresso sopra, è che voglio che chi mi legge sappia bene chi sono. I miei pregi, i miei difetti. Voglio che possa giudicare con chiarezza. Non lo faccio per raccontare i cazzi miei e basta.

Infine, perchè mi sono fatto male? Perchè mi sono allenato troppo, perchè mi sono allenato male, perchè ho fatto le trazioni prima, perchè ho messo le mani troppo larghe… Vi prego, voi non potete saperlo, perchè non eravate lì con me. E io ci ho messo parecchio per darmi questa risposta.

Ovviamente, c’è stato un errore di valutazione. Un errore. Non è successo per sfortuna, ma per un errore. Troppo peso, troppe ripetizioni. L’errore non è nato quel giorno, ma prima. Il problema è che io non ho fatto cazzate o sboronate varie.

Mio suocero (che da quanto era preoccupato mi ha detto che ero un ******** solo 2 mesi dopo lo strappo) mi ha detto una frase del genere quando gli parlavo di questa roba: "io ho sempre visto fasciati i cavalli da corsa e mai i brocchi". Quelli come me, e sicuramente sono in buona compagnia, sopravvissuti a decenni di allenamenti, non fanno più cazzate da principianti. Però riescono a spingere il loro corpo oltre ogni limite, perchè si conoscono e sanno come fare.

Questo, per forza di cose, aumenta il rischio. Nessuno che prova un record del mondo di velocità vuole strusciare le gengive sul fondo di qualche lago salato del *****. Però per quanto possa essere prudente, il gioco in se è pericoloso. Questo è quanto è successo a me.

Ogni anno, in quel periodo, io mi dedico due settimane a esercizi a ripetizioni più alte del normale. Questo era il terzo anno, e il volume complessivo era anche inferiore a quello dell’anno prima. Solo, ogni anno non è lo stesso, io sono un anno più grande, i carichi sono diversi, la storia pregressa con cui sono arrivato a quel periodo diversa. Non ho saputo cogliere i segnali deboli del mio corpo. E ho pagato un allenamento di troppo.

Poi, potete credermi o meno.

Il punto non è questo errore, ma la causa di questo errore: il voler andare sempre oltre ogni limite in questa roba che a me piace. Io concepisco questa attività come sfida con me stesso. Questo è quanto. Fino a che tutto ciò è confinato dentro dei limiti, è tutto ok ed è costruttiva. Quando i paletti cedono e la totalità del gioco è solo la sfida, allora è un eccesso. Perdere il piacere di quello che si fa, il gusto dell’attività in se. Questo è stato l’errore. Quando la fiamma della passione diventa un incendio, non ci si scalda ma si arde e ci si consuma.

Però, come sempre, io capisco queste cose solo con le maniere forti. Metto questa esperienza (che non è finita eh) nel salvadanaio delle esperienze che mi hanno cambiato. Per fortuna, sono poche. Però tutte intense come questa, magari senza lesioni.

Sono molto più tranquillo, ho capito tante cose di me. Questa volta come tutte quelle precedenti. Evidentemente, io funziono così. Speriamo di non dover imparare altro in questo modo, che so… che ad accendere i raudi in casa magari questa prende fuoco. O che se sto troppo al PC a scrivere queste stronzate mia moglie mi fa iqquorna con l’idraulico "che la capisce" (a proposito… ecco perchè il lavoro dei bagni non è venuto bene…)

Ogni tanto, quando mi guardo allo specchio, ci penso al mio buco sotto l’ascella. Perchè questa è la vita reale. Un muscolo strappato non ricresce e per quanto il corpo umano sia meraviglioso, per i miracoli non è attrezzato. Mi consola il fatto che anche Stallone ha avuto quello che ho avuto io, infatti mi sono rivisto Rambo 2 con gli occhi fissi sul suo pettorale destro.

Non voglio dire che questo evento traumatico sia stato… positivo. Ma c’è stato. E, come ho sempre sostenuto, una condizione di stress permette di valutare le persone. Io mi sono scoperto per molti aspetti peggiore di come avrei pensato di essere, ma per altri… migliore.

Penso che nella vita non si smetta mai di conoscere e di conoscersi. Certe cose per alcuni sono banali, io le ho scoperte a 39 anni nella maniera più dolorosa che possa esistere.

Infine, ringrazio tutti quelli che in questi mesi mi hanno dato una mano, in particolare Enrico e Valerio e tutti gli altri che non nomino per non fare l’elenco strappalacrime tipo "grazie mamma". Se è pur vero che ognuno è solo in questi momenti e deve fare i conti con se stesso, sapere di avere delle persoen che possono in qualche modo capire è un aiuto importantissimo.

Pubblico senza rileggere i dati che ho sulla chiavetta USB, perchè già mi sto vergognando di quello che ho scritto, e va a finire che poi rimane nella memoria.

Ciao

Paolo