Caro Andromeda,
non devi sovraccaricarmi di significati. Io sono una persona qualunque e basta. Il mio compito è far funzionare questo posto al meglio secondo le mie capacità intellettive. Limitate come quelle di qualsiasi essere umano.

Non pensare che io sia chissà chi dietro questo monitor, nè che il mio giudizio sia infallibile. Sono una persona normale, e basta.

Non ce l'ho con te, non dò giudizi su di te, questo ci tengo a dirlo.

Rimani, partecipa.

Uber ha espresso quello che volevo dire, in pieno. Devi capire il contesto che ti circonda. Qui, ma se vuoi anche nella vita reale. Il mondo intero è una enorme caserma, con le sue regole non scritte, con il suo nonnismo.

In palestra è la stessa cosa. Sai chi sono quelli più insopportabili? Quelli che arrivano in palestra e iniziano a dire che tutti si allenano di mer.da.

Magari è vero. Magari questi tizi vedono gente che fa lo stacco a schiena arrotondata, oppure gente che tira alla morte le serie di panca da 50Kg e così via. Ma il cambiamento è un processo lento. A nessuno piace sentirsi dire che sta facendo una stronza.ta, anche se è palese. Deve arrivarci da solo.

C'è, cioè, una forma con cui si dicono le cose, che è importante quanto la sostanza. Puoi dire: hai uno squat di merd.a, oppure che hai uno squat che con delle potenzialità di miglioramento per fare più Kg. E' di fatto la stessa cosa, ma nel primo caso prendi il bilanciere nei denti, nel secondo caso ti dicono bravo.

Ancora, nelle aziende è così: intere organizzazioni lavorano in un certo modo "perchè si è sempre fatto così". Ma non si può entrare con il trattore e arare il tutto, a meno di non licenziare a tappeto. Ma che soluzione sarebbe? I risultati si ottengono, invece, cambiando la testa della gente, operazione difficilissima perchè "la testa della gente" è piena di modelli culturali incrostati. Ci vuole tempo.

Capire il contesto è una delle cose più difficili del mondo.

Comunque, non ti preoccupare. Non riesce a fior fiore di tecnici preparatissimi...

Ciao e a presto.

Paolo