Se le tecniche di impatto fossero cagate allora non esisterebebro tutti gli studi delle scuole di arti marziali sulle tecniche di rotturaSe così fosse avrebbero sprecato 700 anni di appplicazioni...
Il modo di diversificare l'impatto di un colpo esiste ed è dato principalmente dalla porzione che va a impattare e, come hai detto tu, dalla resistenza ossea.
Sbagli però dicendo che si tratta di culo avere o no ossa resistenti visto che anche questo è un dato allenabile, i lottatori di muai thai colpiscono tutto il giorno assi di legno con tibia gomiti e avambracci ma non credere che lo fanno xchè sono stupidi. Le ossa ripsondono infatti a continue sollecitazioni creando zone di "callosità" ossea, in cui va a accumularsi una maggiore densità di osteociti...in altre parole, come sempre il corpo si adatta.
Le tecniche di impatto sono relativamente semplici da spiegare, è l'applicazione a essere difficoltosa...
La rottura diretta frontale va portata impattando con le due nocche di indice e medio (anulare e mignolo si frantumerebbero), mantenendo il polso allineato col pugno (se fosse fuori asse si romperebbe con una facilità estrema) e chiudendo il pugno inmodo particolare (x non rischiare di fratturarsi il pollice o le falangi di indice e medio contro il proprio stesso palmo).
La rottura a martello si effettua col pamo della mano calato dal basso verso l'alto, come esegue in modo piuttosto teatrale lo stesso van damme in un film (usando un nome ridicolo), ed è una rottura abbastanza semplice e efficace. La difficoltà è nel riuscire, subito dopo l'impatto, a lasciare istantaneamente il polso lento e flettere il braccio velocemente in su; Il polso non è allineato in tale colpo, e la controforza dell'eventuale mattone sotto il palmo lo potrebbe spezzare, quindi agendo in tale modo si evita parzialmente il carico sull'articolazione.
Di tipologie di rotture ce ne sono molte altre ma credo che diventerei noioso e finirei fuori topic quindi basta
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Se così fosse avrebbero sprecato 700 anni di appplicazioni...
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