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Discussione: La legge universale dell'allenamento

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  1. #1
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    Una variante che però mi piace è questa qui, che a mio avviso funziona molto bene nello squat o in esercizi dove potete utilizzare molta massa muscolare: sceglietevi un carico che vi permetta 6-8 ripetizioni (oppure un carico del 75% del massimale) ed eseguite così, un minuto di recupero fra le serie:
    1×3 con un carico inferiore (quanto inferiore? Quanto basta, l’arte è qui – diciamo 5Kg meno)
    1×3 con il carico 6-8RM
    1×1 con un carico superiore (diciamo 5Kg in più)
    Riposare 1’30”
    Ripetere il tutto altre 2 volte
    E’ uno schema ad onde più “corposo” nel volume, ma sono solo 21 ripetizioni se lo eseguite 3 volte. Ed è breve. C’è l’esaurimento muscolare per fatica cumulativa, c’è un volume di lavoro ad un carico impegnativo, c’è l’utilizzo di carichi “elevati” nella singola, ma che essendo una singola ad un peso non troppo distante dalla tripla, vi permette anche di recuperare. Riuscirete cioè a gestire un carico più elevato all’interno di un protocollo a fatica cumulativa.

    Il carico è invariato in tutti i “giri”. Potete provare uno schema del genere facendo 2 giri la prima settimana e 3 la seconda. Se vi piace, le variazioni sul tema sono il condimento di questo piatto, e gli cambiano sapore:
    potete fare ad esempio un 2×3 – 1×1, cioè le due triple a carico fisso e poi la singola
    potete fare 1×3 – 1×2 – 1×1 dove nelle prime due serie mantenete un carico costante ma più elevato del 75%
    Potete fare 2×3 – 2×1
    Dategli insomma un po’ di volume a queste onde! Il concetto è sempre lo stesso: un protocollo di forza può diventare un protocollo ipertrofico non solo alzando le ripetizioni ma anche diminuendo il recupero o incrementando le serie. L’ipertrofia deriva dall’esaurimento muscolare. Per ottenere l’esaurimento le strategie sono molteplici.

    Panca Westside

    Ho inserito la parola "Westside" per puro marketing… C’è chi lo ama, chi lo odia. Però se ne parla, fa figo, è in. Per catturare più attenzione avrei potuto scrivere Sex Bench Press. A parte scherzi, ritengo il Westside un sistema di allenamento innovativo e molto creativo, ma dovrei dedicargli molto più tempo. Viene data enfasi ad un modo intelligente per evitare lo stallo, tramite la rotazione degli esercizi. Io sono stato pesantemente influenzato da questo metodo e per me certi aspetti mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta. Per ora, fidatevi e continuate a leggere.

    La panca è un esercizio che coinvolge molta meno massa muscolare rispetto a squat e stacco, perciò può essere allenata nella settimana con una frequenza più alta rispetto a questa. Lasciamo stare le sedute a multifrequenza, siamo persone normali. Ma due volte a settimana è sicuramente possibile. E poichè la panca coinvolge quasi tutti i muscoli della parte superiore, faremo più lavoro per una maggiore ipertrofia della parte superiore.

    L’idea è questa: facciamo due sedute di panca, ma in una inseriamo un esercizio "speciale" che permetta di caricare più del solito. L’esercizio speciale è l’elemento di variazione che impedisce l’adattamento.
    Scegliamo la board press: costruitevi un "mattone" di legno alto 10cm, largo 15cm, lungo 30cm. Poi costruitene un altro alto 5cm. Legatevi con un paio di elastici la tavoletta al petto e fateci la panca (meglio se con il fermo al petto).

    La board press è un modo intelligente di fare dei movimenti parziali.

    A differenza dalla panca con fermo sulle barre di sicurezza del rack, l’appoggio centrale e stretto evita che eventuali piccole dissimmetrie creino delle situazioni di appoggio asimmetrico pericoloso, in più voi guardate al centro del bilanciere e avete idea di quando sta per toccare la tavoletta a differenza delle barre che non vedete. Per finire, l’esercizio è più “instabile” in quanto dovete bilanciare il tutto, cosa che non succede se appoggiate sulle barre
    A differenza di chi esegue un parziale fermandosi ad una certa altezza, qui l’altezza è veramente certa. In più, il fermo al petto introduce una notevole difficoltà.

    Avete capito (anzi, vi ho fatto due vere palle) su come strutturare una seduta in 5×2, perciò l’idea è questa:
    1° settimana: board press 10cm: 5×2 rec 2’ – utilizzare un carico dal 100% al 105% del massimale
    2° settimana: board press 10cm: 5×1 rec 1’30” – utilizzare un carico dal 105% al 110% del massimale
    3° settimana: board press 6cm: 5×2 rec 2’ – utilizzare un carico dal 95% al 100% del massimale
    4° settimana: board press 6cm: 5×1 rec 1’30” – utilizzare un carico del 100% del massimale.
    Mi raccomando: qui ci si fa molto male se si esegue “alla alè alè” come dice un mio amico, perciò servono una serie di accortezze: un must è avere un assistente (meglio) o eseguire in un rack. Non state scherzando, ma state lavorando con carichi sovramassimali.

    La seconda regola è che ho indicato dei valori puramente di riferimento. E’ chiaro che se la corsa del bilanciere è inferiore, il carico è più alto. Questo serve per condizionarvi al carico elevato, a maneggiare, staccare, gestire, sentire un carico elevato. Scalate del 5% se non siete sicuri, utilizzerete comunque più carico del solito, come sempre con un recupero dosato in modo da sviluppare in un tempo ragionevole un buon volume di lavoro.
    Immediatamente a ruota inserite un 1×2 di panca se è il giorno del 5×2, un 2×1 se è il giorno del 5×1. Scegliete voi il carico.

    Lo schema proposto è veramente impegnativo: non prendetelo sottogamba. La variazione dell’esercizio evita lo stallo. L’elemento “westside” non è tanto la board press in se, ma il fatto di tirare un esercizio e poi cambiarlo. Questo vi porta ad un utilizzo prolungato di carichi elevati, prima che si faccia sentire la fatica sistemica. Se invece faceste la board da 10cm per 4 settimane, alla 4° sareste del tutto esplosi di testa, e vi ritroverete in pieno stallo come quando dovete fare i massimali per forza. Una variante è la seguente, meno difficile:

    1° settimana: board press 10cm: 5×2 rec 2’ – utilizzare un carico del 95%del massimale
    2° settimana: board press 10cm: 5×2 rec 2’ – utilizzare un carico dal 100% al 105% del massimale
    3° settimana: board press 10cm 5×1 rec 1’30” – utilizzare un carico dal 105% al 110% del massimale
    Il ciclo viene allungato e reso più soft (sempre carichi indicativi, please)
    Un’altra variante è semplicemente fare le due settimane di board da 6cm e poi le due da 10cm, che, per chi è nuovo di queste cose può rappresentare la strategia ottimale.

    Nella seconda seduta, esercizio del tutto diverso come la panca stretta in uno schema a piacere.
    Gli schemi proposti sono coerenti con quanto espresso nella precedente trattazione. Notate quanto c’è da scrivere (e da leggere) per ogni singola combinazione. Questo è dovuto, appunto, all’esperienza. E’ l’esperienza che rende “vivo” un programma di allenamento, con le 1000 finezze e le 3000 soluzioni ai problemi pratici di quando si “fanno le cose”. Comprendete anche quanto questo articolo può essere imperfetto… come si fa a scrivere tutto quello che serve? E se mi ammalo? E se mi sento di spaccare tutto e a metà mi sciolgo come la cioccolata al sole? E se…

    Provate con coscienza, state attenti, non sottovalutate niente e… ragionate.

  2. #2
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    gran bell'articolo Iron, m'hai acceso la lampadina della board press in una delle sedute di panca settimanali,....il prossimo meso ce la infilo!!

    ps. a quando il libro? non sto scherzando.
    il dolore non esiste, esiste il fastidio, ma è sopportabile.
    heero

  3. #3
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    Molto interessante,ma anche motlo impegnativo. Per me passare dalla teoria alla pratica non è così semplice ...

  4. #4
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    menphis non sei obbligato a metterle in pratica ora,....anzi secondo me è meglio far tesoro di queste cose e usarle piano piano, senza sconvolgere completamente l'attuale modo di lavorare,..semplicemente aprendo la mente pian piano....imho
    il dolore non esiste, esiste il fastidio, ma è sopportabile.
    heero

  5. #5
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    Bravo Heero!!!

    L'idea è proprio questa: si prende uno schema che piace e si prova, all'interno del solito contesto. Si "assapora", si stressa, si testa. Si imparano pregi e difetti.

    Io ho iniziato così, tanto per dire. Io faccio il PL su indicazione di Somoja, che mi invitò a provare. Prima di fare il mio primo ciclo Westside puro è passato quasi un anno e mezzo.

    Ho iniziato proprio con il ciclo russo, poi con uno schema per lo stacco a massimali, un intruglio di DE e ME, il classico 5x4, 6x3, 8x2, ci ho infilato le onde, ho rifatto il ciclo russo, poi ho fatto uno schema Westside canonico. Poi....

    Insomma, mica tutto e subito, anche perchè è controproducente.

  6. #6
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    No infatti, poi non si capisce più quello che si sta facendo, non si realizza più dove si è andati a finire...per questo è interessante trovare un compromesso,..creare una sorta di ibrido....e provare, ma non per 2 settimane e mollare perchè non si è il doppio di prima....ci son metodi che possono funzionare dopo un po' di tempo...o funzionare poco anche, per questo bisogna sperimentare piano piano,...son perle le tue, da leggere e attuare piano piano,...una volta che, come dici tu, si padroneggia sufficientemente la ghisa,...insomma la testa bisogna sbatterla un po' di volte
    il dolore non esiste, esiste il fastidio, ma è sopportabile.
    heero

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da IronPaolo Visualizza Messaggio
    Bravo Heero!!!

    L'idea è proprio questa: si prende uno schema che piace e si prova, all'interno del solito contesto. Si "assapora", si stressa, si testa. Si imparano pregi e difetti.

    Io ho iniziato così, tanto per dire. Io faccio il PL su indicazione di Somoja, che mi invitò a provare. Prima di fare il mio primo ciclo Westside puro è passato quasi un anno e mezzo.

    Ho iniziato proprio con il ciclo russo, poi con uno schema per lo stacco a massimali, un intruglio di DE e ME, il classico 5x4, 6x3, 8x2, ci ho infilato le onde, ho rifatto il ciclo russo, poi ho fatto uno schema Westside canonico. Poi....

    Insomma, mica tutto e subito, anche perchè è controproducente.
    allora ho pensato giusto
    per il momento mi sto concentrando sulla scheda di allenamento definitiva, poi sperimenterò quando arriverà l'adattamento..

    a tal proposito devo dire ai fissati con il BII come me che altro che essere non eroico questo allenamento.. è solo meno frustrante psicologicamente, però esco dalla palestra che sono carico e mi sembra di aver spostato una montagna.. prima invece uscivo stressato nella testa..

  8. #8
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    Ragazzi o non mi sono spiegato o non mi avete capito: per me non è difficile cambiare tipologia di allenamento, dato che lo faccio sistematicamente circa ogni 6 mesi, bensì trovo difficoltoso capire i meccanismi che stanno sotto ai numeretti. Quei numeretti vanno prima capiti, prima difficoltà, e poi translati in % 1RM, seconda difficoltà.
    Ora esemplifico, così magari Paolo mi da una mano se c'ha voglia (anche per evitare post inutili di simpaticoni che si allenano da 2 mesi ed hanno velleità di fare interpretazione autentica)...
    Premessa: Paolo ho letto tutti i tuoi articoli per bene, come sai, ma una sola volta...se dirò cose inesatte mandami a fanxxxx e dimmi di rileggere se non avrai tempo.Grazie.
    In questo ultimo pezzo secondo me emergono dei concetti interessanti che sono quelli che andrebbero capiti per mettere in pratica il "metodo":
    1)Fatica cumulativa;
    2)Serie allenanti;
    3)Diminuizione progressiva del volume di lavoro (10X1);
    4)Aumento progressivo intensità;
    Riguardo al punto (1) mi sembra di aver capito che nn tutte le serie vadano tirate alla morte, ma solo quelle allenanti, quindi nel primo e nel terzo(?) gruppo si lavora a buffer.Per quanto concerne sub (2) il gruppo centrale va aumentato ogni settimana, ma di quanto indicativamente??2,5%??5%??O semplicemente devo cercare il mio PR all'ultima singola della serie allenante? Ad esempio se di stacchi ho 200 di PR le serie allenanti andrebbero fatte così: 195X1/200X1/200X1/205X1??Se fallisco il PR faccio un 200X1 o no??Bho...non mi è chiaro...
    Sub (3) mi sembra che emerga questo nel 10 X 1, mentre nel 5X2 il volume è + o meno costante. Arriviamo al punto (4): l'intensità aumenta ad ogni WO,ma l'incremento è a sensazione o esiste un tonnellaggio da rispettare secondo te??Intendo dire il tonnellaggio dei fondamentali va aumentato,ma secondo te (in base alla tua esperienza),di quanto?
    Questi sono solo alcuni dei punti su cui ho dei dubbi...il discorso,come vedete non è così semplice.

  9. #9
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    Ri-ringrazio per questo splendido 3d.
    Paolo, che dire, quando passerai dalle mie parti, mi sdebiterò iniziandoti alla Pesca a Mosca.

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