Ciao a tutti e grazie di cuore!!!
29/04/06
Gara. Campionati Italiani di Powerlifting.
Telegraficamente, il risultato. 210-140-265. Sesto posto. Soddisfatto? Si e no. Meglio sarebbe stato 220-150-275.
Ora, il raccontino per i volenterosi della lettura.
Sveglia alle 6.00, partenza fra tutto alle 7.15. Io e mio cognato, che si presta volentieri a queste scampagnate. Dopo 3 ore e mezza arriviamo a Nettuno, in quel di Roma. Per i toscani, tutto il Lazio è Roma, e tutti parlano il romano di Thomas Milian o di De Sica. Nomi come Torvaianica e Ariccia fanno sempre immaginare frasi del tipo “dimo, famo, menamo”… Come per i non toscani, che pensano che tutti i toscani dicano “icchettuffai”, tipico solo di Firenze.
Fabio ha organizzato alla grande la manifestazione: il palazzotto è accogliente (c’è una palestra da paura, fra l’altro), la zona del riscaldamento dietro la pedana è ampia e le 3 postazioni ci stanno veramente larghe. Maglietta per gli atleti, felpa per lo staff. Locandina, striscioni, fotografo, contatti con le radio locali. Insomma, tutte cose che non si vedono ma che rendono “confortevole” la manifestazione. E che fanno perdere un monte di tempo per essere organizzate.
Alla 4° gara l’emozione è differente dalla prima… oramai conosco tutte le facce di questa piccola/grande comunità, saluto un po’ tutti, chiacchiero con tutti. Enrico mi presenta Francesco e Damiano, gli amici di Dario di Ironmilitia, venuti dalla Sicilia, persone simpatiche e alla mano.
La gara inizia e scorre con i 67Kg, in più gareggiano Agostinoni (82.5Kg) e Silvio (100Kg) che per problemi di logistica non possono nello spazio a loro riservato. Enrico segue una marea di persone, è ovunque. Ancora una volta si conferma come persona generosissima: è lo spirito del powerlifting fatto persona, senza scherzare.
Dopo un po’ incontro Ivo, Tattoos su bbHomepage che è venuto apposta alla gara! Finalmente ci conosciamo di persona! Ivo è simpaticissimo, ancora di più che sul forum e al telefono. In più, estremamente gentile, mi segue nel riscaldamento e mi prepara i pesi sul bilanciere, estremamente discreto e mai invadente. E si sorbisce le mie chiacchiere agitate.
Riscaldamento per lo squat: 70-90-110, 140 con la cintura. Poi mi metto il corpetto ed Enrico me lo fa salire alla grande, me lo sento perfetto addosso, questo affare angosciante. 170 con cintura e bretelle giù, poi fasce e bretelle su a 190Kg che vanno bene, ma Enrico mi dice che devo forzare di più queste cazz.o di fasce.
Entrata a 200Kg, poi 210 e 220. Questa è l’idea. Arriva il mio turno. Fasce tirate medie, Enrico mi tira su dalla sedia, cintura, ingresso in pedana. “Bilanciere pronto!”, entro. Accade tutto in una manciata di secondi. Più lungo a raccontarlo. E’ differente dall’altra gara, a Carrara. Meno emozione, meno novità, meno timore. Non c’è la paura della novità non conosciuta, del non sapere cosa ti aspetta. Persi tutti questi elementi accessori ma importantissimi, rimane, appunto, la gara… un bilanciere mi attende, io faccio quei passi a gambe rigide per le fasce. Incredibile, anche stavolta vedo solo l’asta, non i pesi. Però percepisco che le persone che mi fanno da spotter mi conoscono (a destra c’è Federico, mi pare), mi incitano piano, per non disturbarmi, e sento, sì, sento, che vogliono che io li faccia questi fottuti 200Kg. In questi millisecondi sento, sì, lo sento proprio, anche il pubblico, i miei amici, sento che sono in ansia perché io vinca i 200. Ma sento anche che non è come a casa mia… mi metto sotto il bilanciere, non sono abituato alle fasce, sento un effetto strano di piedi “molli” per la non abitudine a portare le fasce. Inspiro, stacco, sento il peso, passi indietro. Bene, leggero. Attendo i pochi secondi prima del comando, che si dilatano in ore con quel coso sulle spalle… “Squat”. Inspiro, scendo, esplodo in alto, risalgo… accade l’inspiegabile: mi ritrovo con il cul.o indietro in una posizione impossibile. Salgo indietro e chiaramente mi salvano gli spotter. Nullo. Rientro.



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